20/10/2010
USA, DECAPITA CANE CON LA MOTOSEGA: 8 ANNI DI CARCERE AL 32ENNE
Un uomo che ha ammesso di avere decapitato un cane con una motosega è stato condannato nel New Mexico a otto anni di carcere. Teddy Sexton, 32 anni, ha spiegato di avere soppresso il pitbull perchè aveva aggredito una bambina di nove anni durante una festa nel giardino della sua abitazione.
Sexton, che ha precedenti criminali, ha detto al giudice che avrebbe preferito usare una pistola per uccidere il cane ma a causa della sua fedina penale non poteva possedere armi.
L'accusa ha detto di avere ricevuto oltre 600 messaggi e-mail da tutto il mondo da parte di animalisti con la richiesta di infliggere all'imputato il massimo della pena.
fonte ansa-foto dal web
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07/10/2010
Spara al cane, denunciato romeno
L'AQUILA. Occupa una casa inagibile rimasta vuota dopo il sisma e dalle finestre spara con un'arma ad aria compressa contro un barboncino nano bianco portato a spasso da due ragazzi. Una donna lo vede dalla finestra e chiama la polizia che lo denuncia a piede libero. Protagonista della vicenda un 28enne romeno, I.M.C., che domenica pomeriggio è stato trovato dagli agenti della squadra Volante mentre si trovava in una casa classificata E che si trova in via Salaria Antica Est, nelle vicinanze della sede dell'Anas. Secondo la ricostruzione dei fatti affidata alla polizia, il giovane, figlio di una badante, avrebbe occupato abusivamente l'abitazione dell'anziana che, prima del terremoto, veniva assistita dalla donna straniera. Stando ad alcune testimonianze, l'«occupazione» dell'appartamento era avvenuta già da diversi giorni. Domenica pomeriggio una residente ha allertato la polizia in quanto ha dichiarato di aver visto un uomo mentre sparava, dall'interno della casa, con un'arma ad aria compressa, all'indirizzo del cane. I poliziotti, nonostante le ricerche condotte dentro e fuori l'abitazione, non hanno trovato traccia dell'arma. Tuttavia, hanno accertato che l'animale è stato effettivamente colpito. A quel punto, per il giovane è scattata una denuncia per vari reati: maltrattamento di animale, violazione di domicilio e inosservanza dell'ordinanza del sindaco sul divieto di accesso negli edifici dichiarati inagibili. 
fonte:il centro-foto:dal web
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06/10/2010
Atto vandalico al Miralfiore, affogano cucciolo di capriolo
Pesaro, 6 ottobre 2010 - Vandali senza scrupoli seminano terrore e devastazione nell’area naturalistica del Parco Miralfiore. Complice la scomparsa del presidio dei vigili in bicicletta, l’area protetta è da tempo in balia di malintenzionati, che ne approfittano per sfogare barbari istinti e portare degrado in una delle zone più amate della città. In particolare l’ultimo raid è un vero bollettino di guerra.
Un gruppetto di nove adolescenti ha scavalcato la recinzione della zona chiusa al pubblico e ha devastato l’Ape utilizzata dagli operatori del parco. Non soddisfatti, hanno poi azzoppato un’anatra, fatto affogare un cucciolo di capriolo e distrutto una covata, gettando le uova prossime alla schiusa contro il muro. Insomma, un odio verso animali e cose che non si riesce a comprendere, tantomeno a giustificare.
A riferire il fatto è lo storico naturalista Andrea Fazi, membro del comitato di gestione del Parco. "E’ una situazione che si protrae da mesi — riferisce Fazi — tempo fa sono state divelte piante, bruciate panchine, presi di mira cestini portarifiuti, per non parlare dei “writers” che per darsi un tono metropolitano imbrattano ogni struttura con simboli insignificanti. Siamo stati costretti a chiudere il passaggio subacqueo con due cancelli, salvando stavolta almeno i vetri, dopo che per 3 volte Marche Multiservizi ha dovuto sostiture quelli spaccati. Vetri solidi, che tengono centinaia di litri di acqua, e per romperli hanno dovuto faticare, colpi su colpi, ottenendo il quasi svuotamento dei laghetti, con relativa moria di tutti gli organismi acquatici". 
fonte:il resto del carlino
14:04 Scritto da: ramboo84 in Maltrattamenti | Link permanente | Commenti (2) | Trackback (0) | Segnala
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24/09/2010
PORTO ERCOLE: Dodici micini uccisi con il veleno
PORTO ERCOLE. Nei giorni scorsi la Lav aveva denunciato la morte per avvelenamento di tre gatti di una colonia felina a Giuncarico. Poi i corpicini di due mici sono stati trovati senza vita a Caldana. Ora anche Porto Ercole sembra essere protagonista di quello che potrebbe, il condizionale è d'obbligo, essere un fenomeno di emulazione.
