15/10/2010

Sterilizzazione gratis per i cani domestici: all’Ordine dei veterinari non piace

MANDURIA (TA) - L’iniziativa del Comune di sterilizzare gratuitamente i cani microcippati che vivono in casa dei manduriani, non piace al presidente dell’Ordine dei medici veterinari della provincia di Taranto che giudica muove delle critiche che non piaceranno agli animalisti locali. Pur riconoscendo «l’efficacia delle campagne di sterilizzazione quale mezzo di lotta e prevenzione del randagismo – scrive il presidente  Antonio Di Bello – ritengo sia doveroso riportare alcune considerazioni sui criteri e le modalità di realizzazione di tale iniziativa».Partendo dal presupposto «delle difficoltà economiche che da sempre accompagnano la lotta la randagismo, perché – si chiede il presidente dei veterinari jonici – non ottimizzare la disponibilità e le risorse offerta dal comune di Manduria implementando la sterilizzazione dei cani randagi vaganti o quelli ospitati nei canili?». L’appunto del tarantino Di Bello è chiaro? Se il comune ha soldi da spendere, perchè non investirli sulle cagne randagie che solo il vero dramma della questione? Se poi la situazione del territorio è sotto controllo, continua provocatoriamente il presidente dell’ordine dei veterinari, perché allora «non orientare tali generose disponibilità su altri comuni limitrofi dove il problema randagismo potrebbe essere più sentito?».La seconda critica è ancora più puntigliosa e riguarda l’economia delle famiglie e il diritto allargato a tutti di ricevere la prestazione gratuita. «La possibilità di aderire all’iniziativa – fa notare il dottor Di Bello -, sarebbe estesa indistintamente a tutti i proprietari di cani residenti a Manduria indipendentemente dalle condi zioni economiche degli stessi. Tal possibilità, pur non volendosi soffermare sull’opportunità di perequazioni a carattere sociale, potrebbe portare i cittadini non bisognosi ma maglio informati a fruire dell’iniziativa e altri con difficoltà economiche a restare esclusi, visti anche i tempi ristretti dell’iniziativa. Come effetto – prosegue il veterinario – so avrebbe che i primi, pur potendo, eviteranno di rivolgersi ai veterinari liberi professionisti del territorio e i secondi, in caso di gravidanze indesiderate dei propri animali, possano essere più portati all’abbandono dei cuccioli a causa delle loro difficoltà».C’è poi l’aspetto della concorrenza sleale tra veterinari locali e quelli ospitati dall’associazione che si occuperà delle sterilizzazioni promosse dal comune. «Se sterilizzare gratuitamente randagi dei canili è opera lodevole – fa sapere il presidente Di Bello – farlo allo stesso titolo su cani di proprietà lascerebbe intravedere violazioni in merito a lealtà nella concorrenza e correttezza professionale». Se invece questi interventi che devono essere eseguiti da veterinari di altre regioni, prevedono compensi, allora il presidente dei veterinari della provincia di Taranto si chiede «come mai non si è pensato di rivolgersi a professionisti del posto che, con uguale capacità e competenza, avrebbero portato a termine la campagna di sterilizzazione in tempi più adeguati e in modo più capillare?». Infine la stoccata finale. «Resta la consapevolezza dei sicuri effetti negativi che l’iniziativa, così condotta, avrà sulle attività lavorative dei colleghi liberi professionisti del territorio, cosa che ritengo possa essere, in qualità di rappresentante dell’Ordine dei medici veterinari, motivo di lecita preoccupazione».131010d.jpg

fonte:LA VOCE DI MANDURIA

30/08/2010

Sindaco irpino ordina abbattimento cani randagi: è polemica

Scoppia la polemica ad Altavilla Irpina, in provincia di Avellino, sull'ordinanza del primo cittadino per l'abbattimento dei randagi. E la protesta è destinata a estendersi.

