09/07/2010

Caccia ai randagi di città

(L'ARTICOLO CI SEMBRA UN PO' ESAGERATO SECONDO NOI,TANT'E'...)

Da Sant'Orsola a Li Punti, dal centro storico a Monte Rosello: ieri è scattata la caccia. Il primo cane catturato intorno alle undici del mattino nei giardinetti che stanno davanti alla stazione dei treni.

Caccia ai randagi. Anestetico e guinzaglio per liberare la città dai cani di nessuno. L'operazione dei carabinieri della compagnia di Sassari in collaborazione con gli operatori delle guardie zoofile e i volontari della Lida è scattata alle prime ore del mattino.

BLITZ :Oggi si va avanti e, se necessario, pure domani. Perché le richieste d'aiuto dei cittadini si sono moltiplicate: esposti firmati da persone esasperate dalle notti insonni passate a rigirarsi nel letto e ascoltare gli ululati del vicino a quattro zampe. E poi, quartieri ostaggio dei randagi. Casalinghe costrette a correre per sfuggire agli agguati dei bastardini di strada. Bambini impegnati in fughe improvvise sulle loro biciclette per non cadere sotto i denti del branco a quattro zampe. Insomma, da Sant'Orsola a Li Punti, dal centro storico a Monte Rosello, sempre la stessa storia. Ieri è scattata la caccia. Intorno alle undici del mattino, nei giardinetti che stanno davanti alla Stazione dei treni, un grosso cagnone bianco dorme sul prato all'ombra degli alberi.

GUARDIE :Tutto intorno c'è un gran viavai: le guardie si danno parecchio da fare per organizzare il blitz. Bisogna aspettare l'accalappiacani della Lida. Il veterinario della Asl si agita parecchio. Fa avanti e indietro sul marciapiede a quadretti, dà ordini e disposizioni, sgrida chiunque si avvicini al bersaglio. Anche se il bersaglio dorme, ignaro di tutto. Qualche istante dopo, arriva il furgone che servirà al trasporto dei cani. Dal veterinario arriva il via libera. Per acciuffare quel bastardino è necessario sparargli l'anestetico sulla coscia. Quando l'operaio esplode il colpo, il cane ha un sobbalzo, fugge e bisogna rincorrerlo per molti metri prima di chiuderlo in una gabbia e trasportarlo al canile comunale. Ma lì, alla stazione, il branco è più numeroso.

BRANCO :La gente parla di sei o sette cani. Insomma, ci sono molti assenti. Poi, ne salta fuori un altro, anzi un'altra. Ha le orecchie all'ingiù, il pelo scuro e le gambe corte. Le guardie le corrono dietro, mentre una signora in vestaglia da casa corre a vedere cosa sta succedendo. «Hanno preso Briciola? Ma è così buona. Non ha mai fatto male a nessuno». Signora Maria abita nel palazzo che sta lì di fronte. Un istante dopo, Briciola appare tra le braccia di un operaio della Asl. Lo sguardo assonnato e le zampe ormai molli.

DISPERAZIONE: Mentre signora Maria la saluta con le lacrime agli occhi, arriva una donna dal viso minuto, i capelli corti e gli occhiali sottili: ferma un carabiniere e lo ringrazia con un sorriso enorme. «Io lavoro in una pizzeria, di sera rientro da sola con il terrore di essere aggredita dal branco». La caccia ai randagi, dunque, è iniziata: da ieri il canile comunale ha molti inquilini in più, tutti pronti a dire addio alla vita da strada.

MARIELLA CAREDDU

71.jpg fonte:l'unione sarda