22/07/2010
Malasanità animale
Vi scrivo come Presidente dell’associazione “Arca 2000”, la prima associazione in Italia a battersi contro la malasanità animale, promotrice di un disegno di legge, presentato in Parlamento il 25 giugno 2009, per sancire una serie di obblighi e regole deontologiche e professionali per i medici veterinari, per garantire la tracciabilità dell’operato veterinario.
Troppi veterinari, infatti non lasciano traccia scritta delle cure le prescrizioni e le analisi strumentali e diagnostiche che effettuano sui nostri animali, autotuelandosi nel corso del proprio operato. La malasanità infatti, è un killer silenzioso, che miete migliaia di vittime ogni anno, non solo tra gli esseri umani, ma anche tra gli animali d’affezione, i quali sono a tutti gli effetti parte della nostra vita sociale, familiare ed affettiva e meritano le stesse attenzioni e la stessa tutela che è riconosciuta agli esseri umani.
Ma, a chi affidiamo i nostri animali? In campo medico veterinario, si trova spesso la stessa negligenza, imperizia e incompetenza, che si trova in campo medico umano, tuttavia, quando si tratta di animali, non scatta nemmeno un’indagine o una denuncia, i medici veterinari non hanno l’ obbligo di rendere conto del proprio operato, non vi è alcun obbligo di cartelle cliniche.
Così, sono sempre più numerosi i proprietari di animali, costretti a veder morire il proprio pet per errori grossolani, operazioni inutili, diagnosi affrettate, terapie errate e dannose e quanto altro e il dolore per la perdita di un caro, non conosce distinzione di razza o specie. Lo testimoniano le numerose segnalazioni e richieste di aiuto che giungono alla nostra associazione da ogni parte d’Italia, che nel corso di 7 anni di attività, hanno messo in luce le stesse identiche incompetenze, omissioni e negligenze, che causano la malasanità umana.
C’è troppa improvvisazione: sono centinaia i laureati “sfornati” ogni anno da circa 14 facoltà italiane di medicina veterinaria(il più alto numero in Europa), gli ambulatori veterinari vengono aperti come esercizi commerciali e spesso, sono strutture prive della minima strumentazione clinica di base. Chi sceglie di svolgere la professione veterinaria, dovrebbe farlo con la migliore preparazione, con quell’amore e senso di responsabilità, che non deve conoscere discriminazioni di razza e specie.
Non sempre è così,e non sempre è facile riconoscere un buon veterinario, per questo siamo convinti che competenza e professionalità, devono essere regolate anche a livello legislativo e non lasciate alla coscienza personale del singolo. Grazie per una eventuale e possibile pubblicazione di questa mia lettera che interesserà senz’altro quanti hanno un animale in casa. Distinti saluti
Daniela Ballestra
Presidente di “Arca 2000” onlus diritti dell’animale malato
S.Benedetto del Tronto (Ap)
www.arca2000.it
03:12 Scritto da: ramboo84 in Animali | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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