15/10/2010
STOP MATTANZA DELFINI,IN PIAZZA ATTIVISTI ENPA'INSANGUINATI'
Fermare la mattanza dei delfini in Giappone, paese che autorizza ogni anno il massacro di 23.000 piccoli cetacei tra tursiopi, grampi, globicefali e altre specie.
Questa la richiesta degli attivisti dell'Ente nazionale protezione animali (Enpa) che 'insanguinati e feriti' hanno manifestato davanti all'Ambasciata del Giappone, a Roma, scrivendo anche al ministro degli Esteri, Franco Frattini, perché "testimoni al governo nipponico lo sdegno degli italiani".
I delfini vengono uccisi, spiega l'Associazione citando il premio Oscar 'The Cove', perché considerati competitori nella pesca. Da marzo a settembre i pescatori intercettano le loro rotte migratorie e percuotendo sbarre di ferro sulle imbarcazioni creano un muro di suoni che li costringe a rifugiarsi nelle baie. Le imboccature vengono poi chiuse e il giorno successivo inizia la mattanza. Gli esemplari più piccoli sono invece scelti dai mercanti per essere venduti a circa 150-170 mila dollari e dopo la cattura sono poi sottoposti all'addestramento basato sulla deprivazione alimentare.
"Siamo qui oggi, insanguinati e feriti - dichiara Ilaria Ferri, direttore scientifico e responsabile delle campagne internazionali dell'Enpa - per testimoniare il crimine atroce di cui si macchia il Giappone e per pretendere che si fermi".
(ANSA) 
14:27 Scritto da: ramboo84 in Animali | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
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01/10/2010
BARA CON DELFINO AD AMBASCIATA DANESE
1 ottobre 2010 - Il cadavere di un cucciolo di delfino-pilota, rinchiuso in una bara di legno, è stato portato di fronte all'ambasciata della Danimarca a Parigi, da decine di manifestanti che protestano contro il "massacro" di questi cetacei nelle isole Faroe. Il cucciolo è stato portato direttamente dalle isole Faroe nella capitale francese dai responsabili della Fondazione Brigitte Bardot e dall'Ong Sea Shepherd, che nei mesi scorsi hanno condotto insieme una sorta di 'operazione segreta' per monitorare la situazione nell'arcipelago. Il giovane delfino è stato ritrovato in un 'cimitero' marino dove erano stati gettati decine di altri cetacei, uccisi in occasione di una recente 'grind', un metodo di caccia che prevede che i delfini globicefali siano spinti all'interno di baie prima che il loro midollo spinale venga tagliato con dei coltelli.
Una pratica ancestrale "estremamente violenta e crudele", denuncia Christope Marie, della Fondazione Bardot, che ha partecipato all'operazione."Nell'Amleto Shakespeare scrive che nel regno della Danimarca c'é qualcosa di marcio: oggi abbiamo capito di cosa si tratta, sono le isole Faore", ha ammonito da parte sua Paul Watson, presidente della Sea Shepherd, nel corso della conferenza stampa che ha preceduto la manifestazione. In un intervento telefonico, Brigitte Bardot, l'icona del cinema francese oggi in prima linea nella lotta per i diritti degli animali, ha detto che gli autori di questo tipo di caccia sono dei "barbari che uccidono per il piacere di uccidere".
(ANSA) 
21:04 Scritto da: ramboo84 in Animali | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
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06/09/2010
Giappone:è cominciata la mattanza dei delfini
E’ iniziata nei giorni scorsi a Taiji, in Giappone, l’annuale mattanza dei delfini. Si tratta di un evento crudele che si svolge ogni settembre nella cosiddetta “baia della morte”. Si stima che nei prossimi mesi oltre 20 mila cetacei verranno massacrati e le loro carni vendute al mercato internazionale del pesce. A Taiji, la caccia ai delfini è infatti una delle principali attività economiche della zona.
Tutti gli anni la solita, ignobile storia. I pescatori giapponesi sono divenuti abili ad intercettare le rotte migratorie dei delfini. Grazie all’utilizzo di una barriera sonora ottenuta con spranghe di ferro battute contro le imbarcazioni, i braccogneri attirano i malcapitati delfini nella baia di Taiji. Una volta chiusa l’imboccatura della baia mediante una rete, gli animali vengono massacrati a colpi di spranghe. Si tratta di una morte che spesso giunge dopo una lenta agonia. Soltanto gli esemplari più giovani, che possono essere addestrati più facilmente, scampano al portentoso massacro. Gli stessi però dovranno trascorrere il resto della loro esistenza in prigionia, separati dalle loro madri, perchè venduti ai parchi acquatici di tutto il mondo.
”Quest’anno l’inizio della mattanza – scrive l’Enpa (Ente Nazionale Protezione Animali) – è stato accompagnato da una mobilitazione senza precedenti sia in Italia che all’estero. Nonostante le minacce subite, il regista del documentario The Cove (pellicola che in Giappone è stata censurata) Rick O’ Barry si trova a Tokyo per presentare all’ambasciatore degli Stati Uniti in Giappone una petizione firmata da 1,7 milioni di persone, di oltre 150 paesi, con cui si chiede la messa al bando della caccia ai delfini”. ”Vorrei tanto che tutti i firmatari della petizioni avessero l’opportunità di venire a vedere cosa accade a Taiji”, ha dichiarato lo stesso regista Rick O’ Barry.
20:54 Scritto da: ramboo84 in Animali | Link permanente | Commenti (1) | Segnala
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