18/08/2010

"Non ci sono solo i cuccioli, adottate anche i cani piu vecchi"

MESTRE. Diminuisce il numero degli abbandoni ferragostani al canile di San Giuliano, ma invecchia l'età media degli ospiti a «quattro zampe», che sempre più spesso vengono adottati dalle volontarie della struttura, perché non trovano padroni disposti a prenderli con sé. Il dato nazionale che vede meno padroni lasciare i propri cani ai bordi di una strada, si riflette anche nel canile di Mestre. «Saranno si e no una decina - conferma Angela, uno dei tanti "angeli" della Veneta Zoofila - i cani abbandonati, probabilmente anche per via delle multe e della normativa più severa in fatto di abbandoni. Fino a qualche anno fa erano molti di più, almeno 40 tra luglio e agosto». La gente ha paura di incorrere in reati e ci pensa su due volte. Sono sempre tanti, però, gli «amici a quattro zampe» che fanno il loro ingresso nel canile di San Giuliano per i motivi più svariati. A volte perché i padroni anziani muoiono, o perché devono ritritarsi in casa di riposo o perché non ce la fanno a badarli. «Un grande aiuto - spiega Angela - lo fornisce il microchip, sempre più spesso gli operatori dell'Asl portano un cane smarrito ed entro 24 ore riusciamo a contattare i padroni».
Non appena entrati all'interno della struttura, si viene avvicinati dal «comitato di accoglienza», un gruppo di cani attempati, i più vecchietti, che oramai sono al canile anche da 7-8 anni. Qualcuno zoppica, qualche altro cammina lentamente e qualche altro ancora si limita a guardare di sottecchi da lontano le volontarie che vanno a trovarli. Spillo è uno dei più simpatici: è un bastardino beige agilissimo con un musetto dolce dolce, il suo nome se l'è guadagnato perché oltre ad arrampicarsi in verticale, una volta che gli viene aperto il cancello, per farlo uscire nello spiazzo, riesce a passare per un piccolo buco del portone che dà all'esterno, largo come la mano di una persona. Lui può stare libero qualche ora, poi rientra da solo o attende pazientemente che esca qualcuno. Ma il canile oramai è la sua casa. Ci sono Seul, un bel lupo un po' ingrassato, Gigio, Brigitte. In un recinto ci sono due bastardini, vivevano con un anziano che li ha dovuti a malincuore lasciare per entrare in una casa di cura: un tempo erano quattro, due sono stati adottati, gli altri attendono. 

Sono molti anche i benefattori, amanti dei cani che sia in estate che in inverno portano al canile coperte, asciugamani, pane. La struttura accetta qualsiasi cosa possa servire, dalle cucce al cibo. Ogni cane ha una storia quasi sempre di sofferenza da raccontare, spesso solo intuibile. «Botton d'oro» è una cane di taglia media frutto di un incrocio tra un pastore e un huskie, sembra molto aggressivo. In verità è solo possessivo nei confronti di Angela, che lo conosce da molto tempo e porta ancora sul braccio i segni di una sua «dentata» quando ancora era impaurito e convinto che gli esseri umani gli volessero fare del male. Adesso cerca di difenderla dagli estranei. «Il problema - spiega - è che la gente vuole adottare solo i cuccioli e lascia qui i cani adulti, che difficilmente riescono a trovare una famiglia e alla fine rimangono in canile, finché qualcuno di noi non li porta a casa».
Dei 700 cani di qualche anno fa, ne sono rimasti 350. Nonostante ciò, le adozioni ci sono. Eccome. Persone sensibili non maxx.jpgncano e sono almeno una quindicina al mese i cani che vengono adottati, tranne in estate, quando i volontari non amano affidare animali a persone poco convinte. Entrando sulla sinistra c'è quello che viene chiamato «ospedaletto». Qui vengono curati i cani più malati, che necessitano di assistenza.
Veneta Zoofila è riuscita a smantellare la vecchia struttura, realizzarne una di nuova con aria condizionata in estate e riscaldamento in inverno, tutto con soldi ricavati dai banchetti. Ma molto resta ancora da fare.

fonte:la nuova venezia

16/06/2010

Il Canile di San Giuliano non risponde alle esigenze dei cani abbandonati

LA VOCE DEI LETTORIImmagine.png          [15/06] In merito alle varie polemiche relative alla costruzione del nuovo canile comunale, riteniamo quest’opera una necessità di civiltà (Gandhi diceva che la civiltà di una nazione si misura da come tratta gli animali), preventivata da anni e sempre più urgente, prevista oltretutto dalla legge con appositi finanziamenti.

Anche recenti provvedimenti ministeriali, oltre che l’accresciuta sensibilità, impongono precise prescrizioni per avere rifugi con un numero di cani sostenibile, concepiti non come prigione (comoda soluzione in cui rinchiudere gli animali, a volte per tutta la vita), che rispetti le loro naturali necessità, con una gestione trasparente, aperti al volontariato, alle visite, per favorire al massimo le adozioni di questi esseri viventi che già hanno sofferto moltissimo per essere stati abbandonati e, molto spesso, maltrattati.. L’attuale canile di San Giuliano, convenzionato con il nostro Comune e con una decina d’altri, non corrisponde a tutto ciò.

Vogliamo pertanto che il nuovo rifugio venga realizzato al più presto, a Dese o in un altro luogo migliore ma che possa garantire un subitaneo avvio dei lavori.
 
La raccolta di firme per confermare sostanzialmente quello di San Giuliano ci appare quantomai strumentale e a difesa certamente non  degli animali.
 
Chiediamo inoltre alle altre Amministrazioni comunali di provvedere, anche consorziandosi tra loro, a costruire rifugi decentrati nel proprio territorio (come si sta facendo a Chioggia, a Mira e a Camponogara) in modo da non avere più un canile con un numero di cani inaccettabile, così come attualmente è quello di San Giuliano, che è arrivato a detenere anche più di 900 cani, a fronte di una struttura e di una gestione quantomai inadeguate.

Il randagismo è una realtà terribile, di sofferenza e morte, causata da noi umani, con gli abbandoni, con il mancato controllo delle nascite, con i mancati provvedimenti di prevenzione e verifica.
Anche la giurisprudenza ha ratificato che gli animali sono esseri senzienti, che provano emozioni e sentimenti.

La disperazione dei cani rinchiusi in rifugi, molto spesso dei veri e propri lager, gestiti da persone che lucrano,  è enorme. Basta guardare i loro occhi, sentire i loro tremori, vedere la loro apatica rassegnazione o la loro forzata aggressività, udire i loro lamenti, per impedirci di essere a  posto con la nostra coscienza.
 

A.V.I. (Associazione Vegetariana It.) Venezia - Animali in città - Fidoamico -  Cani per Caso -  Gruppo antispecista VegAnzi - L.I.D.A. (Lega Italiana Diritti Animali) Sezione Treviso/Venezia  - L.A.V. (Lega Anti Vivisezione) Venezia – L.A.C. (Lega Abolizione Caccia) Venezia – E.N.P.A. (Ente Nazionale Protezione Animali) Venezia –LE.D.A.R. (Lega Diritti Animali Randagi)

fonte:lavocedivenezia.it

 

 

 


 

14:29 Scritto da: ramboo84 in opinioni | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: canile di san giuliano, canile di mestre | OKNOtizie | |  del.icio.us | | Digg! Digg |  Facebook