27/10/2010

Mercogliano:Testa e zampe in una busta: randagio muore soffocato

Testa e zampe rinchiuse in una grossa busta di plastica. Orrenda fine per un cane randagio di grossa taglia. L'animale è stato ritrovato agonizzante lungo la strada che da Torrette di Mercogliano conduce a rione Valle ad Avellino. Il cane è stato rinchiuso nella busta in modo tale che non potesse liberarsi. E' stata una morte atroce.

fonte:http://www.irpiniaoggi.itcani_randagi.jpg

25/10/2010

Treviso:Cane morto tra atroci sofferenze, indaga la Procura

CHIARANO (TV). La Procura indaga per cercare chi ha provocato la morte del cagnolino, seviziato con un elastico legato ai testicoli. Il magistrato ha aperto un fascicolo a carico di ignoti con l’ipotesi di reato di maltrattamento di animali. La notizia ha destato indignazione e orrore sia tra gli animalisti che tra i politici. Pioggia di mail da parte di cittadini inorriditi.  Gli inquirenti hanno tutte le intenzioni di individuare e punire chi ha sottoposto il meticcio marrone di circa 8 chili a sevizie tali da causarne la morte. Il cane era stato ritrovato nei pressi di Chiarano da una donna di Monfalcone che si è fermata per soccorrere la bestiola che arrancava sul selciato. Nonostante le cure prestate dal veterinario di Casier Pierantonio Pasini, l’animale è morto martedì scorso. Il proprietario del cane, un uomo residente in centro a Chiarano rintracciato grazie al microchip, ha negato di essere il colpevole e ha dichiarato che il cane mancava da casa da tre o quattro giorni. Ma secondo gli accertamenti medico-veterinari la bestia subiva sevizie da tempo. Sta ora agli inquirenti approfondire la faccenda. Numerose le reazioni sulla vicenda che sta suscitando indignazione in tutta Italia. Andrea Zanoni, presidente della Lac, lancia un appello. «Nel caso venga individuato il responsabile ci costituiremo parte civile e chiederemo 10mila euro di danni - spiega - Invito i cittadini di Chiarano a segnalarci ogni notizia utile all’individuazione dei responsabili al 347.9385856». Reazioni anche dall’Enpa, ente per la protezione animali, e da parte del presidente della Provincia Leonardo Muraro. «Non finiscono mai di inorridire certe notizie - sottolinea - un gesto atroce senz’altro, un vero atto di tortura che dev’essere condannato come tutte le violenze nei confronti degli animali perché maltrattare un animale è da vigliacchi».1398776610.jpg

fonte:MESSAGGERO VENETO-foto archivio

21/10/2010

Prov. Treviso: trovato cane con i testicoli in necrosi,muore nonostante le cure

TREVISO - Era rimasto diversi giorni con i testicoli legati da uno spago girovagando per i paesi della provincia di Treviso fino a quando il 15 ottobre era stato ritrovato da una donna nella zona di Chiariano. Per quel meticcio di piccola taglia, del peso di circa otto chili la stretta ai testicoli aveva provocato una necrosi che lo ha portato alla morte nonostante le immediate cure di un veterinario. Ora della vicenda è stato investito il servizio contro il maltrattamento degli animali chiamato «Io lo segnalo di Aidaa». «Dopo aver ricevuto e verificato la segnalazione della signora abbiamo immediatamente sporto denuncia alla procura della Repubblica di Treviso - spiega Lorenzo Crose presidente di Aidda - perchè vengano individuati e puniti esemplarmente l’autore o gli autori di questo vero e proprio atto di tortura che ha portato alla morte del piccolo cane. La vicenda è delicata in quanto il cane era provvisto di microchip ed i carabinieri hanno già sentito il proprietario dell’animale che sostiene che il cane gli era scappato da tre giorni, ma stando alle verifiche veterinarie il filo di spago era legato attorno ai testicoli del cane da ben più di tre giorni». (Ansa)-foto archiviocane--190x130.jpg

