21/10/2010
Genova - Finalmente sequestrato al mimo il cane maltrattato
Genova - Finalmente una buona notizia per tutti coloro che amano gli animali, ma, soprattutto, per tutti coloro che, come la sottoscritta, avevano più volte segnalato a vigili e carabinieri quel cane torturato, perchè erano torture quelle che subiva, solitamente in via San Vincenzo, in pieno centro cittadino, sotto gli occhi di troppi passanti colpevoli di indifferenza, sempre immobile ai piedi di un cosiddetto "mimo". Domenica il cocker spaniel è stato infatti sequestrato al suo carceriere, un cittadino romeno di 24 anni, dalle guardie zoofile mentre si trovava in via XX Settembre.Ormai da qualche anno, infatti, sta prendendo piede fra i questuanti la moda del cosiddetto "mimo", ovvero sono sempre di più coloro che per chiedere l´elemosina, si tingono la faccia di bianco, quando non la coprono con una maschera bianca, e avvolgono il resto del corpo in un drappo monocolore restandosene immobili su di un piedistallo come delle statue viventi che, in taluni casi, si animano solo col cadere di una monetina nel cestino delle offerte.Senonchè, in taluni casi, questi figuri, generalmente di etnia rom, accessoriano il loro palchetto con cuccioli di cani, preferibilmente cuccioli, spesso di razze tanto pregiate da lasciare pochi dubbi sulla dubbia provenienza degli animali, visibilmente sofferenti, palesemente maltrattati.Il caso di via San Vincenzo era particolarmente eclatante: il cocker biondo in questione era letteralmente immobilizzato ai piedi del mimo, con una ciotola ricolma di cibo stantio a una trentina di centimetri dal muso, ma una corda di soli venti centimetri che gli avrebbe comunque impedito di raggiungerla.Ma ieri, grazie alle insistenti segnalazioni di numerosi cittadini sensibili, il cocker, denutrito e sofferente, è stato salvato dal capo nucleo GianLorenzo Termanini e da Yuri Perricone che hanno denunciato l´uomo per maltrattamento di animali. Nella speranza che sempre più cittadini denuncino tali incivili situazioni, e sempre meno alimentino questo orrendo mercato dello sfruttamento animale donando a certi individui anche solo un´unica, inutile, irrisoria, ma stupidissima monetina.
fonte:GENOVA NOTIZIE-foto dal web
02:44 Scritto da: ramboo84 in Maltrattamenti | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
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18/10/2010
Cina, barbarie su un gatto, lo scuoiano vivo...Inviamo mail .ATTENZIONE IMMAGINI FORTI
Questo sito è da segnalare all'ambasciata cinese: www.youmaker.com sito - Perchè contiene un video impossibile da guardare,mostra dei ragazzi che hanno attaccato un gatto ad un albero e lo scuoiano vivo x divertimento,dobbiamo denunciarli... Cina e ancora Cina! Bisogna segnalarlo alle autorità, il link del video è:
http://www.youmaker.com/video/sv?id=11c34af460db461baf752...
Il manifesto del video è: tgyhujikl 订阅 tgyhujikl
Descrizione: Gatto Salute ki て いる の を peeling della pelle ぐ Kichiku totale (ecc)
Intanto cogliamo l'occasione x segnalare che in Cina non ci sono leggi che tutelano gli animali ed è una vergogna :-(((
Testo in 4 lingue, io personalmente lo invio in italiano e cinese. MANDIAMO UN EMAIL DI PROTESTA
Signore, Signora,
Siamo inorriditi. Potete immaginare come ci si sente ad avere la pelle lentamente allontanata da tutto il proprio corpo? Questo è ciò che questo video mostra dal vostro paese: http://www.youmaker.com/video/sv?id=11c34af460db461baf752...
Non ci sono scuse. Il governo cinese deve apportare le modifiche ora.
Gli animali vengono scuoiati vivi e ti permettono di farlo senza protestare.
Non c'è legge che tutela gli animali in luogo, ciò significa che chiunque in Cina può essere sottoposto ad un animale, esattamente quello che vuole, persino la tortura a morte non è un problema.
Questi metodi sono inaccettabili e indegne di una nazione civile.
Vi chiediamo di fermare queste pratiche arcaiche e attuare una politica di gestione degli esseri viventi, compresi gli animali nel territorio per quanto umanamente possibile.
