20/10/2010
USA, DECAPITA CANE CON LA MOTOSEGA: 8 ANNI DI CARCERE AL 32ENNE
Un uomo che ha ammesso di avere decapitato un cane con una motosega è stato condannato nel New Mexico a otto anni di carcere. Teddy Sexton, 32 anni, ha spiegato di avere soppresso il pitbull perchè aveva aggredito una bambina di nove anni durante una festa nel giardino della sua abitazione.
Sexton, che ha precedenti criminali, ha detto al giudice che avrebbe preferito usare una pistola per uccidere il cane ma a causa della sua fedina penale non poteva possedere armi.
L'accusa ha detto di avere ricevuto oltre 600 messaggi e-mail da tutto il mondo da parte di animalisti con la richiesta di infliggere all'imputato il massimo della pena.
fonte ansa-foto dal web
15:47 Scritto da: ramboo84 in Animali | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
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15/09/2010
Trapani: combattimenti clandestini dietro all’annegamento del pit bull?
14 settembre 2010 - Trapani – Potrebbero esserci i combattimenti clandestini di cani dietro l’apparente annegamento di un pit bull, avvenuto sabato scorso nel centro storico di Trapani.
La carcassa del cane, con una corda al collo, è stata scoperta a mare davanti la spiaggia di Porta Botteghelle, ma le cause del decesso saranno stabilite dopo l’autopsia, prevista all’Istituto zooprofilattico di Palermo entro la fine di questa settimana.
In vista dell’esame autoptico, l’animale è stato trasferito nei locali del Distretto sanitario di Trapani e messo in congelatore.
Una veterinaria dell’Azienda sanitaria provinciale, intervenuta con una pattuglia di vigili urbani per la successiva rimozione del cane dall’acqua, ha effettuato una prima ricognizione della carcassa e fa risalire il decesso a qualche giorno prima.
Dal microchip dell’anagrafe canina riscontrato sul pit bull, intanto, ulteriori accertamenti hanno portato all’individuazione del proprietario; si tratta di un trapanese, le cui generalità non vengono rese note dagli operatori, che potrebbe andare incontro a una sanzione per l’eventuale omessa denuncia di scomparsa dell’animale.
Una possibilità che, comunque, è tuttora al vaglio della polizia municipale.
fonte:trapani.blogsicilia.it
19:13 Scritto da: ramboo84 in Maltrattamenti | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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17/08/2010
Panico al cimitero:Pitbull abbandonato semina il panico
Panico (SR) - ieri mattina al cimitero di Pachino. A seminare paura è stato un cane di grossa taglia, un pitbull femmina che si è introdotto all'interno del recinto del camposanto, ed ha cominciato a scorrazzare tra le tombe dei defunti ringhiando minaccioso. Il cane, probabilmente affamato ed a sua volta impaurito, ha cominciato a ringhiare e a inseguire gli avventori che, in prossimità del ferragosto, si erano recati a deporre un fiore sulle tombe dei loro cari.
L'episodio ha seminato il panico generale. Alcuni cittadini, in alcuni casi accompagnati da bambini, sono stati costretti a barricarsi nelle cappelle di famiglia per sfuggire all'aggressione dell'animale, ed alcuni hanno dovuto salire sulle tombe per evitare che il cane potesse raggiungerli. Avvisate le forze dell'ordine da parte del personale addetto ai servizi cimiteriali, sono intervenuti i gli agenti della polizia municipale che sono riusciti, insieme agli addetti della cooperativa Snoopy, non senza fatica, ad acchiappare l'animale e a metterlo in condizione di non nuocere.
Ora si cerca di capire se il pitbull sia stato abbandonato diventando randagio o sia sfuggito al controllo del proprietario. L'animale, che poco distante aveva una cucciolata, era sprovvisto di microchip per cui non risulta presente all'interno dello schedario dell'anagrafe canina. Il pitbull è stato ricoverato in un canile della zona convenzionato con il Comune al fine di essere tenuto sotto osservazione. L'obiettivo è capire se la natura dell'animale è docile o se si tratta di un animale violento e dunque da abbattere.
fonte:ilgiornaledipachino
02:25 Scritto da: ramboo84 in Animali | Link permanente | Commenti (1) | Segnala
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15/08/2010
Due pitbull per strada, catturati dai veterinari,abbandonati o fuggiti?
