26/09/2010

Due cacciatori sparano a capriolo: la polizia provinciale li denuncia

Provincia di Bergamo - Hanno sparato a una femmina di capriolo, uccidendola, ma sono stati scoperti dalla polizia provinciale. Così due cacciatori ventenni della Val di Scalve sono finiti nei guai, denunciati a piede libero con l'accusa di abbattimento di specie non cacciabile ed esercizio della caccia agli ungulati con munizione spezzata.
Il fatto è successo giovedì scorso. Una pattuglia del nucleo ittico-venatorio della polizia provinciale stava effettuando una vigilanza specifica nel comprensorio della Val di Scalve. Durante la perlustrazione gli agenti hanno individuato due persone che stavano effettuando una battuta di caccia con l'ausilio di un cane segugio.
Gli agenti, in particolare, avrebbero sentito il guaito del cane che inseguiva la preda e, dopo pochi minuti, un colpo di fucile proveniente dalla stessa zona. Utilizzando i cannocchiali e i monocoli ad alta definizione in dotazione al Corpo, gli agenti del nucleo ittico-venatorio hanno iniziato un monitoraggio allo scopo di seguire i movimenti dei due cacciatori sospetti, fino a notare un fuoristrada che usciva dal bosco in località Paghera, immettendosi sulla strada provinciale che porta ad Azzone.
Seguendo il mezzo, gli agenti sono arrivati a individuare un'abitazione sospetta e si sono appostati in attesa del momento giusto per intervenire. Dal garage sono usciti i due giovani sospetti, che per alcuni minuti si sono mossi fra la casa e la strada adiacente, come per assicurarsi di essere al riparo da occhi indiscreti. Uno dei due è rientrato in garage, uscendovi poco dopo con un grosso zaino in spalla. In questo frangente sono sbucati gli agenti, che hanno bloccato i due e li hanno perquisiti.
I giovani, senza opporre resistenza e collaborando, hanno subito ammesso le loro responsabilità e condotto gli agenti dentro l'abitazione dove, in un locale, si trovava appesa e già parzialmente scuoiata la carcassa di un esemplare femmina di capriolo, sulla quale risultavano evidenti i fori dei pallini da caccia.
I due cacciatori sono stati denunciati per aver ucciso un esemplare appartenente a specie non cacciabile (il capriolo lo è solo previa autorizzazione nell'ambito della caccia di selezione) e per di più utilizzando pallini (i cacciatori autorizzati possono abbattere l'animale solo con carabine a palla unica).
«Esprimo compiacimento - ha dichiarato l'assessore alla Polizia provinciale, Fausto Carrara - per questo ulteriore intervento antibracconaggio: l'attività di prevenzione e controllo è continua su tutto il territorio e l'impegno per la tutela del nostro patrimonio faunistico è massimo».

fonte:L'ECO DI BERGAMOImmagine1.jpg

Cade il traliccio e folgora un cane da caccia

GUBBIO (PG) - Un cane da caccia ha perso la vita in un incidente avvenuto nella zona di Loreto Mocaiana che solo per caso non ha assunto i contorni di una ben più grave tragedia. Nel giorno di apertura della stagione venatoria è accaduto quello che nessuno poteva immaginare. La nottata che ha preceduto il via ufficiale della caccia è stata caratterizzata da un clima inclemente: sulla nostra città e sul territorio circostante si sono abbattuti lampi e fulmini che hanno accompagnato una pioggia incessante per diverse ore. E così è stato fino all’alba quando la violenza dell’acqua ha creato numerosi disagi ai tanti cacciatori che attendevano con ansia questo primo giorno. Nella zona di Loreto Mocaiana ecco accadere l’imprevedibile. Alcuni cacciatori si sono messi in marcia nelle campagne per iniziare la classica battuta preceduti di qualche decina di metri dai cani quando all’improvviso hanno visto letteralmente volare in alto una delle povere bestiole. Un autentico balzo verso il cielo prima di cadere a terra privo di vita. Avvicinandosi, i cacciatori hanno preso atto della terribile fine del cane praticamente bruciato vivo, una tremenda scossa che l’ha polverizzato. Il povero animale aveva infatti toccato un traliccio dell’alta tensione, uno di quelli, tanto per intenderci, che vediamo diversi metri sopra le nostre teste e che portano l’energia elettrica, sostenuti da grossi pali. Con ogni probabilità il traliccio è stato scaraventato a terra dai violenti fenomeni atmosferici della giornata, andando a cadere in una zona coperta dall’erba e scomparendo dalla vista di chiunque si fosse trovato a passare di lì.  Gli stessi cacciatori hanno successivamente avvisato Enel e Forestale che in maniera tempestiva hanno provvImmaginex.jpgeduto a rimettere in sicurezza l’area dove era caduto il traliccio dell’alta tensione.

