17/10/2010

Imola, trovato dal suo cane l'82enne morto ieri

IMOLA (BOLOGNA) – E’ stato ritrovato sulle colline vicino Imola, alle prime luci dell'alba, il corpo senza vita di un coltivatore di 82 anni. La scomparsa di Giorgio Barnabà, questo il nome dell'uomo, era stata denunciata ieri sera dai familiari. Secondo i primi referti del medico del 118, il decesso potrebbe essere avvenuto per arresto cardiaco.

IL RITROVAMENTO. A favorire il ritrovamento del corpo, trovato riverso in un ruscello d'acqua, è stato il suo cane, che alle 5.45 di questa mattina ha condotto carabinieri e vigili del fuoco nel punto esatto dove si trovava. Verso le 13.30 di ieri l'uomo, col suo cane, si era recato nel proprio podere a Gesso di Sassoleone, dove era solito dedicarsi alla ricerca del tartufo. Alle 20, non vedendolo rientrare, era partito l'allarme, ma le prime ricerche non avevano dato esito.

fonte:tg1.rai.it260x01287317925452Colline_imolesi_ar.jpg

Rottweiler aggredisce una passante e poliziotti, un agente lo uccide

fonte:la nazione-foto dal web

Firenze, 17 ottobre 2010 - Dopo aver morso la propria padrona ed aver azzannato una passante, un cane rottweiler di 60 chili ieri ha terrorizzato i passanti, in via Liguria a Firenze. L'animale si e' scagliato anche contro i poliziotti che, per evitare ulteriori conseguenze, gli hanno sparato, uccidendolo.

Gli agenti sono intervenuti dopo numerose segnalazioni. In base a quanto ricostruito dai poliziotti, la proprietaria aveva perso il controllo del cane che, fuggendo, l'aveva morsa alla mano. In strada, l'animale si era scagliato prima contro una ragazza in motorino, azzannandola alla caviglia, e poi contro un uomo intervenuto in suo soccorso. La proprietaria del cane e la ragazza sono state medicate e giudicate guaribili in 10 e 3 giorni.

rottweiler.jpg

Ragazzini in mimetica sparano ai gattini di Villa Corridi

LIVORNO. Armati di fucili ad aria hanno sparato ai gatti a villa Corridi, a poca distanza dalle scuole. Dopo che un paio di micini sono stati feriti alcune maestre li hanno visti e redarguiti e i quattro ragazzini sono scappati dopo aver risposto in malo modo.  Ecco quello che è successo ieri mattina intorno alle 12 nel parco di Villa Corridi, proprio nella zona dove ci sono le scuole primarie e d'infanzia. Pare che un gruppetto di quattro ragazzetti, vestiti in tuta mimetica e armati di altrettanti fucili, abbia iniziato a dare la caccia ai gatti della colonia felina presente nel parco della villa. «Sono state sentite grida sul tipo "l'ho preso" - ha spiegato una maestra - mentre i ragazzi si inoltravano nella macchia per inseguire i gatti». Alla fine sembra anche che un paio di gattini di pochi mesi siano stati raggiunti e in qualche modo feriti dai pallini sparati con i fucili. Pallini che, va sottolineato, venivano sparati a breve distanza dagli edifici e dai giardini del complesso scolastico, frequentato da centinaia di bambini.  Così alcune maestre si sono fatte avanti per far smettere questa barbara forma di gioco, e si sono trovate davanti quattro ragazzini imberbi, sui 14 anni, vestiti con delle tute mimetiche, con due di essi che indossavano quella che sembrava una maschera antigas, ma che probabilmente era una maschera di protezione per softair.  Ai rimproveri delle maestre, i quattro hanno risposto in malo modo, ma poi hanno preferito allontanarsi. In seguito l'episodio è stato segnalato sia alla polizia che ai vigili urbani affinchè prendessero provvedimenti.  Oltretutto sembra che i fatti di ieri, con le sparatorie nel parco, siano già avvenuti in precedenza, ma di pomeriggio, e questo sarebbe spiegabile con la giovane età degli sparatori, che normalmente la mattina dovrebbero essere a scuola, mentre ieri, a causa di alcune agitazioni del mondo scolastico, probabilmente avevano saltato le lezioni. jpg_2536710.jpg

fonte:il tirreno

17:52 Scritto da: ramboo84 in Cronaca | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala | Tag: cronaca animali, gatti, animali | OKNOtizie | |  del.icio.us | | Digg! Digg |  Facebook

