21/10/2010
Canile abusivo alle Sacca «Ma noi siamo qui da 13 anni»
PRATO. La polizia provinciale ha reso noto ieri di aver scoperto una "pensione per cani" completamente abusiva perché mancante dei requisiti previsti dal regolamento edilizio comunale e anche dell'autorizzazione dell'Asl. Si tratta della struttura in via delle Sacca gestita dal proprietario del negozio "La Cuccia" di viale Galilei. In realtà il canile delle Sacca è lì da 13 anni, tutti lo sapevano, e ora i gestori chiedono come mai il Comune non abbia mai concesso loro l'autorizzazione, nonostante si tratti di una zona che consentirebbe di svolgere quell'attività. Che non si tratti di una vera e propria "scoperta" lo dimostrerebbe, secondo i proprietari, anche un altro fatto.
«Si ricorda quando si è allagato il canile del Calice? - dice Sandro Bussonati, proprietario de La Cuccia - Alcuni dei cani "sfollati" furono mandati da noi». Una circostanza, questa, seccamente smentita da Valeria Vitiello, responsabile del canile del Calice: «I nostri cani sono stati messi all'ex Ippodromo, escludo che qualcuno sia stato ospitato alle Sacca». Sia come sia, dell'esistenza della pensione per cani di Bussonati erano a conoscenza tutti gli addetti ai lavori, e probabilmente anche del fatto che si trattava di un'attività priva dell'autorizzazione. Ciò nonostante, per anni l'attività è stata tollerata. Perché ci si è svegliati solo ora? «Diamo fastidio a qualcuno - spiega la moglie di Sandro Bussonati - Probabilmente un vicino infastidito dall'abbaiare dei nostri animali».
L'intervento della polizia provinciale, cui ha preso parte anche l'unità cinofila della polizia municipale, non è di questi giorni. I proprietari della pensione per cani ricordano una visita il 18 agosto, più di due mesi fa. Secondo la nota della polizia provinciale, nella struttura ispezionata sono state trovate 52 gabbie nelle quali erano ricoverati 49 cani. «Gli agenti - si legge nella nota - hanno riscontrato che alcuni cani erano detenuti in gabbie di dimensioni inferiori a quelle consentite dal regolamento comunale, anche se non sono stati accertati specifici maltrattamenti nei confronti degli animali. Gli agenti hanno quindi proceduto ad elevare varie sanzioni amministrative nei confronti dei titolari e quant'altro necessario al fine di far cessare l'attività abusiva». In realtà, secondo il proprietario della pensione abusiva, quasi tutti i cani sono ancora lì. «Alcuni li abbiamo restituiti ai proprietari - dice Bussonati - gli altri li stiamo accudendo noi». «Di certo nessuno ci ha "scoperto" - aggiunge - Per venire a trovarci bastava che chiedessero ai dirigenti comunali, loro lo sanno che stiamo qui». La moglie insiste sul tasto delle autorizzazioni: «Per ben due volte hanno respinto i nostri progetti senza spiegarci i motivi. Abbiamo comprato anche un terreno, ma dal 2001, quando abbiamo cominciato a chiedere i permessi, non ce li hanno ancora dati. Mi piacerebbe sapere perché».
23:03 Scritto da: ramboo84 in Animali | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
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18/10/2010
Ristrutturato e chiuso: rischia di cadere a pezzi il canile modello di Padulo
TEMPIO. Nel 2001, quando la diroccata struttura che serviva da base agli operai della bonifica nella pianura di Padulo venne ristrutturata, l’amministrazione brindò alla nascita del nuovo e modernissimo canile municipale. Con un investimento di 1,5 miliardi di vecchie lire si era costruita una cuccia confortevole ai cani che scorrazzavano, randagi, per l’Alta Gallura. Nel 2010, dieci anni dopo quei brindisi beneaugurali, tutto rischia di cadere a pezzi, nel mai aperto canile municipale. Le diverse proposte di attivazione, che comprendevano la compartecipazione di diverse amminiastrazioni galluresi, sotto il coordinamento dei servizi veterinari della Asl, sono andate tutte a vuoto. Del famigerato “canile intercomunale” non si è più parlato, e l’argomento non è neppure all’ordine del giorno dell’Unione dei Comuni. Che ignora, ufficialmente, che una struttura pubblica realizzata con il danaro dei contribuenti sta andando verso il degrado più totale. Così come accade, purtroppo, con decine di altre strutture pubbliche. Il pieno funzionamento del canile comunale, che doveva essere inserito in una dimensione territoriale ed in sinergia con altri canili facenti capo alla Asl2, come quelli di Arzachena e di Olbia, sarebbe stato garantito con l’autofinanziamento. Infatti, stando ai progetti, le spese venivano ripagate con le rette che i Comuni aderenti all’iniziativa sinergica avrebbero dovuto versare per mantenere a pensione i cani. Gli incontri tra amministratori per raggiungere lo scopo comune - l’apertura della struttura - venne dibattuta a lungo in diverse sedute consiliari da parte dei diversi Comuni che intendevano utilizzare il canile. Le intenzioni erano nobilissime, ma passare dalla teoria alla pratica - nonostante i tanti problemi di carattere igienico-sanitario e di sicurezza che creano le mute di cani randagi che gironzolano nei centri abitati - è stato, finora, impossibile. Con buona pace delle associazioni per la protezione degli animali, della Lida e dei tantissimi volontari che, quotidianamente, si rivolgono alle strutture pubbliche e alla Asl per salvare cuccioli o randagi abbandonati.