fonte:CORRIERE DELL'UMBRIA

25/09/2010

Contro la vivisezione, animalisti in piazza

Roma, 25-09-2010

Animalisti in piazza per protestare contro la direttiva sulla vivisezione approvata dal Parlamento europeo l'8 settembre scorso, che di fatto conferma la possibilità di utilizzare animali per la ricerca scientifica, ampliando anzi - secondo le accuse degli animalisti - la norma con la possibilità di usare a tale scopo anche i randagi. Lo slogan della manifestazione

"Per chiudere Green Hill e tutti gli allevamenti di animali destinati ai laboratori"si riferisce al nome della Green Hill, azienda italiana del bresciano che alleva beagle destinati ai laboratori per la ricerca scientifica. L'iniziativa è stata lanciata dal coordinamento autonomo, formato da attivisti e non da associazioni,"Fermare Green Hill".

Martini condivide
L'obiettivo deve essere quello di arrivare all'esclusione della vivisezione: il sottosegretario alla Salute Francesca Martini, commentando la manifestazione contro la Direttiva europea per l'utilizzo di animali per la ricerca scientifica, ha spiegato "a titolo personale" di essere contro la vivisezione. "Se fossi stata a Bruxelles senza dubbio avrei votato contro la Direttiva approvata. Ribadisco il mio impegno - ha aggiunto - per la promozione di tutti i metodi alternativi alla sperimentazione con gli animali, sottolineo che l'obiettivo deve essere quello di arrivare ad escluderla".

Corteo a Roma
Il corteo e' partito alle 15 da piazza della Repubblica e alla manifestazione aderisce anche la Lav che si batte da tempo affinchè l`Italia, da subito, approvi una legge nazionale che non potrà essere scalfita dalla direttiva europea e che, in ogni caso, fra due anni quando ci sarà da lavorare sul recepimento nazionale della direttiva, lo si faccia in maniera più restrittiva, per dare qualche speranza ai 12 milioni di animali che ogni anno muoiono nei laboratori europei. Ad esempio, introducendo a livello nazionale il divieto di ricorso a cani e gatti randagi che era già permesso dalla precedente Direttiva europea del 1986, ma vietato in Italia dalla Legge 281/91 e dal Decreto legislativo 116/92.

Corteo a Napoli
Manifestazione anche a Napoli, contro la nuova direttiva europea sulla vivisezione: ad aprire un grosso pupazzo a forma di animale al quale e' appeso il cartello 'Che fortuna, sono di peluche'. Gli animalisti di Adda, Associazione per i diritti degli animali, hanno protestato per dire no alla direttiva europea per la vivisezione, approvata lo scorso 8 settembre, scandito slogan e manifestato il loro no in un corteo che da piazza Garibaldi e' arrivato fino a piazza del Plebiscito.

Numerosi i cori anche contro Iva Zanicchi, europarlamentare che ha votato a favore della direttiva e, dicono gli animalisti, "ha ammesso dopo di aver votato senza capire di cosa si trattasse". Al corteo hanno preso parte anche l'europarlamentare Enzo Rivellini, uno dei tre membri che ha contro la direttiva, e il commissario dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli.

fonte:rainews24.rai.it15.jpg

Zanna d'elefante in valigia: Turista fermata in aeroporto

Rimini, 25 settembre 2010 - La zanna di un elefante nascosta nella valigia. Una donna russa di 40 anni, proveniente da Mosca, ha viaggiato in aereo fino a Rimini portando con s'è l'insolito souvenir. L'hanno scoperto gli agenti della polizia di Frontiera, all'aeroporto 'Fellini', quando la borsa è stata passata sotto i raggi X.

Difficile capire come abbia fatto a farla franca al momento d'imbarcarsi da Mosca. La donna ha spiegato agli agenti di possedere quella zanna in avorio, lunga circa un metro, da diversi anni e di averla portata in aereo per regalarla a un amico italiano.

