24/10/2010

Pamela Anderson in difesa degli animali da macello

Pamela Anderson, 43 anni e non sentirli: bella, bionda, giunonica e sempre più sexy. Innegabile l’aiuto del chirurgo plastico, ma l’ex bagnina di Baywatch conserva perfettamente il suo fascino sexy e autoironico. Sempre protagonista dei red carpet del gossip e della moda, non disdegna per nulla le campagne animaliste.

Attivista, ormai da 20 anni, è la donna simbolo della PETA (People for Ethical Treatment of Animals) l’associazione no profit impegnata nella difesa per gli animali, per la quale presta le sue grazie e il suo corpo.

L’ultima campagna la vede ritratta in bikini e marcata come un animale da macello, con una serie di tratteggi disegnati che ne evidenziano le varie sezioni del corpo.

Bandita in Canada, sua patria natia, perché definita troppo sessista, ora approda nel Regno Unito e verrà presentata domenica in un evento a Covent Garden. Lo slogan che accompagnerà la cartellonistica sarà:

Tutti gli animali hanno le stesse parti, fate qualcosa di buono e diventate vegetariani.

Pamela ha dichiarato:Ho deciso per uno stile provocatorio soprattutto per attirare l’attenzione della gente, perché il messaggio non venga ignorato.8ab735eecf11e23b3d02e6121d34b463.jpg2504.jpg

Roma, cavalli stremati in un video shock.5.000 firme per dire no alle botticelle

ROMA (24 ottobre) - Gli occhi tristi e stanchi di un cavallo legato a una botticella. E poi una scandalosa carrellata di irregolarità commesse da alcuni vetturini che, sulla pelle dei loro animali e dell’immagine della Capitale, continuano a fare il bello e cattivo tempo sulle strade di Roma: mancato rispetto, nelle ore più calde, della pausa estiva; andatura al trotto che, soprattutto in strade con sampietrini, mette a rischio gli arti dei cavalli; soste nelle aree non consentite; trasporto dei passeggeri anche al fianco dei conducenti. E poi le immagini delle stalle abusive di Testaccio e quelle dannatamente crude delle carcasse dei tre cavalli che sono morti nelle strade di Roma negli ultimi tempi.

E’ il video realizzato questa estate dalle associazioni animaliste. Tre minuti e mezzo che fanno venire i brividi anche a chi non ha l’ombra dell’amore per gli animali, anche a quei consiglieri comunali del Pdl che si ostinano a difendere le botticelle in nome di una tradizione anacronistica che non ha più senso in una città che non è più quella di cento anni fa. Un video crudo e silenzioso sul quale appaiono solo scritte in sovraimpressione che ricordano il regolamento comunale per la difesa degli animali e il codice della strada.

L’anteprima. Il filmato, che Il Messaggero ha visionato in anteprima, sarà trasmesso domani alla conferenza stampa che si svolgerà proprio in Campidoglio. A organizzarla è stato un cartello di diciassette associazioni animaliste: Oipa, Lav, No alla caccia, Ava, Animals asia foundation, Cavallo scalzo, Chiliamacisegua, Confido nel cuore, Il mio cavallo, Ivegan, Freccia 45, Leal, Gaia animali&ambiente, Le code felici, Lida, Pet village, Proequo, We have a dream. Al loro fianco ci saranno anche gli esponenti del centrosinistra capitolino: Alessandro Onorato (capogruppo dell’Udc), Monica Cirinnà (consigliere comunale del Pd) e l’assessore provinciale allo Sport e Turismo Patrizia Prestipino.20101024_botticelle_2.jpg

Il video non lascia spazio ad interpretazioni. Si vedono cavalli stremati e stressati in atteggiamenti tutt’altro che naturali. Si vedono botticelle stracariche di passeggeri (anche sei in alcuni frangenti). Si documentano le fermate in aree non consentite per permettere ai turisti (che poi ringrazieranno con laute mance) di fare shopping o fotografie speciali. Si conferma che spesso e volentieri alcuni vetturini non rispettano gli orari estivi per permettere ai loro animali di riposare nelle ore più calde. E ancora cavalli che tirano al trotto anche su strade sconnesse rischiando di spezzarsi le gambe.

La raccolta di firme. Le associazioni ambientaliste domani presenteranno al sindaco Gianni Alemanno e agli assessori Fabio De Lillo (Ambiente) e Sergio Marchi (Mobilità) le oltre cinquemila firme raccolte per chiedere l’abolizione del servizio delle botticelle nelle strade della Capitale. Cinquemila firme che si aggiungono all’appello già lanciato dal ministro al Turismo del governo Berlusconi, Michela Brambilla, che ha chiesto al Comune di Roma di mettere fine ad un servizio anacronistico che dà una pessima immagine della Capitale del Paese nel mondo. Finora l’assessore Marchi ha soltanto sospeso la licenza a due vetturini: uno per aver aggredito una donna in via del corso e l’altro (pizzicato dalle telecamere nascoste di una trasmissione televisiva) per aver chiesto oltre 500 auro a due turisti per un giro di due ore. «Ormai Marchi sulle botticelle si muove solo dopo le denunce di televisioni e giornali - ha detto Onorato che nei giorni scorsi ha chiesto ad Alemanno di ritirare la delega a Marchi - Le carrozze trainate da cavalli sono anacronistiche».