I pompieri sfamano venti gatti

SASSARI. Venti gatti affamati e assetati perché la padrona è ricoverata da più di un mese in ospedale e nessuno può curarsi di loro. Continua l’odissea dei piccoli felini prigionieri in una casa in Corso Vico. Ieri sera i vigili del fuoco sono ritornati nel palazzo dove già lo scorso 23 settembre erano intervenuti per rifocillare i gatti da giorni senza pappa.  Con l’autogru la squadra dei pompieri si è introdotta nell’appartamento al secondo piano, fornita di croccantini e bocconcini, per rifocillare gli animali, che manifestavano tutta la loro disperazione con laceranti miagolii. Un salvataggio da una sicura morte per fame che i vigili del fuoco hanno compiuto con la solita generosità. Sulla strada traffico bloccato e tanti curiosi con il naso all’insù. images.jpg

foto da web

fonte:la nuova sardegna

Cane ucciso a fucilate nel greto del Mallero: c'è un'indagine

Provincia di Sondrio - C'è un'indagine sul giallo del cane trovato ucciso martedì pomeriggio nel greto del Mallero. Perché il giallo c'è, ma soltanto fino a un certo punto. Sul fatto che l'animale sia stato ucciso da una fucilata, per esempio, non ci sono molti dubbi. E anche il proprietario è stato individuato.
Resta soltanto da stabilire chi abbia premuto il grilletto e poi abbia gettato il cane nel Mallero. Tutto nasce dalla segnalazione di una persona che aveva notato la carcassa nelle acque del torrente, a poca distanza dalla confluenza con l'Adda. Erano passate da poco le 18 quando i mezzi dei vigili del fuoco raggiungevano la zona e si incaricavano del recupero. Prima sorpresa: il cane non era morto né di vecchiaia né annegato. Presentava invece una vasta ferita alla testa che faceva pensare a un colp o di arma da fuoco, ipotesi poi confermata dagli accertamenti svolti dal veterinario incaricato dalla polizia municipale.
Gli stessi agenti del comandante Mauro Bradanini hanno anche pensato di verificare se il cane fosse dotato del microchip sottocutaneo di riconoscimento. L'accertamento ha permesso di identificare la persona che risultava proprietaria dell'animale. Da ieri mattina sono così in corso ulteriori accertamenti per verificare che la vicenda non abbia implicazioni di natura penale.
Uno dei sospetti è che sia stato lo stesso proprietario a sparare per eliminare il cane diventato scomodo per qualche ragione. Ma non si può escludere che sia stato qualcun altro a ucciderlo e a farlo sparire, magari per mettere in atto una forma di minaccia nei confronti del padrone. In entrambi i casi si tratterebbe comunque di illeciti che porterebbero alla denuncia del responsabile.
Al momento però non ci sono ancora tutte le confe rme necessarie per la conclusione della vicenda e, almeno ufficialmente, le indagini sono ancora in corso.
Resta lo sconcerto e la preoccupazione degli inquirenti di fronte a una forma di violenza gratuita che riesce difficile giustificare. Teoricamente resterebbe aperta anche la pista dell'incidente, per cui il cane sarebbe stato ucciso per errore, magari da un cacciatore. Resta però molto sospetto il modo in cui avrebbe deciso di liberarsi della carcassa.