Appena un anno fa il sindaco Alberico Villani aveva avviato una campagna contro il randagismo assicurando un contributo di 100 euro per chi volesse adottare un cane. "In quel caso - spiega l’assessore al Bilancio Gianluca Camerlengo - non abbiamo avuto neppure una richiesta". Una nuova ordinanza del 16 luglio scorso ha disposto quindi l’abbattimento degli animali "previo accertamento della comprovata pericolosità".Immagine.jpg

L’Ente nazionale protezione animali (Enpa) insorge. Oggi ha inviato un esposto al prefetto di Avellino per chiedere la revoca o l’annullamento dell’atto amministrativo. "Secondo il sindaco che individua in maniera del tutto personalistica la cosiddetta elevata pericolosità dei cani, è questa la via breve per sottrarsi agli obblighi di legge in materia di randagismo". L’Enpa avverte anche che, nel caso in cui la delibera dovesse essere applicata, presenterà un esposto nei confronti di Villani per uccisione di animali. Dalle associazioni animaliste "Chiliamacisegua" e "Info freccia 45" sono partite segnalazioni al ministero della Salute.

La replica - Ma l’amministrazione comunale si difende: "L'ordinanza è stata applicata una sola volta, nel luglio scorso - spiega ancora Camerlengo - e solo perché tre randagi avevano aggredito alcune persone, tra cui anche una bimba. Nessuna tragedia, ma la paura aveva preso tutti, al punto che non fu possibile celebrare la processione della Madonna del Carmine perché quella zona ero ormai territorio di quei cani. Da allora nessuna soppressione". Camerlengo precisa che l'ordinanza non si presta a interpretazioni arbitrarie - come sostiene invece l'Enpa - poiché "il livello di pericolosità di un cane viene attestato dall’Asl e non dall’uomo di strada o dal sindaco".

Infine sulla presunta insensibilità della giunta irpina l'assessore aggiunge: "Spendiamo più per i cani che per le persone. Ogni anno nel nostro bilancio ci sono 40mila euro per i randagi, meno di 30mila per i servizi sociali".

fonte:libero news.it

28/08/2010

Sedini (SS) Contro il randagismo cani in affido

 Immagine33.jpgSEDINI. Il Comune di Sedini ha stanziato 2.000 euro per azioni contro il randagismo e in favore dei cittadini che vogliano prendere in affidamento i cani randagi catturati nel territorio comunale. Il Comune elargirà un contributo di 300 euro, in due rate, al momento dell’affidamento e al termine del primo anno. Ogni cane dato in affido sarà inoltre sottoposto a due visite veterinarie annuali a spese del Comune. Gli interessati possono consultare il sito del Comune o contattare l’ufficio di Polizia locale al numero 079.589204

fonte:la nuova sardegna

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"INCENERIRE I CANI RANDAGI" BUFERA SU CONSIGLIERE PDL

Incenerire i cani randagi, per risolvere il problema del randagismo in Sardegna. E' la proposta del consigliere regionale Gianfranco Bardanzellu, del Pdl, che ha giustificato quanto detto dicendo che "davanti ad un'emergenza bisogna avere il coraggio di misure forti, anche impopolari". "Per fronteggiare il randagismo, in attesa di migliorare le strutture di accoglienza, educare alla sterilizzazione e punire chi abbandona gli animali, sarebbe opportuno incenerire i cani abbandonati", ha aggiunto Bardanzellu. Ma incenerire i cani non dovrebbe essere una costante né un'abitudine, ma «una misura eccezionale, perché l'emergenza è eccezionale. Io, nel breve periodo, non vedo altre soluzioni». Immagineff.jpg
La notizia, riportata dal quotidiano L'Unione Sarda, ha scatenato le reazioni del web e degli animalisti: il Gruppo d'intervento giuridico, la Lega per l'abolizione della caccia e gli Amici della terra hanno commentato durissimi la proposta del consigliere. «Il consigliere regionale Gianfranco Bardanzellu (Pdl), olbiese, cacciatore, anche consigliere comunale, giunge a immeritata notorietà con la sua ricetta per contrastare il randagismo: incenerirli....Che cosa si può dire davanti a una proposta di mettere in pratica una soluzione contro la legge oltre che contro il minimo buon senso proveniente da un rappresentante delle Istituzioni? Perché non ammette che buona parte dei cani randagi sono abbandonati proprio dai suoi colleghi cacciatori quando non li ritengono adatti alla caccia? La legge n. 281/1991 e la legge regionale n. 21/1994 assegnano ai Comuni le competenze in materia di randagismo e le soluzioni alle relative problematiche sono nella realizzazione di canili consortili, nelle politiche di sensibilizzazione, nell’incentivazione delle adozioni, nella sterilizzazione, nella profilassi non certo in metodologie dall’odore vagamente nazistoide".

