18/10/2010

Ristrutturato e chiuso: rischia di cadere a pezzi il canile modello di Padulo

TEMPIO. Nel 2001, quando la diroccata struttura che serviva da base agli operai della bonifica nella pianura di Padulo venne ristrutturata, l’amministrazione brindò alla nascita del nuovo e modernissimo canile municipale. Con un investimento di 1,5 miliardi di vecchie lire si era costruita una cuccia confortevole ai cani che scorrazzavano, randagi, per l’Alta Gallura.  Nel 2010, dieci anni dopo quei brindisi beneaugurali, tutto rischia di cadere a pezzi, nel mai aperto canile municipale. Le diverse proposte di attivazione, che comprendevano la compartecipazione di diverse amminiastrazioni galluresi, sotto il coordinamento dei servizi veterinari della Asl, sono andate tutte a vuoto. Del famigerato “canile intercomunale” non si è più parlato, e l’argomento non è neppure all’ordine del giorno dell’Unione dei Comuni.  Che ignora, ufficialmente, che una struttura pubblica realizzata con il danaro dei contribuenti sta andando verso il degrado più totale.  Così come accade, purtroppo, con decine di altre strutture pubbliche.  Il pieno funzionamento del canile comunale, che doveva essere inserito in una dimensione territoriale ed in sinergia con altri canili facenti capo alla Asl2, come quelli di Arzachena e di Olbia, sarebbe stato garantito con l’autofinanziamento. Infatti, stando ai progetti, le spese venivano ripagate con le rette che i Comuni aderenti all’iniziativa sinergica avrebbero dovuto versare per mantenere a pensione i cani. Gli incontri tra amministratori per raggiungere lo scopo comune - l’apertura della struttura - venne dibattuta a lungo in diverse sedute consiliari da parte dei diversi Comuni che intendevano utilizzare il canile.  Le intenzioni erano nobilissime, ma passare dalla teoria alla pratica - nonostante i tanti problemi di carattere igienico-sanitario e di sicurezza che creano le mute di cani randagi che gironzolano nei centri abitati - è stato, finora, impossibile.  Con buona pace delle associazioni per la protezione degli animali, della Lida e dei tantissimi volontari che, quotidianamente, si rivolgono alle strutture pubbliche e alla Asl per salvare cuccioli o randagi abbandonati.

fonte:la nuova sardegnacucciolo1.jpg

12/10/2010

Cavalla morta dopo gravi sevizie Condannati 2 trasportatori rumeni

PRATO - Il tribunale di Prato ha condannato in primo grado due trasportatori rumeni a quattro mesi di reclusione per maltrattamento di animali per gravi sevizie inflitte a una cavalla, poi morta, che faceva parte di un trasporto di 33 equini dalla Catalogna alla Puglia. Lo ha reso noto la Lega Antivivisezione, assistita dall’avvocato Barbara Vannucci di Firenze, costituitasi parte civile nel processo. La vicenda risale al 23 luglio 2005 e fu denunciata dall’associazione Animals’ Angels i cui attivisti avevano verificato la presenza di una cavalla in gravi condizioni di salute, sdraiata sul fondo di un rimorchio e incastrata tra le zampe degli altri cavalli.

L’animale aveva gli occhi gonfi e completamente chiusi e presentava numerose ferite alla testa causate dalla mancata separazione dagli stalloni presenti nel mezzo. Il carico di equini venne controllato dalla polizia stradale di Montecatini, in Toscana, che ordinò ai due conducenti del camion di animali di dirigersi verso l’area di sosta di Manziana (Roma) per effettuare lo scarico degli animali. Questi, invece, ignorarono l’ordine proseguendo verso la loro destinazione in un viaggio di quasi un giorno che avrebbe previsto solo una sosta per abbeverare gli animali. Solo grazie ad un altro intervento della Polstrada di Roma gli animali poterono scendere dal mezzo, la notte successiva, per essere ricoverati in una stalla. Le condizioni della cavalla Magdalena erano drammatiche: respirava a fatica e non era in grado di alzarsi, nè di scendere dal rimorchio. Il veterinario fatto intervenire dalla polizia dispose un soccorso, ma l’agonia era in atto e la cavalla morì tra atroci dolori la mattina dopo. I due rumeni vennero denunciati e fu aperta un’inchiesta dalla procura di Prato da cui scaturì il processo.

