01/10/2010

BARA CON DELFINO AD AMBASCIATA DANESE

1 ottobre 2010 - Il cadavere di un cucciolo di delfino-pilota, rinchiuso in una bara di legno, è stato portato di fronte all'ambasciata della Danimarca a Parigi, da decine di manifestanti che protestano contro il "massacro" di questi cetacei nelle isole Faroe. Il cucciolo è stato portato direttamente dalle isole Faroe nella capitale francese dai responsabili della Fondazione Brigitte Bardot e dall'Ong Sea Shepherd, che nei mesi scorsi hanno condotto insieme una sorta di 'operazione segreta' per monitorare la situazione nell'arcipelago. Il giovane delfino è stato ritrovato in un 'cimitero' marino dove erano stati gettati decine di altri cetacei, uccisi in occasione di una recente 'grind', un metodo di caccia che prevede che i delfini globicefali siano spinti all'interno di baie prima che il loro midollo spinale venga tagliato con dei coltelli.

Una pratica ancestrale "estremamente violenta e crudele", denuncia Christope Marie, della Fondazione Bardot, che ha partecipato all'operazione."Nell'Amleto Shakespeare scrive che nel regno della Danimarca c'é qualcosa di marcio: oggi abbiamo capito di cosa si tratta, sono le isole Faore", ha ammonito da parte sua Paul Watson, presidente della Sea Shepherd, nel corso della conferenza stampa che ha preceduto la manifestazione. In un intervento telefonico, Brigitte Bardot, l'icona del cinema francese oggi in prima linea nella lotta per i diritti degli animali, ha detto che gli autori di questo tipo di caccia sono dei "barbari che uccidono per il piacere di uccidere".

(ANSA) xx.jpg