SAN STINO. Due grossi pitbull correvano liberi in centro abitato seminando il panico tra la gente. Sono stati catturati nel pomeriggio di giovedì da parte dei veterinari dell’Asl 10, Giorgio Bellotto e Stefano Tabaro, in collaborazione con i vigili. I due cani di grossa taglia vagavano lungo la strada provinciale 67, dopo essere transitati in zone residenziali. In seguito alla cattura sono stati posti sotto osservazione al fine di verificare il non contagio da rabbia silvestre. Uno dei due pitbull è dotato di microchip, il quale consentirà alla polizia locale di San Stino di rintracciare il proprietario; lo stesso dovrà giustificare la presenza del cane lungo la provinciale. In caso di mancato recupero da parte del proprietario, i cani saranno trasferiti in un canile convenzionato con l’Asl 10. «I pitbull hanno un’aggressività equivalente a molti altri cani -spiega il coordinatore dei servizi veterinari, Denis Machesan - ma hanno una potenza muscolare decisamente superiore a molte altre specie. Se si fossero sentiti braccati, magari da qualche persona che aveva semplicemente paura di loro, questi due animali avrebbero reagito e creato problemi alle persone. E’ importante, specialmente nei periodi di vacanza, che i proprietari controllino bene i propri amici a quattro zampe, sia per la sicurezza degli stessi animali che per quella dei cittadini ignari del pericolo». La cronaca in passato ha registrato numerosi incidenti che hanno per protagonisti i cani pitbull, che spesso attaccano l’uomo, purtroppo anche con bambini, talvolta con esito mortale.
fonte:la nuova venezia
16:49 Scritto da: ramboo84 in Cronaca | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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14/08/2010
Accalappiano pitbull : muore strangolato
Provincia di Milano - Non appena ha saputo che uno dei suoi cani era morto durante la cattura, la proprietaria, una 25enne romena residente a San Zenone al Lambro, ha presentato ai carabinieri querela per “uccisione di animali” nei confronti dell’accalappiacani. Sarà a questo punto la procura della Repubblica di Lodi a valutare quanto accaduto sotto gli occhi di numerosi cittadini terrorizzati e di diversi carabinieri, e a valutare se, come sostiene la straniera, si poteva evitare che il pit bull finisse strangolato dal cappio, oppure, come si ritiene presso il servizio veterinario dell'Asl di Melegnano, dopo un primo confronto con l’accalappiacani, si sia trattato di un incidente imprevedibile, dovuto alla furia del cane, che appariva eccitato dall’aggressione di gruppo cui aveva partecipato poco prima. E che non aveva alcuna voglia di farsi avvicinare dall'uomo, una figura dominante dalla quale, per effetto della complicità di altri suoi simili, si sentiva affrancato. Nel canile di Pantigliate il rottweiler e il pit bull hanno mangiato abbondantemente: secondo alcuni addetti apparivano affamati, anche se questa circostanza non viene messa in relazione con l’aggressione. Dall'Asl di Melegnano si ritiene, piuttosto, che sia stato l’istinto arcaico della difesa del territorio a scatenare i tre molossi contro il cagnolino della sangiulianese, come avviene quando, per la strada, due cani si incrociano e cominciano a ringhiarsi a vicenda. Il “fare branco”, poi, li rende incontrollabili, e il ruolo dominante dell’uomo-padrone viene dimenticato, a favore degli istinti primordiali. Viene comunque ritenuto molto remoto il rischio della rabbia, malattia scomparsa in Lombardia, al punto che da anni le vaccinazioni non sono più obbligatorie, se non nelle aree di confine con il Veneto, dove invece la vaccinazione è tornata a essere obbligatoria.