fonte:la repubblicaWorld Horse Welfare-.jpg

08/10/2010

Guadarrama: Torero incornato.VIDEO

Altro incidente nelle arene questa volta a Guadarrama,Madrid.La "vittima" David Galvan.Il giovane torero stava affrontando il terzo toro della corrida quando l'animale lo ha incornato violentemente per due volte il pochi secondi facendolo roteare a terra. Immediati i soccorsi, così come il trasferimento d'urgenza nel vicino ospedale "San Lorenzo dell'Escorial". Galvan è stato ricoverato per una commozione cerebrale e una serie di ferite, la più grave delle quali al muscolo della coscia destra. Nell'impatto con il suolo Galvan ha anche riportato la rottura di molti denti e una profonda ferita al labbro inferiore. I medici hanno preferito trattenerlo in osservazione anche per i forti dolori alla schiena. In programma oggi esami radiografici per valutare eventuali danni alla colonna vertebrale. ccss.jpg

06/10/2010

“Accalappiato” senza ragione

MOLFETTA – Il dilemma cani randagi continua a far litigare la Lega per la difesa del cane e la Polizia Municipale. Un dilemma sintetizzato così: è giusto o no catturare i cani che gironzolano per il centro della città?
L’ultimo episodio che ha fatto esplodere la polemica riguarda la cattura di un randagio avvenuta nei giorni scorsi in pieno centro. La segnalazione all’accalappiacani è partita da un cittadino che di professione fa il vigile urbano, in servizio nella Polizia Municipale di Molfetta. Secondo la sua denuncia, egli sarebbe stato aggredito dall’animale al punto da ricorrere all’intervento del Pronto Soccorso. Versione contestata da Mariangela La Volpe, presidente della sezione di Molfetta della “Lega del cane”  che ha inviato alla stampa una nota di protesta: “Dal referto di prestazione di Pronto Soccorso – dichiara – si evince uno ‘stato ansioso’ attribuito ad un’aggressione da parte di due cani randagi e di un cane di proprietà, tuttavia il medico del pronto soccorso refertava di non aver riscontrato né morsi, né graffi sul soggetto”. In altre parole per la Lega del cane non si sarebbe trattato di “aggressione”.
Ma ciò che non è andato giù agli animalisti è quello che è accaduto dopo la segnalazione: “Sono state mobilitate in vero e proprio stile blitz – accusa La Volpe – ben due pattuglie della Polizia Municipale e il furgone dell’accalappiacani (che costa ai cittadini 50 euro ad intervento), per catturare l’animale che, con la mera presenza e senza cagionare lesione alcuna, aveva spaventato chi, col proprio coraggio, deve tutelare l’incolumità dei cittadini. Dopo ricerche poliziesche sotto gli occhi di increduli cittadini – continua il racconto della Lega – il cane è stato catturato e, non essendovi disponibilità presso il canile sanitario di Molfetta, è stato trasferito presso un canile privato fuori dal territorio comunale (che costa ai cittadini 5 euro al giorno). Il blitz – sottolinea la presidente della Lega per la difesa del cane – ha tenuto impegnati tutti i pubblici ufficiali intervenuti per alcune ore, nonostante la Polizia Municipale lamenti spessissimo la carenza di personale”.
Secondo la Lega quel cane non andava accalappiato né si doveva trasferirlo in un canile al di fuori del Comune di Molfetta “in piena violazione di disposizioni sindacali che lo vietano in assenza di reale e comprovata pericolosità dell’animale, con dispendio di forze e denaro pubblici“.
“Invitiamo gli uffici comunali – conclude la nota della Lega – a valutare, per il futuro, con “documenti alla mano” le reali situazioni di pericolosità dei randagi prima di autorizzare “custodie” in canili fuori del territorio di Molfetta. L’appello alla Polizia Municipale è a “partecipare in maniera costruttiva, alla prevenzione del randagismo, con gli strumenti da noi sempre suggeriti, previsti ed imposti dalla legge come, ad esempio il controllo a tappeto delle microchippature dei cani”.

fonte:bariseraxx.jpg

20/09/2010

CADICE (SPAGNA): PROCESSO AI DUE ITALIANI CHE DENUNCIARONO L’OMICIDIO DEI LORO TRE CANI IN UNA RESIDENZA CANINA PRIVATA

414141.jpgTutto ebbe inizio il 13 settembre 2007, quando due italiani, Jo Fiori e Simone Righi, lasciano i loro tre cani, Holly, Vito e Maggie presso una pensione per animali privata, a pagamento e Associazione Animalista di Puerto Real (Cadice, Spagna). Il soggiorno di quattro giorni, fu concordato con il veterinario della struttura, Roberto Alfredo Parodi. Il 17 settembre 2007, alle ore 8.30 del mattino, come da accordi, andarono a prendere i cani, ma non c’erano più, erano stai uccisi. Sconvolti, pretesero vedere il cadavere di Holly, preso da un congelatore, impilato sopra ad altri cadaveri e sbattuto sopra un tavolo di alluminio, videro altri cani morti per terra, il forno crematorio, dove gli altri due cani, Vito e Maggie erano già stati bruciati. Il veterinario e l’operaio presenti fuggirono come lepri, tutti i cani nelle gabbie abbaiavano disperatamente.