16:20 Scritto da: ramboo84 in Animali | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
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10/10/2010
Auto distrutta dal piromane :ass. «Code felici»Donateci un'auto vecchia»
SULMONA. Mentre in città continua la caccia al piromane (che la settimana scorsa ha dato alle fiamme otto auto in un quartiere popolare), i proprietari delle auto bruciate si trovano a fronteggiare, oltre alla paura, anche i danni economici. Un problema insormontabile per un dipendente comunale, volontario del canile e con problemi di salute, che non ha più la macchina per assistere i cani, andare a lavorare e che non può permettersi di acquistarne un'altra. Per questo, l'associazione «Code felici» si è fatta carico di questa delicata situazione e rivolge un appello ai sulmonesi: «Se qualcuno ha un'auto vecchia che non usa», chiede Gabriella Tunno dell'associazione «la doni, tramite noi, a quest'uomo che si preoccuperà di pagare il passaggio di proprietà».
13:37 Scritto da: ramboo84 in Animali | Link permanente | Commenti (1) | Trackback (0) | Segnala
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29/09/2010
Il ricovero di Bagnaia a rischio chiusura: 300 cani senza casa
Scade l'affitto. Trecento cani senza casa, seppure momentanea.
E' quanto potrebbe succedere agli ospiti del canile comunale, gestito da un'associazione e che si trova sui terreni di proprietà dell'Enpa. Ma la locazione è terminata da tempo e l'ente ha manifestato al Comune l'intenzione di non rinnovarla.
In assenza di alternative, che fine faranno tutti gli animali custoditi nella struttura? Se lo sono chiesto il consigliere Udc Paolo Barbieri e il suo collega Pdl Francesco Simoncini, con la delega al canile ha provato a dare una risposta.
“C'è un progetto – spiega – redatto gratuitamente da un professionista che lo ha messo a disposizione del Comune. Non si tratta di una struttura molto grande, quasi un ricovero con tanto verde, per un totale di un paio d'ettari”.
Solo che va individuata all'area del Comune dove realizzarlo, il progetto deve passare in commissione, quindi servono gli stanziamenti. Circa quattrocentomila euro.
Se tutto va bene se ne parla tra un anno.
E nel frattempo? Si spera. Che nessuno sfratti quelli che sono definiti i migliori amici dell'uomo.
A Viterbo, oltre a quello comunale, esiste un altro canile ed è a Grotte Santo Stefano. E' privato e ospita anche qualche cane per conto del Comune. Ma non potrebbe riceverli tutti.
Se quello comunale dovesse chiudere, sarebbero tutti spostati in strutture sparse per l'Italia.
18:38 Scritto da: ramboo84 in Animali | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
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31/08/2010
Montegranaro, molotov contro la responsabile del canile
Montegranaro (Fermo), 30 agosto 2010 - Serena, sorridente e determinata: così, ieri pomeriggio, Daniela Corsi si aggirava tra la gente radunatasi al ‘Villaggio del cane’ per manifestare contro l’ordinanza di sgombero emessa dal sindaco Gastone Gismondi. L’inquietante episodio delle molotov, lanciata contro la sua abitazione di Civitanova un paio di notti fa, non la fermerà.
Anestesista, presidente dell’Anta civitanovese, responsabile del ‘Villaggio del cane’, già custode giudiziara del canile Pluto House di Sant’Elpidio a Mare, la Corsi precisa che "quel fatto non ha niente a che vedere con quello che sta accadendo col Comune di Montegranaro".
"Probabile sia legato a procedure giudi
ziarie in corso con altre persone o associazioni. E’ un sospetto che ho perché conosco i soggetti, ci sono state delle vicissitudini, mi sono scontrata con loro. Conduco una vita piuttosto normale e non ho nemici così acerrimi da arrivare a mandarmi le bombe"
"Ho molto fiducia nell’autorità giudiziaria - aggiunge - per cui speriamo che questi episodi non si ripetano, ma non sono atti che mi intimidiscono io continuo nel mio progetto". Nata per protestare contro l’ordinanza di sgombero, l’iniziativa si è trasformata in un momento di informazione su quanto sta accadendo tra Comune e Anta.
Oggi, la Corsi e il presidente Anta, Bruno Mei Tommasi, incontrano il sindaco (ieri assente giustificato, ndr) per chiarirsi, dimostrare che le questioni contestate sono state risolte e chiedere la revoca dell’ordinanza. Sembra evidente la volontà da ambo le parti, Comune e Anta, di abbassare i toni. Ma una elegante stoccatina al sindaco arriva lo stesso: "Montegranaro - fanno notare la Corsi e Mei Tommasi - è l’unico degli otto comuni di cui gestiamo i cani, a non aver ancora pagato il dovuto, eppure non abbiamo avanzato alcuna sollecitazione".
fonte:resto del carlino
19:28 Scritto da: ramboo84 in Cronaca | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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