Vi chiediamo di individuare gli autori di questa barbarie, di arrestare e processare loro.
Vedi il video:http://www.youmaker.com/video/sv?id=11c34af460db461baf752...
Contiamo su di voi per agire.
Distinti saluti
nome,cognome,città,cap,.nazione
***-lettre en Anglais-
Sir, Madam,We are horrified. Can you imagine what it feels like to have your skin slowly pulled away from your whole body? That is what this video shows from your country:http://www.youmaker.com/video/sv?id=11c34af460db461baf752...
There is no excuse. The Chinese government must make changes now.
The animals are skinned alive and let you do so without protest.
There is no law protecting animals in place, this means that anyone in China can be subjected to an animal exactly what he likes, even torture to death is not a problem.These methods are unacceptable and unworthy of a civilized nation.
We ask you to stop such archaic practices and implement a management policy of living beings, including animals in your territory for as humanely possible.
We ask you to turn to the major animal welfare organizations who will surely be willing to lend you the assistance and logistics.We caution you that we will broadcast this massacre, this barbarism around the world, and we will notify the media and the public.
We ask you to make identify the authors of this barbarism, to stop them, and to condemn judgement.
See video: http://www.youmaker.com/video/sv?id=11c34af460db461baf752...
We rely on you to act.And you our greetings.
nome,cognome,città,cap,.nazione
***-lettre en Chinois traditionnel-
主席先生,女士:我們感到震驚。你能想像這是什麼感覺有你的皮膚慢慢拉離你的整個身體?這就是這部影片顯示了你的國家:http://www.youmaker.com/video/sv?id=11c34af460db461baf752...
沒有任何藉口。中方政府必須作出改變了。剝皮的活的動物,讓你這樣做沒有抗議。沒有任何法律保護動物的地方,這意味著任何人都可以在中國受到的動物正是他喜歡,甚至酷刑死亡並不是一個問題。這些方法是不可接受的,不配做一個文明的國家。我們要求你們停止這種過時的做法和實施管理政策的活生生的人,包括動物在貴國領土作為人道可能的。我們請您談談重大動物福利組織誰一定會願意借錢給你的援助和後勤工作。我們提醒您,我們將播出這場屠殺,這野蠻世界各地,我們會通知媒體和公眾。我們要求你們查明肇事者這種野蠻,逮捕和審判他們。看到視頻:http://www.youmaker.com/video/sv?id=11c34af460db461baf752...
我們依靠你們的行為。而你的問候。
nome,cognome,città,cap,.nazione
Blocco indirizzi da mandare:
chinaemb_fr@mfa.gov.cn, chinaemb_be@mfa.gov.cn, china-embassy@bluewin.ch,chinaemb_ca@mfa.gov.cn, info@consolatocinami.it, chinaconsul_mil_it@mfa.gov.cn, chinaconsul_fir_it@mfa.gov.cn, chinaemb_it@mfa.gov.cn
Indirizzi con separatore " ; " :
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Se volete qui ci sono altri indirizzi a cui inviarla (IO PERSONALMENTE HO INVIATO MAIL AI PRIMI INDIRIZZI E POI SONO ANDATA NELLE MAIL INVIATE E HO FATTO INOLTRA A QUESTI INDIRIZZI,IN PIù,IN COPIA NASCOSTA,Ccn L'HO INVIATA :
tutela.animale@sanita.it;info@lacoscienzadeglianimali.it;stampaweb@lastampa.it;brambilla_m@camera.it;martini_f@camera.it;segr.ufficiostampa@minambiente.it x ora nessun ritorno):
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Firmate anche la petizione:
http://www.thepetitionsite.com/2/stop-the-cat-cutters/
10:33 Scritto da: ramboo84 in Maltrattamenti | Link permanente | Commenti (2) | Trackback (0) | Segnala
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16/10/2010
Valdagno: Chi ha sparato a Rocco??
da:giornale di vicenza-foto di un segugio
Valdagno. È bastato un colpo alla gola per mettere fine alla vita di Rocco. L’altra mattima, alle 8.15 in contrada Vegri, a Valdagno, chi si prendeva cura del segugio di 3 anni ha sentito uno sparo. E solo quando si è avvicinato alla cuccia ha trovato il cane agonizzante, con un buco nel collo. La corsa dal veterinario è stata inutile: per lui, ormai c’era ben poco da fare. Il referto descriveva «una ferita da arma da fuoco sul collo, con rottura di un tratto di trachea, di esofago e della muscolatura del collo». Diagnosi impietosa che ha portato all’eutanasia dell’animale.