Rimasti soli dentro la struttura, chiamarono immediatamente le forze dell’ordine. Arrivarono la Policia Nacional, la Guardia Civil, l’Unità Zoofila della Guardia Civil, il Seprona e scoprirono che la residenza era da tempo sotto indagine per maltrattamento animale e per la forma illegale utilizzata per sacrificare gli animali. Jo e Simone hanno denunciato i responsabili della struttura per "Omicidio Volontario Continuato" dei tre cani di proprietà, con Passaporto Internazionale e iscrizione all’anagrafe canina, membri della famiglia, per "Falsa Testimonianza" e "Falsa Documentazione". Nonostante le tante denunce fatte precedentemente, il canile lager rimaneva aperto e convenzionato con una quindicina di Comuni per la raccolta dei randagi, soppressi per legge, dopo dieci giorni dall’entrata nel canile.

L’autopsia su Holly rivelò la presenza di un potente paralizzante muscolare, farmaco illegale per l’eutanasia, che garantisce all’animale una morte lenta, per soffocamento, cosciente e agonizzante sino all’ultimo respiro. La prova schiacciante che mancava da sempre e permise la chiusura del canile, oltre all’imputazione di cinque persone, chiamate a rispondere nel primo processo per omicidio animale che vede imputato il proprietario di canile privato. Procedimento Penale pionieristico in terra Iberica.

Venti giorni dopo la morte dei cani, il 07 ottobre 2007, i due italiani decidono di partecipare a Cadice alla manifestazione animalista per la chiusura del canile (verrà chiuso a novembre 2007).  L’affluenza fu alta, circa 2.000 persone parteciparono, urlavano la loro indignazione lo sprezzo per la giunta di Cadice, convenzionata con il canile lager. Teofila Martinez Saoz, Sindaca di Cadice, Senatrice del PP e Primo Cittadino della città da oltre quindici anni, partecipava alla Messa celebrativa della Patrona della città, accompagnata dalla Giunta Comunale. I manifestanti si mossero verso la chiesa, Teofila Martinez uscì protetta dalle guardie del corpo e da un impressionante spiegamento di polizia. Passò attraverso una strada stretta, gremita di persone e se ne andò. Jo e Simone erano appoggiati contro una parete, quando due agenti si avvicinarono e senza ragione alcuna li strattonarono, riuscendo a catturare, percuotere a sangue e arrestare Simone. La vita si capovolse in un minuto, dopo tre giorni in cella d’isolamento, il Giudice sentenziò la detenzione di Righi senza cauzione, nonostante le immagini e i video che riprendevano l’evidente aggressione della Policia Local e Policia Nacional verso i due italiani. I capi d’accusa erano, “Intento di Attentato, resistenza a Pubblico Ufficiale e Disordine Pubblico”. Il 23 ottobre 2007, Jo fiori viene imputata con gli stessi capi d’accusa di Righi, interrogata il 31/10/2007, ma mai arrestata. Dopo due mesi di detenzione, due ricorsi, l’intervento dell’ex Console di Madrid Sergio Barbanti, del Ministro degli Esteri Franco Frattini, l’On. Marco Zacchera, Madame Brigitte Bardot, moltissime persone intervenute da tutto il mondo e il pagamento di 3.000€ di cauzione, Simone Righi fu rilasciato il 07 dicembre 2007, con obbligo di firma il quindici di ogni mese e il ritiro del passaporto.

Il 04 ottobre 2010 si apre il processo contro Simone Righi con richiesta di dieci anni di detenzione, richiesta sproporzionata e assurda, oltre a una multa in denaro, Jo Fiori, prosciolta temporaneamente dai capi d’accusa, sarà testimone di Righi al processo e teme che possano nuovamente cambiarle le carte in tavola.  Vie ufficiose confermano la presenza del Governo durante il processo, Jo e Simone chiedono un impegno ufficiale poiché oggetto di un’ingiustizia e non vi sono i presupposti per una giusta sentenza.

Inspiegabile l’accanimento del Comune di Cadice, impegnato nel voler distruggere la vita di chi a suo tempo fece la cosa giusta, ovvero denunciare un mattatoio a cielo aperto camuffato da Associazione Animalista, colpevole dell’omicidio dei loro tre cani e migliaia di altri innocenti senza famiglia.