fonte:LA PROVINCIA DI SONDRIOmallero.JPG

16/10/2010

Maltrattamento di animali, sequestro di canili e tre persone denunciate

I Carabinieri della Compagnia di Montesarchio coadiuvati dai militari dei NAS di Salerno e da personale del servizio veterinario dell'ASL di Benevento, hanno provveduto a sequestrare due canili e a denunciare per maltrattamento di animali, tre persone.
Il Primo canile ad essere posto sotto sequestro, sito in località Valle di Vitulano, risultava privo delle necessarie autorizzazioni inoltre, gli animali erano tenuti in pessime condizioni igienico-sanitarie.
Gli alloggiamenti erano costituiti da baracche fatiscenti mentre i 20 cani ospitati risultavano privi di microcippatura. I militari oltre a denunciare tre persone G.C. di 26 anni, G.N. di 51 anni e S.M. di 75 anni, tutte del luogo, hanno sottoposto a sequestro la struttura mentre i cani sono stati affidati al Comune di Vitulano.
Nell'ambito della stessa operazione, a Campoli Monte Taburno, sono state ispezionate due aree per la custodia di animali gestita da un'associazione di volontariato legalmente rappresentata da C.D. 34Enne del luogo. Durante i controlli si sono evidenziate carenze in materia igienico-sanitaria ragion per cui le aree sono state sequestrate mentre il personale dell'ASL, ha proceduto alla microcippatura dei 15 cani ospitati nella struttura.

fonte:ntr24.tv/itthumbnail.jpg

Valdagno: Chi ha sparato a Rocco??

da:giornale di vicenza-foto di un segugio

Valdagno. È bastato un colpo alla gola per mettere fine alla vita di Rocco. L’altra mattima, alle 8.15 in contrada Vegri, a Valdagno, chi si prendeva cura del segugio di 3 anni ha sentito uno sparo. E solo quando si è avvicinato alla cuccia ha trovato il cane agonizzante, con un buco nel collo. La corsa dal veterinario è stata inutile: per lui, ormai c’era ben poco da fare. Il referto descriveva «una ferita da arma da fuoco sul collo, con rottura di un tratto di trachea, di esofago e della muscolatura del collo». Diagnosi impietosa che ha portato all’eutanasia dell’animale.

A farsi portavoce dell’episodio è Nicoletta Bauce, volontaria Enpa, Ente nazionale protezione animali, della delegazione di Arzignano. «Ho presentato denuncia alla stazione dei carabinieri di Valdagno -ha affermato Bauce-. È un vigliacco chi ha puntato l’arma, probabilmente una carabina per la caccia agli ungolati, alla gola di Rocco. Voglio vedere se ha il coraggio di vantarsene con gli amici: episodi, come questo, di violenza gratuita e che sono reati penali vanno denunciati e perseguiti».

Alle spalle del segugio c’era già una vita difficile, con un abbandono: era da tempo che l’Enpa, con l’aiuto di alcuni residenti, cercava di recuperare il cane vincendone la diffidenza. Era già stata catturata la femmina scaricata insieme a lui da un’automobile non identificata. «In questi ultimi mesi avevamo fatto passi da gigante -ha concluso la volontaria dell’Enpa-. Rocco si avvicinava per mangiare e dormiva in una cuccia messa a disposizione. Ora chi se ne prendeva cura è disperato». L’animale, però, aveva iniziato a fidarsi di lui: agonizzante si è lasciato accarezzare ed è morto tentando di scodinzolare.

L’Enpa lancia un appello per cercare i testimoni di questo reato. Chi avesse informazioni può rivolgersi al Rifugio del cane di Arzignano (333.7170707) oppure al 112 dei carabinieri.Immagined.jpg

15/10/2010

STOP MATTANZA DELFINI,IN PIAZZA ATTIVISTI ENPA'INSANGUINATI'