A farsi portavoce dell’episodio è Nicoletta Bauce, volontaria Enpa, Ente nazionale protezione animali, della delegazione di Arzignano. «Ho presentato denuncia alla stazione dei carabinieri di Valdagno -ha affermato Bauce-. È un vigliacco chi ha puntato l’arma, probabilmente una carabina per la caccia agli ungolati, alla gola di Rocco. Voglio vedere se ha il coraggio di vantarsene con gli amici: episodi, come questo, di violenza gratuita e che sono reati penali vanno denunciati e perseguiti».
Alle spalle del segugio c’era già una vita difficile, con un abbandono: era da tempo che l’Enpa, con l’aiuto di alcuni residenti, cercava di recuperare il cane vincendone la diffidenza. Era già stata catturata la femmina scaricata insieme a lui da un’automobile non identificata. «In questi ultimi mesi avevamo fatto passi da gigante -ha concluso la volontaria dell’Enpa-. Rocco si avvicinava per mangiare e dormiva in una cuccia messa a disposizione. Ora chi se ne prendeva cura è disperato». L’animale, però, aveva iniziato a fidarsi di lui: agonizzante si è lasciato accarezzare ed è morto tentando di scodinzolare.
L’Enpa lancia un appello per cercare i testimoni di questo reato. Chi avesse informazioni può rivolgersi al Rifugio del cane di Arzignano (333.7170707) oppure al 112 dei carabinieri.
00:36 Scritto da: ramboo84 in Cronaca | Link permanente | Commenti (1) | Trackback (0) | Segnala
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15/10/2010
STOP MATTANZA DELFINI,IN PIAZZA ATTIVISTI ENPA'INSANGUINATI'
Fermare la mattanza dei delfini in Giappone, paese che autorizza ogni anno il massacro di 23.000 piccoli cetacei tra tursiopi, grampi, globicefali e altre specie.
Questa la richiesta degli attivisti dell'Ente nazionale protezione animali (Enpa) che 'insanguinati e feriti' hanno manifestato davanti all'Ambasciata del Giappone, a Roma, scrivendo anche al ministro degli Esteri, Franco Frattini, perché "testimoni al governo nipponico lo sdegno degli italiani".
I delfini vengono uccisi, spiega l'Associazione citando il premio Oscar 'The Cove', perché considerati competitori nella pesca. Da marzo a settembre i pescatori intercettano le loro rotte migratorie e percuotendo sbarre di ferro sulle imbarcazioni creano un muro di suoni che li costringe a rifugiarsi nelle baie. Le imboccature vengono poi chiuse e il giorno successivo inizia la mattanza. Gli esemplari più piccoli sono invece scelti dai mercanti per essere venduti a circa 150-170 mila dollari e dopo la cattura sono poi sottoposti all'addestramento basato sulla deprivazione alimentare.
"Siamo qui oggi, insanguinati e feriti - dichiara Ilaria Ferri, direttore scientifico e responsabile delle campagne internazionali dell'Enpa - per testimoniare il crimine atroce di cui si macchia il Giappone e per pretendere che si fermi".
(ANSA) 
14:27 Scritto da: ramboo84 in Animali | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
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Minacce, fionde, bastonate e veleno: una persecuzione lunga tre anni
Giovacchino Sereni che ha ucciso a coltellate una donna di 65 anni e ferito gravemente sua figlia di 40 dopo contrasti che andavano avanti da anni. La famiglia delle vittime: anni di denunce, nessuno ci ha aiutato. Intanto è ancora in fin di vita la quarantenne ferita da Sereni. Ritrovato il coltello. L'omicida confessa: ho fatto una bischerata.
"Vi si ammazza tutte, vi si squarta tutte e due", strepitava Giovacchino Sereni il 15 settembre scorso, vomitando una valanga di insulti. E sua moglie incalzava: "Manca poco e vedranno". Lo dichiarò quel giorno stesso, nell'ennesima vana denuncia, Annamaria Lotti. Quel giorno Sereni, armato di bastone, aveva colpito uno dei suoi cani e tentato di pestare anche lei. "Faccio presente - scriveva la signora Lotti - che il Sereni non ha mai interrotto le condotte aggressive nei confronti miei e della mia famiglia, in un'escalation che mi fa fortemente temere per la nostra incolumità, essendone imprevedibili gli esiti".