foto dal web
fonte: il cittadino
00:48 Scritto da: ramboo84 in Cronaca | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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27/07/2010
I pitbull con il brevetto salva-vita
Quando scatta l’allarme della Prefettura, scattano anche loro. Sono addestrati a salvare le persone, le trovano sotto il fango, coperte di macerie o disperse nelle boscaglie. Esattamente come una squadra della Protezione civile. Loro però sono cani, una quindicina, la maggior parte pitbull. Formano il gruppo di soccorso «K1 Raul Dog Center» dal nome del capostipite Raul, il primo pitbull a essere impiegato nelle calamità - era il 2003 quando ottenne il patentino europeo - prima di allora la Protezione si serviva solo dei pastori e di qualche labrador. Raul è morto e oggi ci sono Raulino, Hart, Zara, Spike, Zoe, Ken (tre sono figli suoi) vengono addestrati a Robecco sul Naviglio dal capo istruttore Giuseppe Fabbretti. Ciascuno di loro si fregia di almeno due brevetti, quello di «ricerca sotto macerie» e quello di «ricerca in superficie». Quando c’è bisogno partono da qui, dalle sponde del Naviglio. «Siamo stati in Abruzzo, nel cremonese per l’alluvione, a Reggio Emilia, in Piemonte, un po’ ovunque - racconta Fabbretti - Ci contatta la Prefettura e quando riceviamo l’ok del Comune partiamo. I nostri cani non hanno bisogno di annusare gli indumenti (è una pratica che fa perdere tempo, bisogna rintracciare i parenti o l’abitazione) sono addestrati a riconoscere l’adrenalina che sprigiona la pelle umana, sono fantastici, ci azzeccano sempre». Una volta raggiunto il luogo della calamità o il posto dove qualcuno si è smarrito l’istruttore dà loro il comando: «Cerca», «a volte non ce n’è bisogno, i cani capiscono subito cosa devono fare - spiega il capo squadra - basta allacciar loro la pettorina con la croce dei soccorsi e scattano subito».
E pensare che fino a qualche anno fa i pitbull erano nella lista nera dei cani «potenzialmente pericolosi». «C’è da fare una premessa - rivela Fabbretti - Dei 10mila pitbull che ci sono in Italia soltanto il 3 per cento è puro, gli altri sono mescolati con altre razze. Il pitbull ha una corporatura minuta, pesa al massimo 25 chili. Penso a quegli animali tarchiati, con il testone, che sfiorano i 40 chili di peso, ecco non hanno nulla a che fare con questa razza particolarmente predisposta al rapporto umano. Quello che fa la differenza è la relazione che si instaura fra cane e padrone, se il padrone è buono lo è anche il cane». La squadra di Raul vanta un elenco di imprese lungo come un pedigree, dai turisti dispersi nel parco del Ticino al malato di Alzheimer smarrito nel Novarese. Alle persone ritrovate vive sotto il fango dopo le alluvioni nel cremonese fino ai soccorsi prestati in Abruzzo per il terremoto. Gli addestramenti - aperti a tutti - si tengono il sabato e la domenica. Ogni cane «esce» con un volontario (a proposito la squadra ha bisogno di volontari!); durante la settimana si tengono le lezioni teoriche o le esercitazioni con la protezione civile. «A Magenta abbiamo accompagnato le evacuazioni nelle scuole e tenuto corsi di cinofilia ai bambini - aggiunge Fabbretti - Spieghiamo come si deve avvicinare un animale che non si conosce». Ma non è finita, i pitbull di Robecco sul Naviglio hanno un secondo lavoro. Fanno parte anche di un’associazione sportiva dilettantistica, «Animal service» e assistono anziani e disabili. Fanno pet-therapy, insomma. Con risultati sorprendenti. Il contatto con le bestiole, una carezza, uno strofinamento di muso, uno stropicciamento di pelo innescano tanti piccoli miracoli: anziani e bambini diventano più loquaci, meno depressi, riacquistano memoria e interessi. E soprattutto si divertono.
foto archivio
01:42 Scritto da: ramboo84 in Animali | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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22/06/2010
Solbiate, nelle acque dell'Olona spunta un altro Pitbull morto
Solbiate Olona La storia si ripete. Si avvicina la bella stagione e torna l'incubo dei Pitbull abbandonati nelle acque dell'Olona. Due anni fa nella griglia del fiume, all'altezza dell'ex cotonificio di Solbiate Olona, la protezione civile aveva ripescato otto carcasse di cani, di cui almeno quattro riconducibili a molossidi. Lo scorso anno, a giugno, il corpo di un altro cane di taglia grande era stato ritrovato incastrato nello stesso punto. Dopo un anno esatto i volontari della Prociv sono stati chiamati per rimuovere l'ennesima carcassa.