Peccato che la Convenzione di Washington vieti il traffico anche solo di parti di animali in via d'estinzione. La zanna è stata così sequestrata e la turista russa denunciata a piede libero.Immaginec.jpg

foto bove

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Cosa significa essere volontari in Croazia..leggete

Inoltriamo sconcertati questa vergogna,che arriva da alcuni ragazzi volontari in Croazia:

Come viene asserito nel pluripremiato documentario Earthlings (Terrestri), ogni sistema si oppone ai cambiamenti in tre stadi, detti stadi della verita`: il ridicolo, l’opposizione violenta e l’accetazione.

Nella nostra quotidiana lotta per gli animali in Croazia, sentiamo sempre piu` pesanti i primi due stadi della verita` mentre il terzo sembra sempre piu` lontano ed irraggiungibile. Purtroppo gli ultimi avvenimenti non fanno che rinfrancare questo.

Il 27 agosto 2010 una coppia di turisti italiani in vacanza a Parenzo (Croazia) ci ha contattato chiedendoci aiuto per un cagnolino abbandonato su una strada molto trafficata di Parenzo. Questo cagnolino, di circa 10 chili, vaga per le strade della citta`, smarrito e spaventato gia` da molti mesi. Fino ad ora, nonostante diversi tentativi di avvicinarlo tutto era stato vano. Gli stessi accalappiacani della clinica veterinaria di Parenzo, pagati dal comune per catturare, detenere per due mesi e sopprimere i cani, non erano riusciti a prenderlo. Quello che lo manteneva in vita era la sua diffidenza verso il genere umano ma purtroppo non potra` sopravvivere a lungo cosi, a causa del traffico e dei continui avvelenamenti che avvengono nella zona.

Vista la richiesta di aiuto e la proposta di adozione della coppia di turisti, fortemente motivata nell’aiutare il cagnolino, abbiamo deciso di intervenire un’altra volta prima che fosse troppo tardi. Il piano era semplice, in piu` persone avremmo tentato di catturarlo per poi portarlo da un veterinario per fargli una visita completa e avviare tutte le pratiche per l’adozione. Il tutto con l’aiuto dell’associazione OAZA di Umago. Purtroppo pero`, arrivati sul posto siamo stati fermati dalla polizia. Qui e` necessario chiarire che ci trovavamo su suolo pubblico, dove si trovava anche il cagnolino, sotto gli indifferenti occhi di tutti gia` da mesi. Alla richiesta della polizia di motivare la nostra presenza sul posto lo abbiamo fatto, spiegandogli la situazione del cagnolino e la buona volonta` delle persone intenzionate ad adottarlo. A questo punto la polizia ci ha reso noto che era gia` a conoscenza delle nostre intenzioni tramite una segnalazione a loro giunta, iniziando cosi una serie di velate minacce di sanzioni, violazioni di leggi inesistenti e tentativi di umiliazione verso di noi e verso gli adottanti. I due turisti sono stati minacciati dalla polizia di denuncia e multa se avessero preso il cagnolino, affermando che solo gli accalappiacani possono prelevare cani abbandonati. Ovviamente non c’e` nessuna legge che sanzioni l’adozione di un cane o il recupero di questo dalla strada, anzi e` un ovvio dovere di ogni persona. Ricordiamo a tutti che purtroppo questo non e` l’unico cane abbandonato e vagante per Parenzo e tanto meno per le strade dell’Istria.

La polizia ha inoltre detto esplicitamente ai turisti di considerarli ridicoli, viste le loro insensate preoccupazioni per un cane, soprattutto durante una vacanza. Dopo averci vietato di prendere il cane e portarlo da un veterinario e dopo aver spaventato la coppia italiana i poliziotti hanno chiamato gli accalappiacani. Compiuto il loro dovere di terrorismo psicologico verso chi voleva salvare un cagnolino e` iniziato il tentativo di derisione e di umiliazione verso chi ogni giorno cerca di aiutare i molti animali abbandonati e maltrattati in Croazia. Ad ognuno di noi e` stato chiesto se mangiasse la carne, se fosse vegetariano/vegano e da quanto tempo. Dopo che un’attivista dell’associazione Oaza ha affermato di essere vegana, come tutto il nostro gruppo, tra i due agenti sono partiti diversi commenti ironici e risate alle nostre spalle. Visto il loro arrogante atteggiamento non possiamo che considerare questa come una prassi repressiva, non verso un’azione in particolare ma contro il nostro stesso sentire e verso l’empatia con gli animali che guida le nostre azioni quotidiane.