Genova - Finalmente sequestrato al mimo il cane maltrattato

Genova - Finalmente una buona notizia per tutti coloro che amano gli animali, ma, soprattutto, per tutti coloro che, come la sottoscritta, avevano più volte segnalato a vigili e carabinieri quel cane torturato, perchè erano torture quelle che subiva, solitamente in via San Vincenzo, in pieno centro cittadino, sotto gli occhi di troppi passanti colpevoli di indifferenza, sempre immobile ai piedi di un cosiddetto "mimo". Domenica il cocker spaniel è stato infatti sequestrato al suo carceriere, un cittadino romeno di 24 anni, dalle guardie zoofile mentre si trovava in via XX Settembre.Ormai da qualche anno, infatti, sta prendendo piede fra i questuanti la moda del cosiddetto "mimo", ovvero sono sempre di più coloro che per chiedere l´elemosina, si tingono la faccia di bianco, quando non la coprono con una maschera bianca, e avvolgono il resto del corpo in un drappo monocolore restandosene immobili su di un piedistallo come delle statue viventi che, in taluni casi, si animano solo col cadere di una monetina nel cestino delle offerte.Senonchè, in taluni casi, questi figuri, generalmente di etnia rom, accessoriano il loro palchetto con cuccioli di cani, preferibilmente cuccioli, spesso di razze tanto pregiate da lasciare pochi dubbi sulla dubbia provenienza degli animali, visibilmente sofferenti, palesemente maltrattati.Il caso di via San Vincenzo era particolarmente eclatante: il cocker biondo in questione era letteralmente immobilizzato ai piedi del mimo, con una ciotola ricolma di cibo stantio a una trentina di centimetri dal muso, ma una corda di soli venti centimetri che gli avrebbe comunque impedito di raggiungerla.Ma ieri, grazie alle insistenti segnalazioni di numerosi cittadini sensibili, il cocker, denutrito e sofferente, è stato salvato dal capo nucleo GianLorenzo Termanini e da Yuri Perricone che hanno denunciato l´uomo per maltrattamento di animali. Nella speranza che sempre più cittadini denuncino tali incivili situazioni, e sempre meno alimentino questo orrendo mercato dello sfruttamento animale donando a certi individui anche solo un´unica, inutile, irrisoria, ma stupidissima monetina.English_Cocker.jpg

fonte:GENOVA NOTIZIE-foto dal web

17/10/2010

Cane ucciso a fucilate nel greto del Mallero: c'è un'indagine

Provincia di Sondrio - C'è un'indagine sul giallo del cane trovato ucciso martedì pomeriggio nel greto del Mallero. Perché il giallo c'è, ma soltanto fino a un certo punto. Sul fatto che l'animale sia stato ucciso da una fucilata, per esempio, non ci sono molti dubbi. E anche il proprietario è stato individuato.
Resta soltanto da stabilire chi abbia premuto il grilletto e poi abbia gettato il cane nel Mallero. Tutto nasce dalla segnalazione di una persona che aveva notato la carcassa nelle acque del torrente, a poca distanza dalla confluenza con l'Adda. Erano passate da poco le 18 quando i mezzi dei vigili del fuoco raggiungevano la zona e si incaricavano del recupero. Prima sorpresa: il cane non era morto né di vecchiaia né annegato. Presentava invece una vasta ferita alla testa che faceva pensare a un colp o di arma da fuoco, ipotesi poi confermata dagli accertamenti svolti dal veterinario incaricato dalla polizia municipale.
Gli stessi agenti del comandante Mauro Bradanini hanno anche pensato di verificare se il cane fosse dotato del microchip sottocutaneo di riconoscimento. L'accertamento ha permesso di identificare la persona che risultava proprietaria dell'animale. Da ieri mattina sono così in corso ulteriori accertamenti per verificare che la vicenda non abbia implicazioni di natura penale.
Uno dei sospetti è che sia stato lo stesso proprietario a sparare per eliminare il cane diventato scomodo per qualche ragione. Ma non si può escludere che sia stato qualcun altro a ucciderlo e a farlo sparire, magari per mettere in atto una forma di minaccia nei confronti del padrone. In entrambi i casi si tratterebbe comunque di illeciti che porterebbero alla denuncia del responsabile.
Al momento però non ci sono ancora tutte le confe rme necessarie per la conclusione della vicenda e, almeno ufficialmente, le indagini sono ancora in corso.
Resta lo sconcerto e la preoccupazione degli inquirenti di fronte a una forma di violenza gratuita che riesce difficile giustificare. Teoricamente resterebbe aperta anche la pista dell'incidente, per cui il cane sarebbe stato ucciso per errore, magari da un cacciatore. Resta però molto sospetto il modo in cui avrebbe deciso di liberarsi della carcassa.

