13/10/2010

Cina:carne di gatto,qualcosa sta cambiando?

Non è una leggenda metropolitana: molti cinesi amano mangiare la carne di gatto. A Canton, capitale della provincia del Guangdong, ne vengono cucinati 10.000 al giorno. Ma la sensibilità verso gli animali, soprattutto tra i giovani, sta cambiando. Per molti mangiare gatti non è più accettabile. Lo dimostra un documentario del regista cinese Guo Ke, che denuncia il consumo di carne di gatto nei ristoranti e la violenza con cui vengono cacciati e uccisi. “La gente deve sapere la verità”, dice Guo Ke. E la verità è che ancora molti cinesi ordinano carne di gatto al ristorante, servita in varie ricette. “Siamo cresciuti con questa educazione - dicono -. Per noi il gatto non è un animale da compagnia. Lo è per le nuove generazioni”. Il documentario mostra come i gatti vengano presi dalle strade, con il rischio che siano malati o che abbiano un padrone. E racconta particolari crudeli: “Più il gatto viene pestato e più è gustoso - dice un cuoco - sei sicuro che il sangue entri nella carne”. In Cina non c’è una legislazione per la protezione degli animali. Mesi fa, un gruppo di avvocati e di animalisti ha proposto di introdurre una sanzione per chi mangia o vende carne di cani e gatti. Da una multa di 5.000 yuan (500 euro) fino a 15 giorni di detenzione. Ma la proposta è stata contrastata con durezza. Il documentario vuole riprendere la battaglia.

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06/10/2010

“Accalappiato” senza ragione

MOLFETTA – Il dilemma cani randagi continua a far litigare la Lega per la difesa del cane e la Polizia Municipale. Un dilemma sintetizzato così: è giusto o no catturare i cani che gironzolano per il centro della città?
L’ultimo episodio che ha fatto esplodere la polemica riguarda la cattura di un randagio avvenuta nei giorni scorsi in pieno centro. La segnalazione all’accalappiacani è partita da un cittadino che di professione fa il vigile urbano, in servizio nella Polizia Municipale di Molfetta. Secondo la sua denuncia, egli sarebbe stato aggredito dall’animale al punto da ricorrere all’intervento del Pronto Soccorso. Versione contestata da Mariangela La Volpe, presidente della sezione di Molfetta della “Lega del cane”  che ha inviato alla stampa una nota di protesta: “Dal referto di prestazione di Pronto Soccorso – dichiara – si evince uno ‘stato ansioso’ attribuito ad un’aggressione da parte di due cani randagi e di un cane di proprietà, tuttavia il medico del pronto soccorso refertava di non aver riscontrato né morsi, né graffi sul soggetto”. In altre parole per la Lega del cane non si sarebbe trattato di “aggressione”.
Ma ciò che non è andato giù agli animalisti è quello che è accaduto dopo la segnalazione: “Sono state mobilitate in vero e proprio stile blitz – accusa La Volpe – ben due pattuglie della Polizia Municipale e il furgone dell’accalappiacani (che costa ai cittadini 50 euro ad intervento), per catturare l’animale che, con la mera presenza e senza cagionare lesione alcuna, aveva spaventato chi, col proprio coraggio, deve tutelare l’incolumità dei cittadini. Dopo ricerche poliziesche sotto gli occhi di increduli cittadini – continua il racconto della Lega – il cane è stato catturato e, non essendovi disponibilità presso il canile sanitario di Molfetta, è stato trasferito presso un canile privato fuori dal territorio comunale (che costa ai cittadini 5 euro al giorno). Il blitz – sottolinea la presidente della Lega per la difesa del cane – ha tenuto impegnati tutti i pubblici ufficiali intervenuti per alcune ore, nonostante la Polizia Municipale lamenti spessissimo la carenza di personale”.
Secondo la Lega quel cane non andava accalappiato né si doveva trasferirlo in un canile al di fuori del Comune di Molfetta “in piena violazione di disposizioni sindacali che lo vietano in assenza di reale e comprovata pericolosità dell’animale, con dispendio di forze e denaro pubblici“.
“Invitiamo gli uffici comunali – conclude la nota della Lega – a valutare, per il futuro, con “documenti alla mano” le reali situazioni di pericolosità dei randagi prima di autorizzare “custodie” in canili fuori del territorio di Molfetta. L’appello alla Polizia Municipale è a “partecipare in maniera costruttiva, alla prevenzione del randagismo, con gli strumenti da noi sempre suggeriti, previsti ed imposti dalla legge come, ad esempio il controllo a tappeto delle microchippature dei cani”.

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