Dopo circa mezz’ora e` arrivato il furgone degli accalappiacani che si e` lanciato insieme alla polizia all’inseguimento del cane, costringendolo a scappare in mezzo alle auto di una strada molto trafficata metre i due poliziotti continuavano a ridere e a divertirsi guardano il cane in preda al panico. Fortunatamente la loro azione e` stata un insuccesso.

A questo punto, ci viene da chiederci se l’obbiettivo della polizia non sia quello di mantenere il monopolio della gestione della problematica del randagismo nelle mani delle cliniche veterinarie private che ogni giorno sopprimono migliaia di cani, mantendendo di fatto lo status quo delle cose.

Tutte le volte che privati e associazioni si erano appellati alla polizia per situazioni di abbandono e maltrattamento verso gli animali gli era stato risposto che non era compito loro occuparsi di cani e gatti. Sembra invece che quando c’e` da impedire un’adozione e chiamare chi solitamente detiene e fa sopprimere i cani si riscoprano molto efficienti e zelanti nel farlo.

Non ci possiamo illudere che questi siano casi isolati, mossi da un’antipatia di alcuni agenti verso i cani o verso i vegetariani/vegani in quanto si trovavano li in rappresentanza ed in difesa dello stesso sistema che incarcera e fa sopprimere i cani all’interno dei canili sanitari. Come gruppo e come vegani non crediamo che siano stati violati dei nostri diritti perche´in questa societa` la parola diritti non ha nessun valore se non quello di descrivere dei recinti esclusivi, controllati da una logica arbitraria, vi siano rinchiusi in essi animali umani o non umani.

P.S. Alla fina i turisti, scioccati, amareggiati e scandalizzati dalla situazione se ne sono andati dicendo che non sarebbero mai piu` tornati in Croazia.

Noi, con l’aiuto dell’associazione Oaza cercheremo ancora di prendere il cane prima che venga catturato dagli accalappiacani.
Gruppo Un mondo sbagliato
http://unmondosbagliato.wordpress.com


Qui di seguito potete leggere una lettera scritta dalla coppia di turisti.


Seduto in riva al mare io e mia moglie passiamo l’ultimo giorno di vacanza senza parlare dei luoghi visitati. A sentirci parlare sembrerebbe che la Croazia non l’avessimo vista che dalla spiaggia su cui siamo sdraiati ora. Sappiamo entrambi che una volta tornati a Milano, ci saranno le foto a ricordarci dei 1000 Km percorsi in 17 giorni sulla costa e nell’entroterra dell’Istria: Pula, Rovini, le isole Brioni e tutti gli altri paesi che come Vrasr abbiamo faticato a pronunciare per l’assenza di vocali ma che comunque si sono tutti distinti perché punti di partenza verso l’appartamento in affitto a Porec.

Qui le strade sono ben asfaltate e le rotonde ben curate con grossi cespugli tosati circondati da spiccanti fiorellini rossi. E’ proprio su una di queste, l’ultima sullo stradone prima dei semafori per il centro di Parenzo, il rifugio di un piccolo meticcio abbandonato. Una magrissima cagnolina bianca e nera che abbiamo visto la prima volta attraversare la strada come se ci fosse abituata. Quel giorno aveva piovuto senza sosta ma non per questo la strada era priva di macchine. Ci rendemmo subito conto della situazione e dopo averla vista di sfuggita ritornammo indietro nella speranza di raccoglierla. La ritrovammo sul bordo della strada, appunto pochi metri da dove l’avevamo vista attraversare. Scendendo dall’auto provai a richiamare la sua attenzione, anche se questa era già stata colta da chi mi osservava con occhi impauriti e tristi dall’altra parte della strada. Pensai subito e ingenuamente di dover solo fare pochi passi attento a non essere investito per prendere il cane, e infatti, fu solo un attimo. Quello successivo la creatura che aveva già catturato il nostro interesse si rimise in marcia come se niente fosse. Anzi, come se per un attimo aveva pensato che dalla macchina fosse potuto uscire il suo padrone. Questo pensiero mi diede la forza di correrle dietro. Lasciai mia moglie ad aspettarmi in macchina già vedendomi di ritorno con il nostro nuovo amico a quattro zampe. Un compagno che già da quella sera avrebbe avuto una famiglia se la paura non lo avesse fatto scappare.