Il ritrovamento è avvenuto sabato quando la proprietaria dei capannoni dell'ex cotonificio solbiatese ha notato un animale di grandi dimensioni che bloccava la griglia dell'Olona. «Sembrava a tutti gli effetti la carcassa di un Pitbull adulto – spiega Antonio, uno dei volontari del gruppo di Protezione civile intervenuti sul posto – aveva ancora il pelo nero ed era gonfio d'acqua. Il peso si aggirava intorno ai 60-70 chili». Il corpo dell'animale era già in avanzato stato di decomposizione ed è stato difficile stabilire se avesse segni di ferite o morsi sulla pelle. Quelli che invece contraddistinguevano le carcasse ritrovate due anni fa, accendendo i riflettori sui combattimenti illegali tra cani.
Sul posto sono intervenuti anche gli agenti della polizia locale. Come da prassi è stato chiamato il canile comunale che ha provveduto a portare via l'animale ed è stata inviata una notifica scritta al servizio veterinario dell'Asl, avvisando anche i carabinieri. L'ennesimo caso di cani di grossa taglia venuti a galla dalle acque del fiume, preoccupa gli uomini della Protezione civile che intendono andare a fondo della questione: l'ex coordinatore del gruppo, Fausto Formenti, la scorsa estate aveva ricevuto una telefonata da un funzionario del Ministero della Salute per ricevere chiarimenti su questi strani e continui ritrovamenti che avevano attirato l'attenzione delle associazioni animaliste. «Ho contattato di persona l'azienda sanitaria – spiega il nuovo coordinatore del gruppo di Protezione civile, Roberto Viganò - Abbiamo concordato che nel caso in cui si dovesse ripresentare un caso analogo, si provvederà ad effettuare l'autopsia sul corpo dell'animale. Quello ripescato sabato dalle acque del fiume era ormai in avanzato stato di decomposizione e l'autopsia non sarebbe servita. La nostra speranza è che questo rimanga un caso isolato».
Le ipotesi su chi e perchè abbia buttato questi animali nel fiume sono le più svariate: dai combattimenti di cani a padroni irresponsabili, fino a mere ragioni economiche. «Dobbiamo capire se si tratta di combattimenti o di altro – spiega ancora Viganò – può anche essere che quello di gettare i cani nell'Olona, sia una pratica per evitare di pagare lo smaltimento del cadavere. Anche se il caso resta grave, a prescindere». Certo è che i cani finora ritrovati sono quasi tutti di taglia medio-grande, alcuni raggiungono i 60 chili. Sull'ipotesi di sospetti combattimenti clandestini in zona due anni fa l'Aiida aveva lanciato l'allarme di un sospetto racket nel Basso Varesotto.
fonte:laprovinciadivarese
02:50 Scritto da: ramboo84 in Cronaca | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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10/06/2010
CAMMELLI MORSI DA PITBULL:FERITA TURISTA E 5 ANIMALI
Due pitbull hanno attaccato ieri una carovana di cammelli sulla spiaggia di Broome in Australia occidentale, una delle più popolari attività turistiche della zona, e hanno ferito una turista australiana e cinque animali. Quando i cani hanno attaccato, la donna è stata sbalzata dall'animale è ha dovuto essere ricoverata in ospedale con sospette lesioni spinali e ad un polso, mentre i cinque cammelli hanno subito profonde ferite alle zampe. Un portavoce del Comune di Broome ha detto che i pitbull non erano al guinzaglio quando hanno attaccato, mentre i regolamenti richiedono che tutti i cani siano tenuti sotto controllo sulla spiaggia detta Cable Beach. Ha aggiunto che sono state avviate indagini e il proprietario dei cani rischia una forte multa. «È una fortuna che non siano cadute di sella altre persone», ha detto l'operatrice turistica Samantha Cousins, che cavalcava in testa alla carovana. So che simili incidenti sono avvenuti in passato ed è necessario che il Comune, gli operatori delle carovane e i proprietari di cani collaborino insieme per impedire che non succeda più«, ha aggiunto
02:16 Scritto da: ramboo84 in Cronaca | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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