Nel 2006, quando Annamaria Lotti e i suoi figli Eva e Adamo Bigalli decisero di costruirsi una casa in via dei Colli a Signa, non immaginavano che il loro vicino avrebbe trasformato la loro vita in un inferno. In verità nel 2002 Sereni, che all'epoca abitava a Firenze in via della Casella, aveva aggredito a calci e pugni un vicino perché, a suo dire, disturbato dal cane. Il vicino aveva poi ritirato la denuncia perché Sereni aveva cambiato casa. A Signa, peraltro, si era fatto presto notare per le sue ossessioni e la sua insofferenza: un vicino era stato costretto a coibentare a sue spese una parete confinante con la sua camera perché "il rumore dell'interruttore della luce lo disturbava oltremodo". Quando Annamaria e i figli decisero di edificare lì la loro casa, ogni settimana Sereni e la moglie andavano in Comune a controllare il progetto. Il pensionato, a quanto pare, era convinto che i nuovi vicini costruissero lì per fargli un dispetto. "Se ti rivedo qui ti spacco la faccia", urlò a Eva nella primavera del 2007. Fu la prima di una lunga serie di aggressioni verbali. Eva e la madre erano costrette a tenere i cani chiusi in casa, perché lui minacciava di avvelenarli. Non potevano invitare nessuno. Lui stava appostato dietro una veneziana, pronto a insultarle.
Nell'estate del 2007 cominciò quella che le due donne definivano, nelle loro denunce, "una pericolosa escalation". In luglio Sereni minacciò di sparare a Eva con il suo fucile. La figlia lo fermò e - scrisse Eva in denuncia - le disse "di non poter garantire che il padre passasse prima o poi dalle parole ai fatti". Il 5 ottobre 2007 aggredì Adamo Bigalli e puntò un coltello alla gola a sua moglie, poi corse ad armarsi del fucile da caccia. I carabinieri lo disarmarono, sequestrarono l'arma e gli ritirarono il porto d'armi. Sereni patteggiò una condanna per minaccia e porto abusivo di coltello. Ma non si calmò. Al contrario. Continuarono gli appostamenti, gli insulti, le minacce.
Nel giugno 2009, infuriato perché madre e figlia avevano adottato una canina trovatella, cominciò a scagliare sassi. Con una fionda lanciava pietre contro i cani, la casa, il giardino. In settembre, utilizzando una sorta di lancia che si era fabbricato da solo applicando un coltello sulla cima di un bastone, cercò di arpionare i cani e le due vicine attraverso la rete di confine. Negli stessi giorni le due donne trovarono strani bocconi in giardino e si precipitarono dal veterinario che sottopose a lavanda gastrica uno dei cani che li aveva ingeriti. Lo stesso giorno la loro auto sbandò e finì fuori strada. Una delle gomme era stata forata. Il 2 ottobre 2009 Eva Bigalli fu colpita alla mandibola da una pietra appuntita mentre stava mettendo il guinzaglio al cane. Perse conoscenza, fu portata al pronto soccorso di Torregalli e tenuta in osservazione per otto ore.
A seguito delle denunce sempre più allarmate presentate dall'avvocato Lisa Parrini, il 30 novembre 2009 Sereni fu sottoposto alla misura cautelare del divieto di avvicinamento e di comunicazione con le due vicine. Misura più e più volte violata, come risulta dalle denunce. "Brutta, stronza, schifosa", urlò il 31 maggio 2010 alla signora Annamaria, irritato come sempre dai cani (peraltro chiusi in casa): "Ci state facendo impazzire, troveremo il modo di farla finita". La signora corse subito dai carabinieri e mentre era in caserma, sopraffatta dalla tensione e dallo spavento, si sentì male e svenne.