Di ritorno a casa non avremmo mai immaginato di ritrovarlo nei giorni seguenti sempre nel raggio di pochi km. Non avremmo mai immaginato di provare a rincorrerlo senza successo fino a darci per vinti. Non avremmo mai immaginato di essere così fortunati di riuscire a contattare a 2 giorni dal nostro rientro in Italia, sia un’associazione di volontari pronti ad aiutarci e, cosa ancor più incredibile, di scoprire una signora che ogni giorno dava del cibo alla cagnetta.

Sembrava che tutto stesse volgendo al lieto fine. Vedere che qualcuno si era già offerto di aiutare quel piccolo cane ci rendeva felici e nello stesso tempo ci stringeva il cuore vedere come la paura lo faceva avvicinare al cibo solo dopo che chi glielo aveva offerto ritornava sui propri passi. Però tutto sembrava incastrarsi per riuscire a salvarla. I 2 volontari, ci dissero al telefono che si poteva tentare di prenderla con della salsiccia e del sonnifero, e per questo ci dissero di riferirlo alla signora. Quest’ultima, che non parlava bene la nostra lingua ci aveva dato comunque l’impressione di apprezzare il nostro tentativo di adozione. Di comune accordo ci diamo appuntamento al giorno dopo, sempre alle 19:00.

Di nuovo tutto era sembrato incastrarsi, perché i 2 volontari arrivarono l’indomani dopo 50 km di viaggio a Porec. Un ragazzo ed una ragazza giovanissimi. Lui italiano e lei Croata. Con loro una gabbia di plastica che ci avrebbero prestato nel caso di cattura. Aspettammo l’arrivo della signora, anche se da qualche minuto avevo già visto come mancasse la ciotola che era sempre stata presente sul prato al bordo della strada.

Alle 19:15 arrivò invece la polizia.

Scesero dalla macchina in 2. Anche in questo caso un uomo e una donna. Lei parlava italiano e lui no. Cominciarono a chiederci cosa ci facessimo li e quando risposi che volevamo salvare un cane da morte certa, ci vennero dette tre cose: la prima è che i cani non si possono portare via dalla strada, la seconda è che forse avrei fatto meglio a fare il turista senza preoccuparmi di nient’altro che andare in spiaggia, e la terza se mangiasi carne. Dopo aver risposto che poche ore prima mi ero mangiato un hamburger, mi venne chiesta un’altra cosa: il documento. Ma solo il mio perché quello di mia moglie per strani motivi non serviva alle forze dell’ordine. Mi venne chiesto il nome di mio padre e dove abitassi, anche se era tutto segnato sulla carta d’identità. Infine venni accusato di aver voluto avvelenare il cane e che la polizia era stata avvertita proprio dalla signora che aspettavamo.

La desolazione per non riuscire ormai più a portare in salvo il cane fu l’unica cosa che importava a quel punto e quando arrivò il veterinario che era stato chiamato, pensammo a come tutto non poteva andare peggio.

Ce ne torniamo quindi a Milano con la felicità di aver visitato bellissimi luoghi ma nello stesso tempo di aver conosciuto persone che vivono l’abbandono di un cane, nella totale indifferenza. Ci chiediamo come sia possibile dimostrare amore verso un animale e di essere ricambiati come dei criminali. La nostra speranza è che quel cane possa un giorno trovare una famiglia e non la gabbia di un canile che lo ospiti per due mesi prima di essere abbattuto.

Pietro e Alessia
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24/09/2010

Tagliano le orecchie ai cani: assolti

Sono stati assolti i tre riminesi che, nel novembre del 2009, insieme ad altre persone erano stati accussati di tagliare le orecchie ai propri cani. I veterinari, che erano in perlustrazione alla fiera di Rimini dove era in corso una manifestazione nazionale canina, notarono diversi  animali con orecchie mozzate. Da lì un'inchiesta da parte della Procura di Rimini.
Tagliare le orecchie solo per esigenze estetiche non è legale. I tre romagnoli, interrogati nella scorsa estate, erano riusciti a giustificare il gesto. Con l'auslio dei propri veterinari, avevano affermato che ai loro cani erano state tagliate le orecchie, per esigenze di equilibrio e postura, non per renderli più belli. Sono quindi stati assolti dall'accusa. Potrebbe essere comunque l'ultimo processo in materia. Recentemente, infatti, il Senato ha approvato un emendamento  che cancella le sanzioni  per chi taglia le orecchie o le corde vocali ai cani.