Però a differenza dei casi dei giorni scorsi, in questo un proprietario c'è e si chiama Lucilla Bartoli. Qualche giorno fa, la donna che alleva anche alcune razze di felini, ha trovato i suoi mici in pessime condizioni. Così pessime, che poco dopo sono morti. L'allarme per l'avvelenamento dei gatti sta suonando quindi in tutta la provincia, da nord a sud. L'ultimo episodio, a Porto Ercole.
Vittime, i mici allevati con cura da Lucilla Bartoli. Da sempre la donna ha la passione di allevare gatti, alcuni anche di razza. Li accudisce nella sua abitazione che si trova vicina al campo sportivo di Porto Ercole, più precisamente in località il Ceciaro. Si prende cura di loro, ci gioca, li coccola. Li adora, quei gatti. Che però, qualche giorno fa, hanno cominciato a morire. Una storia cominciata poco meno di una settimana fa, quando al mattino la signora Bartoli ha scoperto che alcuni dei suoi felini accusavano dei sintomi strani e si comportavano in maniera diversa dal solito.
Li ha trovati con la bava alla bocca e con continui conati di vomito. All'inizio ha pensato al fatto che potevano aver ingoiato qualcosa che aveva fatto sentire loro male. Successivamente però, i mici hanno cominciato a morire. Uno per uno. Tutti nello stesso identico modo. Vista la coincidenza dei decessi nel nord della provincia, Lucilla è andata subito dal veterinario, che ha subito pensato all'ipotesi più difficile da accettare.
E cioé, che quei gatti siano stati avvelenati da qualcuno. Lucilla Bartoli, dopo la conferma da parte del veterinario, ha deciso di andare dai carabinieri di Porto Ercole e sporgere denuncia. Toccherà loro, nelle prossime ore fare tutte le verifiche del caso, anche perché trattandosi di proprietà privata, regolarmente recintata, l'avvelenamento preoccupa molto l'appassionata di felini. Chi ha ucciso i suopi gatti, è entrato comunque nel giardino di casa sua.
Presentando gli stessi identici sintomi. In totale la signora Bartoli possiede circa trenta gatti, tutti giovani, che vivono praticamente come gatti domestici. L'ultimo micino è stato trovato morto ieri mattina e aveva appena pochi mesi di vita. Un altro decesso, che va ad aggiungersi a quelli dei giorni scorsi. In totale i mici che sono morti alla signora, ora sono 12. Troppi perché questa situazione non abbia creato un allarme in tutti i possessori di gatti di Porto Ercole.

17:54 Scritto da: ramboo84 in Animali | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
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23/09/2010
FRIULI, UCCIDEVANO ANIMALI PER CULTO PAGANO: 2 DENUNCIATI
Uccidevano in maniera barbara degli animali, per adeguarsi alle regole di un culto pagano: per questo motivo, un uomo di 46 anni d'origine sudamericana, residente nella zona di San Daniele del Friuli (Udine), e un imprenditore di 35 anni, residente in provincia di Venezia, sono stati denunciati dalla Squadra Mobile di Udine per l'ipotesi di reato di uccisione violenta di animali. I due denunciati - secondo gli investigatori, che oggi hanno presentato a Udine i risultati dell'operazione denominata 'Santerià - sono parte di un gruppo che professa il culto pagano Yoruba, nato in Sudamerica dalla fusione di elementi della Santeria caraibica con elementi dell'animismo africano, che prevede il sacrificio di animali e l'uso del loro sangue per motivi rituali iniziatici o di presunta guarigione. All'uomo di San Daniele, guru del gruppo che potrebbe contare diverse decine di adepti, la Polizia è risalita grazie ad un testimone, che aveva notato la targa dell'automobile del trentacinquenne veneziano subito dopo l'operazione di scarico in un campo della carcassa di un animale brutalmente ucciso. Le perquisizioni nelle abitazioni dei due uomini, durante le quali è stato rinvenuto abbondante materiale fotografico anche con 'battesimì di minori con sangue animale, hanno fornito inequivocabili prove. Le indagini - condotte in collaborazione con il Corpo forestale regionale del Friuli Venezia Giulia e la Polizia municipale di San Daniele, con il coordinamento del sostituto procuratore di Udine, Marco Panzeri - erano partite dal rinvenimento di alcune carcasse d'animali: il primo a Dignano al Tagliamento, il 16 novembre 2009, di quattro cani uccisi e decapitati, ed altri tre tra il 31 gennaio e il 22 febbraio scorsi, tra Ragogna e Majano, con il ritrovamento di capre, galline e altri volatili uccisi, sezionati e disposti in modo simbolico in mezzo alla campagna. Sul primo episodio, di cui i due denunciati non sono responsabili, gli investigatori stanno ancora indagando.