Le proposte. Tutti d’accordo sull’abolizione delle botticelle dalle trafficate e inquinate strade del centro storico di Roma. Sull’alternativa, anche occupazionale per i 40 vetturini che naturalmente non devono poter perdere il posto di lavoro, ci sono diverse proposte. Proprio gli animalisti (ma l’idea non dispiace nemmeno all’assessore De Lillo) chiedono che le botticelle siano trasformate in mezzi elettrici liberando i cavalli. La Prestipino, la Cirinnà e Onorato, con alcune differenze, propongono di trasferire il servizio (come a New York per esempio) nelle ville storiche e nei parchi della città proponendo ai vetturini l’alternativa di una licenza taxi. Quest’ultima sembra essere l’ipotesi più facilmente percorribile. Anche dai cavalli.

fonte:il gazzettino

TELECAMERE NEI MACELLI DELLA GRAN BRETAGNA

In seguito alle indagini condotte l'anno scorso dal gruppo animalista Animal Aid che, grazie all'installazione di telecamere nascoste, aveva scoperto diversi abusi nei macelli della Gran Bretagna, l'Agenzia britannica per la Sicurezza Alimentare (FSA) ha recentemente proposto di introdurre telecamere a circuito chiuso per arginare il fenomeno. Sebbene la proposta lasci libero ciascun operatore di scegliere volontariamente se introdurre o meno telecamere nel proprio macello, si teme che ci possano essere pressioni da parte dei rivenditori, senza contare che restano ancora da risolvere alcune questioni fondamentali (come e da chi devono essere monitorate le immagini, e per quanto tempo i nastri devono essere conservati). La Food Standard Agency ha avvertito che, se l'industria non sarà in grado di fermare le violazioni al benessere animale e si rifiuterà di installare telecamere, prenderà in considerazione l'ipotesi di potenziare il personale preposto alle ispezioni durante tutte le operazioni, fino a quando "la conformità non sarà adeguatamente dimostrata". Tra agosto 2009 e maggio 2010, Animal Aid ha raccolto 5 filmati nascosti e un rapporto che mostrano abusi nelle fasi di pre-macellazione, stordimento e immobilizzazione degli animali nei macelli, i cui responsabili sono stati poi immediatamente sospesi. Stando agli ultimi dati diramati dal Servizio Veterinario Nazionale, però, solo il 6% dei macelli inglesi non rispetta le regole di benessere animale e solo l'1% di essi ha rivelato pratiche che possono tradursi in un danno diretto per gli animali. "Ci sono prove evidenti - conclude l'FSA - che alcuni ispettori non rispettano le proprie responsabilità, e dunque l'introduzione di telecamere nei macelli potrebbe rivelarsi uno strumento aggiuntivo per garantire il benessere anima le e, non ultima, la sicurezza dei consumatori".images.jpg

fonte:anmvi oggi

23/10/2010

Oristano, cani e minacce: rivolta contro il vigile urbano sceriffo

imagesCAEA2DIY.jpgUn quartiere in rivolta e un vigile urbano, forse troppo zelante, che strappa due cagnetti alla padrona e li rinchiude in un canile.

E' l'incredibile storia accaduta venerdì a Oristano, in via Giovanni XXIII, in pieno centro, e che ora rischia di finire in Tribunale. Un sottufficiale della polizia municipale della città, si è presentato ieri mattina insieme a un addetto comunale e a un veterinario Asl per prendere due cagnetti che la proprietaria di una lavanderia, insieme a tutto il quartiere, avevano adottato già da quest'estate. Il vigile, dopo aver fatto catturare i cani considerati da lui randagi, ha bloccato subito la proprietaria, Elisabetta Crivelli, di 47 anni, dicendole che non poteva opporsi altrimenti l'avrebbe portata in caserma. A quel punto, davanti alla donna in lacrime, numerosi residenti del quartiere che stavano assistendo alla scena, hanno cercato di convincere il vigile urbano, senza risultato. Questa mattina la donna è andata al canile comunale per cercare dio riportarsi a casa i suoi cari cuccioli. Ora, beffa nella beffa, lei proprietaria dovrà ugualmente rispettare la procedura burocratica delle adozioni.

fonte:unione sarda

Auto investe un gatto e scappa: lo veglia un altro gatto

ABBADIA SAN SALVATORE (SI) - Un gattino ha attraversato la strada e è stato preso in pieno da un'auto, che lo ha lasciato morente sull'asfalto. Le condizioni dell'animale sono apparse subito disperate ai passanti, che si sono avvicinati. È stato allertato il 118 veterinario, ma prima che i sanitari giungessero sul posto, il micio è spirato. Non è rimasto solo, però, lì quasi in mezzo alla strada, tra gente non indifferente, e autovetture che all'ultimo momento sterzavano per evitarlo. Ma la cosa più commovente non è stato il dolore degli uomini. Intorno all'animale agonizzante è apparso un gattone che vive nella via, gli ha girato intorno per studiare cosa stesse facendo e, nel momento in cui si è accorto che per il suo consimile non c'era nulla da fare, si è seduto accanto a lui per proteggerlo e vegliarlo. Il fatto è accaduto a Abbadia San Salvatore in via Mentana, verso le ore 13. L'automobilista che ha urtato con il suo mezzo l'animale, forse non si è accorto di averlo colpito mortalmente. Non si è fermato. Non c'è da stupirsi, con quanto accade di questi tempi. È stato un gatto a rendersi conto che era stato ferito, a assisterlo nella sua agonia, a vegliarlo finché non sono venuti a prenderlo.

fonte:CORRIERE DI MAREMMA211010l.jpg