Come dice Roberto Saviano, chi denuncia diventa criminale. L’intera vicenda sembra studiata ad arte per impedire ai due italiani di partecipare al processo contro il canile dove, anche il Comune di Cadice, convenzionato per anni con il canile lager, verrà chiamato a rispondere. L’aggressione e la detenzione di Simone Righi, l’imputazione fortemente voluta dal Comune di Cadice e poi ritirata dopo due anni a Jo Fiori, la gratuita persecuzione psicologica, i danni economici, le limitazioni lavorative, i danni d’immagine per entrambi, sono il risultato di questi tre anni infinitamente faticosi, estenuanti, vissuti sul filo d'acciaio, come i funamboli. L’avvocato Libero Mancuso, che rappresenta i due italiani in Italia, definisce "aberrante la vicenda ed esente da qualsiasi logica". Le accuse si muovono su ipotesi e mai su prove certe. Una storia surreale, una storia che poteva capitare a chiunque, una storia di tutti.

JO FIORI

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19/09/2010

Scambia l'amico per un fagiano e gli spara, ferito

BRESCIA - Un uomo di 64 anni e' stato ferito stamani durante la prima battuta di caccia della stagione venatoria. E' stato raggiunto al volto da dei pallini sparati da un suo amico, 66 anni. La ferita, a quanto si e' appreso, non e' grave e il cacciatore e' stato portato in ospedale per essere medicato. L'uomo, riferendo dell'accaduto, ha detto: ''Sembrava proprio una femmina di fagiano, invece era la testa del mio amico''. Entrambi i cacciatori abitano nel Bresciano.

L'incidente è avvenuto a Pudiano, una frazione di Orzinuovi, comune della bassa Bresciana al confine con le province di Bergamo e Cremona. Della vicenda si sono occupati i carabinieri di Verlanuova.

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31/08/2010

Orrore: getta cuccioli nel fiume e si filma, caccia sul web

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ATTENZIONI IMMAGINI FORTI

Aggiornamento:da una fonte attendibile (dailymail) sembrerebbe che il video sia stato "rivendicato" in Croazia,la Peta sta cercando di avvisare gli attivisti locali.Molte sono le segnalazioni che arrivano quotidianamente simili a questo video,che ritraggono adolescenti infliggere torture agli animali.Noi speriamo che questa assassina venga punita severamente.

Una ragazza bionda, con una felpa rossa, si piega e da un secchio di plastica prende un cucciolo di cane. Poi con violenza lo getta in un fiume. Una scena che viene ripetuta per altre tre, quattro volte, finché tutti i cani sono buttati in acqua. Immagini agghiaccianti che hanno fatto il giro del web e che hanno scatenato una caccia alla responsabile per fare in modo che questo folle gesto venga punito.qq.jpg

fonte:TG COM

23/08/2010

Protesta: film con torture di animali al festival di Anzio

11035_189900012343_185200907343_3456684_4543738_a.jpgDal 22 al 27 agosto si tiene ad Anzio l'"Italian Horror Film Festival".

E' in
programma per il 25 agosto la partecipazione del regista Ruggero Deodato con la proiezione in versione integrale del film "Cannibal Holocaust".

Si tratta di un film dei primi anni '80 in cui poveri animali vengono DAVVERO torturati ed uccisi: tartarughe veramente catturate e squartate vive, un maialino preso a calci (dall'attore Luca Barbareschi), cui viene poi sparato in testa a distanza ravvicinata, una scimmietta decapitata (mentre le altre tre di riserva muoiono di crepacuore dopo aver visto la sorte della compagna...), e altro.


Questo film e' del genere "snuff movies", in cui si torturano e uccidono vittime al solo scopo di girare il film, niente a che fare quindi con la documentazione di atti efferati che accadono comunque.

Questi sono film vietati dalla legge, e i siti che li pubblicano vengono fatti chiudere dalla polizia postale.

Scriviamo con urgenza agli organizzatori e al Comune di Anzio che patrocina l
evento, chiedendo di annullare la proiezione.

Scriviamo a:
info@wavetv.it, lupafilm@tiscali.it, sindaco@comune.anzio.roma.it

oppure, col ";" come separatore:


info@wavetv.it; lupafilm@tiscali.it; sindaco@comune.anzio.roma.it

Messaggio-tipo da inviare (potete inviarne uno personalizzato, anzi, è meglio, ma senza inserire insulti), da completare col vostro nome e cognome in fondo:

Agli organizzatori dell'"Italian Horror Film Festival" e al Comune di Anzio in qualita' di patrocinatore

Egregi signori,

mi unisco alla richiesta di molte altre persone da tutta Italia di ANNULLARE la proiezione del film "Cannibal Holocaust", in quanto per la
proiezione dello stesso sono stati DAVVERO torturati e uccisi animali, al solo scopo di girare il film.
Tutto questo e' illegale, oltre che essere vergognoso ed orrendo.
Mostrare quel film significa di fatto avallare torture e uccisioni di animali innocenti, ed essere dalla parte di chi usa la violenza piu'
estrema contro animali che non si possono difendere.