18:11 Scritto da: ramboo84 in Maltrattamenti | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
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23/08/2010
Qualcuno si "diverte" ad avvelenare i cani
Non si tratta di un vero e proprio allarme, ma c’è parecchia preoccupazione e soprattutto rabbia e disappunto, a Raffadali, dopo alcuni casi di morti sospette di diversi cani randagi e anche padronali. Solo la notte scorsa, ben tre bestiole sono state trovate prive di vita accanto ai cassonetti della spazzatura in diverse zone della città, via Madera, via Etna e nella zona dello stadio comunale.
Il sospetto, ma è più di un sospetto, è che i cani sarebbero stati avvelenati con delle polpette tossiche che provocano una morte lenta e dolorosa degli animali. Usiamo il condizionale, poiché non è stato effettuato alcun esame autoptico sulle bestiole e non c’è quindi la certezza scientifica, ma chi ha assistito alla morte di un barboncino (nella foto) non nutre alcun dubbio sulla causa. Si tratta del signor Giuseppe Barbaro, un amante degli animali, che non sa darsi pace, ripensando a quello a cui ha assistito. “Ho un'atroce rabbia - ci dice Barbaro - per quello che sta succedendo a Raffadali, la gente sta perdendo la testa o è solo cattiveria vera e propria, non avere nessun rispetto né per le cose, né per gli animali e neanche per le persone. Mi viene il dubbio che le bestie siamo noi umani e non gli animali, ma la gente ha un cuore o ha una pietra al suo posto? E quando una povera bestiola mentre sta per morire ti guarda come dire 'dammi aiuto' e tu sei impotente e non puoi far nulla per salvarlo, come è successo a me l’altra sera, ti si spezza veramente il cuore. Mi auguro che le forze dell’ordine vigilino attentamente e scovino questi miserabili e gliela facciano pagare per come meritano”.
La rabbia del signor Barbaro è condivisa anche da diversi altri proprietari di cani che nei giorni scorsi, impotenti, hanno visto morire i loro inseparabili “amici”. Evidentemente, dopo i cassonetti bruciati, le ruote delle automobili bucate, i danneggiamenti ai monumenti, i nuovi barbari, che sono tra noi, o per meglio dire i balordi scriteriati, hanno trovato un nuovo modo per trascorrere le nottate e per sentirsi vivi. Ma, sono in molti a pensarlo, chi non è capace di aver rispetto per l’ambiente che lo circonda: oggetti, costruzioni o, a maggior ragione, animali o persone, è già morto dentro e difficilmente qualcuno potrà resuscitarlo.
fonte:agrigento notizie.it
02:25 Scritto da: ramboo84 in Maltrattamenti | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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11/08/2010
Scimmie in bici e orsi boxeur: accuse a "zoo-lager" in Cina
PECHINO
Maiali obbligati a nuotare nell’acqua, scimmie che vanno in bicicletta e orsi che si sfidano come veri pugili davanti agli occhi degli spettatori. Sono alcune delle incredibili scene a cui si assiste in 13 zoo e parchi safari cinesi, secondo quanto denunciato dalla Animals Asia Foundation.
L'associazione ha condotto un’inchiesta rilevando «il trattamento barbarico a cui gli animali vengono sottoposti»: gli orsi vengono obbligati a "sfidarsi" tra loro a colpi di boxe attraverso l'utilizzo di ba
stoni, mentre ad alcuni elefanti viene imposto di camminare a testa in giù con l’uso di ganci metallici. «Queste performance - dice David Neale, direttore salute animale della Animals Asia Foundation - mostrano gli animali al pubblico in una maniera umiliante, che non promuove l’empatia e il rispetto. Al massimo le persone possono imparare il colore e la taglia delle varie creature, nulla di più. La paura, l’intimidazione sono gli unici strumenti utilizzati per "educare" queste creature a eseguire i loro esercizi».
Secondo quanto rilevato dall’inchiesta, «ad alcune tigri e ai leoni sono stati rimossi i denti, fra dolori e possibili infezioni. Inoltre, quando non si "esibiscono" per il pubblico gli animali vengono tenuti in gabbie piccole, spesso al buio e senza accesso visibile all’acqua». Gli abusi sarebbero di vario genere, come denunciato dall’associazione che ricorda la campagna lanciata recentemente dal governo cinese contro i maltrattamenti degli animali, e si chiede se sarà sufficiente a interrompere gli orrori riportati dall’inchiesta.
fonte:la stampa
14:51 Scritto da: ramboo84 in Maltrattamenti | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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