fonte:LA PROVINCIA DI SONDRIOmallero.JPG

16/10/2010

Maltrattamento di animali, sequestro di canili e tre persone denunciate

I Carabinieri della Compagnia di Montesarchio coadiuvati dai militari dei NAS di Salerno e da personale del servizio veterinario dell'ASL di Benevento, hanno provveduto a sequestrare due canili e a denunciare per maltrattamento di animali, tre persone.
Il Primo canile ad essere posto sotto sequestro, sito in località Valle di Vitulano, risultava privo delle necessarie autorizzazioni inoltre, gli animali erano tenuti in pessime condizioni igienico-sanitarie.
Gli alloggiamenti erano costituiti da baracche fatiscenti mentre i 20 cani ospitati risultavano privi di microcippatura. I militari oltre a denunciare tre persone G.C. di 26 anni, G.N. di 51 anni e S.M. di 75 anni, tutte del luogo, hanno sottoposto a sequestro la struttura mentre i cani sono stati affidati al Comune di Vitulano.
Nell'ambito della stessa operazione, a Campoli Monte Taburno, sono state ispezionate due aree per la custodia di animali gestita da un'associazione di volontariato legalmente rappresentata da C.D. 34Enne del luogo. Durante i controlli si sono evidenziate carenze in materia igienico-sanitaria ragion per cui le aree sono state sequestrate mentre il personale dell'ASL, ha proceduto alla microcippatura dei 15 cani ospitati nella struttura.

fonte:ntr24.tv/itthumbnail.jpg

15/10/2010

Saronno: Gatto ucciso a bastonate: “Crudeltà imperdonabile”

Saronno (VA) - Ucciso a bastonate e abbandonato. Protagonista della vicenda un gatto e la denuncia arriva dall’Enpa di Saronno. L’episodio è accaduto mercoledì mattina nel vicino paese di Rovello Porro, in un cortile di via Cardinal Ferrari. Ad avvisare l’associazione animalista è stata una vicina: «Ho preso l'auto e mi sono diretta sul posto per verificare la situazione e decidere come procedere con l'intervento di recupero - spiega la volontaria Silvia, pensando si trattasse di un gatto che avesse ancora delle speranze -. In un primo momento la presenza di bava alla bocca ha fatto pensare a un possibile avvelenamento ma nel recuperare la carcassa ho notato un bastone completamente insanguinato, situato poco lontano».
I volontari dell’Enpa hanno quindi capito la brutalità di quanto accad uto: il gatto era stato ucciso a bastonate. Dopo le foto sul luogo del “delitto” l’Enpa procedere con la procedura per la presentazione della denuncia ai carabinieri della Stazione di Saronno, con tanto di esame autoptico ufficiale richiesto al Dipartimento di Anatomopatologia Veterinaria dell'Università Statale di Milano. «Sarà il referto autoptico a darcene conferma – spiega Evi Mibelli, presidente dell’Enpa Saronno -. Richiamo l'attenzione di tutti sulla violenza e la crudeltà consumata su un animale indifeso la cui unica colpa è stata quella di passare di lì. Non sappiamo neppure se il gatto fosse di proprietà e se lo stessero cercando. Resta un atto inqualificabile originato dall'ignoranza e dalla stupidità di chi non ha neppure coscienza di cosa significhi 'rispetto per la vita' in ogni forma questa si manifesti. Si tratta spesso di persone che in facciata appaiono rette e civili, ma di civile non hanno evidentemente nulla»