fonte:leggo

18/08/2010

Randagi, al via il censimento a Palermo

Immaginefff.jpgPALERMO. Diecimila i cani randagi a Palermo? Forse sì. Ma forse anche no. È un dato che viene dato negli ultimi anni dagli esperti ma è un numero che in qualche modo adesso va verificato. E così i medici veterinari del canile di Palermo hanno avviato un lavoro dettagliato e scrupoloso in collaborazione con l'Università, per riuscire a stimare il numero dei randagi in città.
«Non si hanno dati scientificamente validi - spiega Francesco Francaviglia, responsabile dell'unità operativa di Igiene urbana al canile - sul fenomeno del randagismo a Palermo. È quindi necessario avviare un censimento. Con l'Università stiamo cercando di sperimentare un metodo, un sistema valido per stimare la popolazione dei quattro zampe in giro per le strade».
E così con la professoressa Ornella Giambalvo, docente di Indagini campionarie alla facoltà di Economia, è stata ideata un'indagine campione.
Il punto di partenza è quello di analizzare la città utilizzando la suddivisione in circoscrizioni. Il lavoro è partito dalla prima circoscrizione che è stata divisa idealmente in 4 quadranti. Per ognuno di questi sono stati identificati tre siti di osservazione: un'area verde o giardino, una piazza e una via preferibilmente con un locale frequentato. Ad esempio, nel quadrante identificato col numero uno, si è deciso di concentrare le osservazioni in piazza Marina e villa Garibaldi come spazi verdi, in piazza Magione per la piazza appunto e in via Candelai e strade limitrofe per la strada con locali.
In totale sono state effettuate 72 osservazioni in tre giorni. Il lunedì, il giovedì e la domenica, mattina e sera, sempre negli stessi orari: dalle 12,30 alle 13 e dalle 19,30 alle 20. Le verifiche sono state realizzate dai veterinari del canile in collaborazione con il mondo animalista.
«Abbiamo scelto di iniziare dalla prima circoscrizione - racconta Francaviglia - perché è la zona dove abbiamo una maggiore conoscenza degli animalisti che ci avrebbero aiutato. Durante le osservazioni abbiamo raccolto dati su tutti i cani che abbiamo avvistato, come la taglia, il sesso, lo stato di salute ed eventuali segni identificativi. Abbiamo consegnato a tutti i partecipanti una scheda da compilare dettagliatamente, segnalando anche la presenza di bar, ristoranti, di cassonetti dei rifiuti e le condizioni meteo».
Le schede sono poi state consegnate all'università e saranno analizzate dalla professoressa Giambalvo a settembre.
«Dal punto di vista teorico - spiega Ornella Giambalvo - sembra che abbiamo fatto una buona impostazione del lavoro. Questa indagine pilota ci serve anche per mettere a punto il metodo. Il primo obiettivo è quello di calcolare il numero dei cani randagi presenti nella prima circoscrizione. Il secondo è quello di mettere a punto una metodologia che possa essere poi riprodotta in tutte le circoscrizione e l'obiettivo finale, naturalmente, è quello di stimare tutta la popolazione dei quattro zampe senza padrone in città. Analizzando i dati raccolti capiremo anche se la nella scheda di rilevazione abbiamo individuato i luoghi giusti da monitorare. Ovviamente è un tentativo e dobbiamo restare cauti».

22:26 Scritto da: ramboo84 in Animali | Link permanente | Commenti (1) | Segnala | Tag: randagismo, notizie animali, news, randagi palermo | OKNOtizie | |  del.icio.us | | Digg! Digg |  Facebook