13:35 Scritto da: ramboo84 in Cronaca | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
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14/10/2010
DAINO DECAPITATO NEL PARCO D'ABRUZZO
14 ottobre 2010 - Ignoti si sono introdotti di notte in un'area faunistica privata a Villetta Barrea, zona di protezione esterna del Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise, e hanno decapitato un daino, portando via quello che diventera' un trofeo da appendere al muro. Il proprietario detiene questi animali per visite didattiche e alla macabra scoperta ha chiesto l'intervento del Corpo forestale dello Stato. Dai primi riscontri e' emerso che per scavalcare la recinzione potrebbero essersi serviti di una scala e dopo aver ucciso l'animale lo hanno sezionato portando via la testa. Il titolare ha sporto denuncia per uccisione di animale e furto. Gli autori, se scoperti, rischieranno una pena fino a 18 mesi di reclusione. (AGI)
20:42 Scritto da: ramboo84 in Maltrattamenti | Link permanente | Commenti (2) | Trackback (0) | Segnala
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13/10/2010
Ancora orrore:Uccisa cagnetta adottata da un intero quartiere
13 ottobre 2010 - Trapani – Un nuovo caso di intolleranza e accanimento contro i cani randagi, si è verificato oggi pomeriggio nel centro storico di Trapani.
Una bastardina è stata trovata morta, infilzata sugli spuntoni metallici del cancello di Porta Ossuna, a un’altezza di oltre due metri.
La macabra scoperta è stata fatta intorno alle 15, da alcuni abitanti del quartiere; gli stessi che avevano adottato la cagna, Luna, e le portavano da mangiare quotidianamente. Sul posto sono intervenuti un veterinario dell’Azienda sanitaria provinciale e una squadra della polizia municipale, per la rimozione della carcassa.
Appena un mese fa, nella stessa zona, era avvenuto un altro macabro ritrovamento: la carcassa di un pitbul, sul bagnasciuga della spiaggia vicina al cancello di Porta Ossuna.
20:04 Scritto da: ramboo84 in Maltrattamenti | Link permanente | Commenti (4) | Trackback (0) | Segnala
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12/10/2010
Strage di cani randagi a Catania:in un mese 10 uccisi
Ecco cosa racconta il comunicato stampa che abbiamo ricevuto dall’E.N.P.A.: “Nella giornata del 06-10-2010 è arrivata l’ennesima segnalazione di avvelenamenti avvenuti sempre nello stesso luogo e che vedono coinvolti dei cani vaganti nel territorio di Via Nizzeti a Catania.
Per la precisione, la zona in questione è ai confini tra il territorio di San Gregorio, Tremestieri e lo stesso capoluogo. Niente di meglio per i responsabili del benessere animale, riuscire come ormai da costume, scaricare competenze e responsabilità agli altri comuni limitrofi.
Fatto è che gli operatori Enpa della locale sede si sono ritrovati con davanti la carcassa di una cagna avvelenata con gli evidenti segni che caratterizzano l’allattamento. L’unico dei sopravvissuti è un piccolo, accanto alla madre, morta da ben quattro giorni.
I residenti che si occupano sempre dello stesso gruppo di cani, da anni, hanno dichiarato di avere allertato i Vigili Urbani e quest’ultimi avrebbero risposto che questo problema non era di loro competenza in quanto il cane era morto in una proprietà privata e quindi di precisa responsabilità del proprietario del fondo, la rimozione della carcassa.
A tal proposito è bene si sappia che in ogni caso è sempre il Comune di pertinenza che deve attivarsi per il recupero di carcasse degli animali quando il proprietario non provvede e inoltre nella fattispecie si tratta di cani randagi che vagano tra terreni di proprietà privati ed altri pubblici . Fino alla segnalazione all’Enpa, le carcasse rinvenute dai residenti, sono state dagli stessi seppellite.
Fino a un mese fa la popolazione canina del posto era di 16 cani adesso si è ridotta a soli quattro adulti e due cuccioli per un totale di 10 animali morti e 6 ancora in vita di sicuro ancora per poco.
Sul posto oltre ad alcuni residenti che più volte hanno minacciato di ammazzare i cani a chi di loro si prendeva cura, sono state anche segnalate più volte la presenza di ragazzini con i loro cani tutti rigorosamente incattiviti dagli stessi e lanciati contro ai randagi per puro divertimento ed anche cacciatori che per via dell’estensione del sito si ritrovano sovente per le loro cacce ai conigli. Alcuni di questi bossoli hanno colpito anche i randagi uccidendoli.
A quanto già reso noto si aggiunge anche che pochi giorni fa, gran parte dell’area interessata è stata incendiata ad opera di ignoti.