fonte:VARESE NEWS131010p.jpg

14/10/2010

DAINO DECAPITATO NEL PARCO D'ABRUZZO

14 ottobre 2010 - Ignoti si sono introdotti di notte in un'area faunistica privata a Villetta Barrea, zona di protezione esterna del Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise, e hanno decapitato un daino, portando via quello che diventera' un trofeo da appendere al muro. Il proprietario detiene questi animali per visite didattiche e alla macabra scoperta ha chiesto l'intervento del Corpo forestale dello Stato. Dai primi riscontri e' emerso che per scavalcare la recinzione potrebbero essersi serviti di una scala e dopo aver ucciso l'animale lo hanno sezionato portando via la testa. Il titolare ha sporto denuncia per uccisione di animale e furto. Gli autori, se scoperti, rischieranno una pena fino a 18 mesi di reclusione. (AGI)imagesCAC2XB94.jpg

12/10/2010

CANE CHIUSO IN AUTO SALVATO DAI PASSANTI

Un cane chiuso in auto per due ore e in via Cavour, a Palermo, è scoppiato il panico. Una folla di un centinaio di persone ha accerchiato l´auto posteggiata in doppia fila. All´interno un esemplare di maremmano con la bava alla bocca e ansimante. Fino a quando un passante si è procurato un bastone e ha sfondato un finestrino per far respirare il cane. Al loro ritorno all´auto i due padroni sono stati denunciati per maltrattamento di animali.
Il capannello di curiosi si era formato minuto dopo minuto intorno alle 17. Il fuoristrada era stato posteggiato di fronte alla Banca d´Italia da una coppia di austriaci in vacanza in città. I due erano andati a visitare il teatro dei pupi di Cuticchio. Si sono attardati e non si sono resi conto di aver messo in pericolo la vita del maremmano.
Quando, candidamente, i due sono ritornati da via Bara all´Olivella, la folla li ha assaliti con frasi poco gentili.
«Sono dei potenziali assassini - ha detto una donna - Perché non hanno lasciato almeno uno spiraglio aperto per quella povera bestiola?».
Il cane è stato rifocillato con acqua da un bar della zona. Per i due sbadati padroni, invece, sono arrivate le grane con la polizia e la polizia municipale. I motociclisti della polizia hanno denunciato i due austriaci per maltrattamento di animali. La polizia municipale, invece, ha consegnato ai due viaggiatori una multa per avere posteggiato l´auto in doppia fila: trentotto euro, compresi gli insulti della folla.

fonte:La Repubblica Palermo
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Cane rinchiuso e maltrattato.Il padrone si prende una denuncia

La polizia di Lucca ha salvato domenica un cane tenuto prigioniero in condizioni atroci. Alle 14.00 un equipaggio della Volante è stato informato da un cittadino che non ha voluto dare il suo nome che nel giardino di una casa a Sorbano del Vescovo (una frazione di Lucca) un cane viveva in condizioni indescrivibili. Per verificare l’informazione i poliziotti hanno suonato alla porta dell’abitazione indicata e si sono fatti condurre dal proprietario nel luogo dove teneva il cane.

La scena che si è presentata davanti agli occhi degli agenti era incredibile:
un setter inglese di circa 30 chili era richiuso in un piccolo recinto metallico di 4 metri quadrati pieno di escrementi che non venivano tolti da settimane. La ciotola del cibo era incrostata di sporcizia e l’acqua era putrida e maleodorante. L’animale aveva grosse placche di escrementi attaccati al pelo a tal punto che riusciva a camminare con molta difficoltà. Vista la situazione, è stato richiesto l’intervento degli addetti al canile comunale, i quali hanno fotografato l’animale e la sua gabbia. Il cane è stato sequestrato e affidato al canile per le cure. Il padrone è stato denunciato per maltrattamento di animali e per violazione delle norme sulla loro custodia.

fonte:firenze.repubblica.itEnglish-Setters-For-Sale.jpg

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