Fermare la mattanza dei delfini in Giappone, paese che autorizza ogni anno il massacro di 23.000 piccoli cetacei tra tursiopi, grampi, globicefali e altre specie.
Questa la richiesta degli attivisti dell'Ente nazionale protezione animali (Enpa) che 'insanguinati e feriti' hanno manifestato davanti all'Ambasciata del Giappone, a Roma, scrivendo anche al ministro degli Esteri, Franco Frattini, perché "testimoni al governo nipponico lo sdegno degli italiani".
I delfini vengono uccisi, spiega l'Associazione citando il premio Oscar 'The Cove', perché considerati competitori nella pesca. Da marzo a settembre i pescatori intercettano le loro rotte migratorie e percuotendo sbarre di ferro sulle imbarcazioni creano un muro di suoni che li costringe a rifugiarsi nelle baie. Le imboccature vengono poi chiuse e il giorno successivo inizia la mattanza. Gli esemplari più piccoli sono invece scelti dai mercanti per essere venduti a circa 150-170 mila dollari e dopo la cattura sono poi sottoposti all'addestramento basato sulla deprivazione alimentare.
"Siamo qui oggi, insanguinati e feriti - dichiara Ilaria Ferri, direttore scientifico e responsabile delle campagne internazionali dell'Enpa - per testimoniare il crimine atroce di cui si macchia il Giappone e per pretendere che si fermi".
(ANSA) strage-delfini.jpg

VOLONTARIO DELL’ENPA DI OTRANTO ADOTTA IL TROVATELLO DI SARAH SCAZZI

Una piccola nota positiva nell’immensa tragedia di cui è stata vittima Sarah Scazzi: un volontario dell’Enpa di Otranto (Lecce) ha adottato il “trovatello” - una meticcia di taglia media – con cui Sarah aveva stabilito un rapporto speciale. Quando la ragazza usciva di casa, infatti, il cane la seguiva passo passo, le si avvicinava e si accucciava ai suoi piedi per chiederle un po’ di coccole. Coccole che arrivavano in abbondanza. E probabilmente fu proprio il cane di Sarah a intuire per primo cosa sarebbe accaduto quel maledetto 26 settembre. "Il giorno della tragedia - spiega Umberto Lanzillotto, presidente dell’Enpa di Otranto – il quattrozampe è rimasto immobile davanti alla casa degli orrori. Se solo qualcuno avesse notato un comportamento tanto insolito ...” “Colpito dall’accaduto – prosegue Lanzillotto – mi sono ripromesso di trovare una sistemazione alla cagnetta, spinto dall’ulteriore convincimento che in questo modo avrei realizzato un desiderio della povera ragazza, rimasto purtroppo inespresso”. Lanzillotto si è attivato immediatamente: dopo una veloce riunione con i soci della Sezione di Otranto, ha pubblicato un appello sulla sua pagina Facebook chiedendo ad alcuni amici di Avetrana, volontari presso un’altra associazione, di trovare e recuperare il cane. “Con mia grande sorpresa – aggiunge Lanzillotto – sono stato immediatamente contattato da un amico di Cursi, una città poco distante da Otranto, che ha subito offerto la sua disponibilità a prendersi cura dell’animale, il quale è stato frattanto rintracciato e recuperato dagli amici di Avetrana. Contiamo di prendere in carico la cagnetta nella giornata di oggi (mercoledì 13 ottobre ndr) e di consegnarla entro giovedì 14. Sono convinto che la nuova famiglia saprà offrirle quell’amore che Sarah non le ha mai negato.

fonte:animali e animaliImg1-48374.jpg

14:09 Scritto da: ramboo84 in Animali | Link permanente | Commenti (8) | Trackback (0) | Segnala | Tag: sarah scazzi, enpa, animali, cronaca, news, cane, randagi | OKNOtizie | |  del.icio.us | | Digg! Digg |  Facebook

Minacce, fionde, bastonate e veleno: una persecuzione lunga tre anni

Giovacchino Sereni che ha ucciso a coltellate una donna di 65 anni e ferito gravemente sua figlia di 40 dopo contrasti che andavano avanti da anni. La famiglia delle vittime: anni di denunce, nessuno ci ha aiutato. Intanto è ancora in fin di vita la quarantenne ferita da Sereni. Ritrovato il coltello. L'omicida confessa: ho fatto una bischerata.

"Vi si ammazza tutte, vi si squarta tutte e due", strepitava Giovacchino Sereni il 15 settembre scorso, vomitando una valanga di insulti. E sua moglie incalzava: "Manca poco e vedranno". Lo dichiarò quel giorno stesso, nell'ennesima vana denuncia, Annamaria Lotti. Quel giorno Sereni, armato di bastone, aveva colpito uno dei suoi cani e tentato di pestare anche lei. "Faccio presente - scriveva la signora Lotti - che il Sereni non ha mai interrotto le condotte aggressive nei confronti miei e della mia famiglia, in un'escalation che mi fa fortemente temere per la nostra incolumità, essendone imprevedibili gli esiti".