La conta dei randagi della Via Nizzeti passa così, nell’arco di poco più di un mese, da 16 cani a soli 6 e tra questi ad oggi continua ad essere presente un cucciolo ultimo superstite di una sfortunata cucciolata di sei, accanto alla madre morta già da troppi giorni.
Chi di competenza è stato nella giornata di Sabato 9 Ottobre nuovamente avvertito a da questo Ente a mezzo fax, oltre che dagli stessi residenti che hanno riferito anche dall’Enpa di Catania sollecitandone il recupero. Ad oggi 11- 10- 2010 la carcassa è ancora sul posto“.
15:05 Scritto da: ramboo84 in Animali | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
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CANE CHIUSO IN AUTO SALVATO DAI PASSANTI
Un cane chiuso in auto per due ore e in via Cavour, a Palermo, è scoppiato il panico. Una folla di un centinaio di persone ha accerchiato l´auto posteggiata in doppia fila. All´interno un esemplare di maremmano con la bava alla bocca e ansimante. Fino a quando un passante si è procurato un bastone e ha sfondato un finestrino per far respirare il cane. Al loro ritorno all´auto i due padroni sono stati denunciati per maltrattamento di animali.
Il capannello di curiosi si era formato minuto dopo minuto intorno alle 17. Il fuoristrada era stato posteggiato di fronte alla Banca d´Italia da una coppia di austriaci in vacanza in città. I due erano andati a visitare il teatro dei pupi di Cuticchio. Si sono attardati e non si sono resi conto di aver messo in pericolo la vita del maremmano.
Quando, candidamente, i due sono ritornati da via Bara all´Olivella, la folla li ha assaliti con frasi poco gentili.
«Sono dei potenziali assassini - ha detto una donna - Perché non hanno lasciato almeno uno spiraglio aperto per quella povera bestiola?».
Il cane è stato rifocillato con acqua da un bar della zona. Per i due sbadati padroni, invece, sono arrivate le grane con la polizia e la polizia municipale. I motociclisti della polizia hanno denunciato i due austriaci per maltrattamento di animali. La polizia municipale, invece, ha consegnato ai due viaggiatori una multa per avere posteggiato l´auto in doppia fila: trentotto euro, compresi gli insulti della folla.
fonte:La Repubblica Palermo 
03:11 Scritto da: ramboo84 in Maltrattamenti | Link permanente | Commenti (1) | Trackback (0) | Segnala
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30/09/2010
Dolo (Ve): Attacchi ai volontari dei gatti, ora partono le denunce
DOLO. «Da mesi riceviamo critiche e accuse da molti cittadini perché curiamo i gatti randagi oltre a subire atti vandalici alle cucce e alle ciotole». La protesa arriva dai volontari dell’associazione «Mamma Rosa» di Mira che ormai da anni accudiscono i gatti randagi nella zona della centrale Enel di Dolo. «La vicenda - spiega Graziella a nome dei volontari - è degenerata nei giorni scorsi quando una nostra socia, Innocenza Moro, è stata attaccata verbalmente da un uomo. Innocenza ha quindi deciso di sporgere denuncia ai carabinieri. Della questione è stato interessato anche un responsabile dell’Enpa, ente nazionale protezione animali, che è venuto subito a Dolo». L’associazione ha lavorato molto costruendo della piccole casette in varie zone di Dolo e della Riviera. «Abbiamo messo le casette in via Guolo e vicino alla centrale Enel - prosegue Graziella - con tutti gli accorgimenti del caso per evitare problemi e disagi ma questo a qualcuno non piace. Negli anni scorsi ci siamo trovati le casette danneggiate, le ciotole piene di calce o di melma e alcuni gatti sono stati avvelenati con delle polpette. Nonostante tutto andiamo avanti e nell’ultimo periodo abbiamo sterilizzato ben 16 gatte. Non è colpa nostra se esistono degli incivili che abbandonano i gatti». La questione si sofferma proprio sull’abbandono. «Non abbiamo colpa se è stata abbandonata una gattina poche settimane fa - continuano i volontari - e ha fatto una cucciolata. Le persone che ci accusano e si lamentano dovrebbero farlo contro quelli che prima di prendono il gatto in casa e poi lo abbandonano».
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fonte:la nuova venezia
15:50 Scritto da: ramboo84 in Cronaca | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
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