Chiediamo agli organizzatori e al Comune di Anzio di intervenire per annullare la proiezione.

In attesa di riscontro, porgo distinti saluti,

.... nome cognome ....

18/08/2010

Attirano cani su autostrada A3 per farli investire da auto

132.jpgSpargevano recipienti pieni di acqua ai lati della corsia di sorpasso sull'autostrada Salerno-Reggio Calabria in direzione Reggio per attirare i cani assetati per poi farli investire dagli automobilisti di passaggio. Il tragico gioco secondo le testimonianze raccolte da Aidaa sarebbe avvenuto tra il 6 e l'8 agosto in un tratto di inizio autostrada (Zona Salerno) nel momento di maggior traffico di turisti in direzione sud. Secondo le testimonianze raccolte dall'associazione animalista e inviate insieme ad una denuncia penale alla procura della repubblica di Salerno e alla Polizia Stradale che si occupa del tratto autostradale alcuni ignoti delinquenti si sarebbero divertiti a posizionare alcuni recipienti colmi d'acqua ai bordi della corsia di sorpasso richiamando cosi i cani assetati che vagano nella zona e che sarebbero potuti facilmente avvicinarsi ai recipienti in quanto in quel tratto era presente un cantiere sull'autostrada e quindi un restringimento. Secondo le testimonianze raccolte almeno due cani sarebbero stati travolti ed uccisi proprio mentre stavano bevendo, e i loro cadaveri sarebbero rimasti sulle corsie dell'autostrada, ma da quanto emerge dalle testimonianze potrebbero essere molti di più gli animali uccisi con questo disgustoso e crudele gioco. Per questo motivo il presidente nazionale di Aidaa Lorenzo Croce oggi dopo aver informato telefonicamente delle segnalazioni ricevute la sezione di Salerno della polizia Stradale che si occupa di controllare quel tratto di autostrada ha inoltrato una dettagliata denuncia alla procura della repubblica della città. "Purtroppo siamo venuti a conoscenza tardi di quanto accaduto ai cani randagi uccisi in autostrada dopo essere stati attirati con delle ciotole di acqua fresca nei primi giorni di agosto - afferma Croce - ma abbiamo comunque informato le forze di polizia e la procura, in quanto questi delinquenti potrebbero riprovarci e oltre a uccidere in maniera barbara i cani questo gioco idiota commesso da idioti senza pari potrebbe provocare anche vittime umane". Nes-San

17/08/2010

Panico al cimitero:Pitbull abbandonato semina il panico

Immaginedd.jpgPanico (SR) -  ieri mattina al cimitero di Pachino. A seminare paura è stato un cane di grossa taglia, un pitbull femmina che si è introdotto all'interno del recinto del camposanto, ed ha cominciato a scorrazzare tra le tombe dei defunti ringhiando minaccioso. Il cane, probabilmente affamato ed a sua volta impaurito, ha cominciato a ringhiare e a inseguire gli avventori che, in prossimità del ferragosto, si erano recati a deporre un fiore sulle tombe dei loro cari.
L'episodio ha seminato il panico generale. Alcuni cittadini, in alcuni casi accompagnati da bambini, sono stati costretti a barricarsi nelle cappelle di famiglia per sfuggire all'aggressione dell'animale, ed alcuni hanno dovuto salire sulle tombe per evitare che il cane potesse raggiungerli. Avvisate le forze dell'ordine da parte del personale addetto ai servizi cimiteriali, sono intervenuti i gli agenti della polizia municipale che sono riusciti, insieme agli addetti della cooperativa Snoopy, non senza fatica, ad acchiappare l'animale e a metterlo in condizione di non nuocere.
Ora si cerca di capire se il pitbull sia stato abbandonato diventando randagio o sia sfuggito al controllo del proprietario. L'animale, che poco distante aveva una cucciolata, era sprovvisto di microchip per cui non risulta presente all'interno dello schedario dell'anagrafe canina. Il pitbull è stato ricoverato in un canile della zona convenzionato con il Comune al fine di essere tenuto sotto osservazione. L'obiettivo è capire se la natura dell'animale è docile o se si tratta di un animale violento e dunque da abbattere.

fonte:ilgiornaledipachino

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