Nel 2006, quando Annamaria Lotti e i suoi figli Eva e Adamo Bigalli decisero di costruirsi una casa in via dei Colli a Signa, non immaginavano che il loro vicino avrebbe trasformato la loro vita in un inferno. In verità nel 2002 Sereni, che all'epoca abitava a Firenze in via della Casella, aveva aggredito a calci e pugni un vicino perché, a suo dire, disturbato dal cane. Il vicino aveva poi ritirato la denuncia perché Sereni aveva cambiato casa. A Signa, peraltro, si era fatto presto notare per le sue ossessioni e la sua insofferenza: un vicino era stato costretto a coibentare a sue spese una parete confinante con la sua camera perché "il rumore dell'interruttore della luce lo disturbava oltremodo". Quando Annamaria e i figli decisero di edificare lì la loro casa, ogni settimana Sereni e la moglie andavano in Comune a controllare il progetto. Il pensionato, a quanto pare, era convinto che i nuovi vicini costruissero lì per fargli un dispetto. "Se ti rivedo qui ti spacco la faccia", urlò a Eva nella primavera del 2007. Fu la prima di una lunga serie di aggressioni verbali. Eva e la madre erano costrette a tenere i cani chiusi in casa, perché lui minacciava di avvelenarli. Non potevano invitare nessuno. Lui stava appostato dietro una veneziana, pronto a insultarle.

Nell'estate del 2007 cominciò quella che le due donne definivano, nelle loro denunce, "una pericolosa escalation". In luglio Sereni minacciò di sparare a Eva con il suo fucile. La figlia lo fermò e - scrisse Eva in denuncia - le disse "di non poter garantire che il padre passasse prima o poi dalle parole ai fatti". Il 5 ottobre 2007 aggredì Adamo Bigalli e puntò un coltello alla gola a sua moglie, poi corse ad armarsi del fucile da caccia. I carabinieri lo disarmarono, sequestrarono l'arma e gli ritirarono il porto d'armi. Sereni patteggiò una condanna per minaccia e porto abusivo di coltello. Ma non si calmò. Al contrario. Continuarono gli appostamenti, gli insulti, le minacce.

Nel giugno 2009, infuriato perché madre e figlia avevano adottato una canina trovatella, cominciò a scagliare sassi. Con una fionda lanciava pietre contro i cani, la casa, il giardino. In settembre, utilizzando una sorta di lancia che si era fabbricato da solo applicando un coltello sulla cima di un bastone, cercò di arpionare i cani e le due vicine attraverso la rete di confine. Negli stessi giorni le due donne trovarono strani bocconi in giardino e si precipitarono dal veterinario che sottopose a lavanda gastrica uno dei cani che li aveva ingeriti. Lo stesso giorno la loro auto sbandò e finì fuori strada. Una delle gomme era stata forata. Il 2 ottobre 2009 Eva Bigalli fu colpita alla mandibola da una pietra appuntita mentre stava mettendo il guinzaglio al cane. Perse conoscenza, fu portata al pronto soccorso di Torregalli e tenuta in osservazione per otto ore.

A seguito delle denunce sempre più allarmate presentate dall'avvocato Lisa Parrini, il 30 novembre 2009 Sereni fu sottoposto alla misura cautelare del divieto di avvicinamento e di comunicazione con le due vicine. Misura più e più volte violata, come risulta dalle denunce. "Brutta, stronza, schifosa", urlò il 31 maggio 2010 alla signora Annamaria, irritato come sempre dai cani (peraltro chiusi in casa): "Ci state facendo impazzire, troveremo il modo di farla finita". La signora corse subito dai carabinieri e mentre era in caserma, sopraffatta dalla tensione e dallo spavento, si sentì male e svenne.

da:firenze.repubblica.it091227940-7be722e2-6595-4ec2-ba97-5c19db3d8a52.jpg

Tutti gli articoli