fonte:altarimini73.jpg

Fermato furgone con 57 cuccioli di cani sull'A1

Immagine1.jpgUn cittadino ungherese è stato fermata alla guida di un furgone Ducato carico di cuccioli di cani di razze diverse di uno e due mesi di vita. I 57 piccoli, senza microchip e privi di qualsiasi vaccinazione, erano stipati dentro alcune gabbie all'interno di un furgone partito ieri sera alle 23 dall'Ungheria e diretto a Roma. Labrador, bassotti, boxer, carlini, erano in condizioni critiche. Molti colpiti da diarrea e almeno un paio in fin di vita dopo un viaggio di quattordici ore nel chiuso del furgone.

Il carico illegale è stato fermato dalla polizia stradale di Pian del Voglio. Insieme all'autista ungherese c'era anche un cinquantaduenne di Nettuno. E proprio in provincia di Roma era diretto il furgone. Gli agenti della stradale li hanno fermati sull'A1, all'altezza di Pian del Voglio, nel corso di un normale controllo. I documenti mostrati ai poliziotti sono risultati falsi. Nelle carte i cuccioli risultavano tutti avere almeno quattro mesi di vita, limite previsto dalla legge per il trasporto e la vendita degli animali, mentre in realta' avevano quasi tutti da uno a due mesi. I due corrieri' sono stati denunciati per maltrattamenti e traffico internazionale illecito di animali. I cuccioli sono stati temporaneamente affidati al canile di Tavarnelle, in provincia di Firenze.

19:29 Scritto da: ramboo84 in Animali | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala | Tag: animali, cani, traffico cuccioli est | OKNOtizie | |  del.icio.us | | Digg! Digg |  Facebook

PORTO ERCOLE: Dodici micini uccisi con il veleno

PORTO ERCOLE. Nei giorni scorsi la Lav aveva denunciato la morte per avvelenamento di tre gatti di una colonia felina a Giuncarico. Poi i corpicini di due mici sono stati trovati senza vita a Caldana. Ora anche Porto Ercole sembra essere protagonista di quello che potrebbe, il condizionale è d'obbligo, essere un fenomeno di emulazione.

Però a differenza dei casi dei giorni scorsi, in questo un proprietario c'è e si chiama Lucilla Bartoli. Qualche giorno fa, la donna che alleva anche alcune razze di felini, ha trovato i suoi mici in pessime condizioni. Così pessime, che poco dopo sono morti. L'allarme per l'avvelenamento dei gatti sta suonando quindi in tutta la provincia, da nord a sud. L'ultimo episodio, a Porto Ercole.


Vittime, i mici allevati con cura da Lucilla Bartoli. Da sempre la donna ha la passione di allevare gatti, alcuni anche di razza. Li accudisce nella sua abitazione che si trova vicina al campo sportivo di Porto Ercole, più precisamente in località il Ceciaro. Si prende cura di loro, ci gioca, li coccola. Li adora, quei gatti. Che però, qualche giorno fa, hanno cominciato a morire. Una storia cominciata poco meno di una settimana fa, quando al mattino la signora Bartoli ha scoperto che alcuni dei suoi felini accusavano dei sintomi strani e si comportavano in maniera diversa dal solito.


Li ha trovati con la bava alla bocca e con continui conati di vomito. All'inizio ha pensato al fatto che potevano aver ingoiato qualcosa che aveva fatto sentire loro male. Successivamente però, i mici hanno cominciato a morire. Uno per uno. Tutti nello stesso identico modo. Vista la coincidenza dei decessi nel nord della provincia, Lucilla è andata subito dal veterinario, che ha subito pensato all'ipotesi più difficile da accettare.


E cioé, che quei gatti siano stati avvelenati da qualcuno. Lucilla Bartoli, dopo la conferma da parte del veterinario, ha deciso di andare dai carabinieri di Porto Ercole e sporgere denuncia. Toccherà loro, nelle prossime ore fare tutte le verifiche del caso, anche perché trattandosi di proprietà privata, regolarmente recintata, l'avvelenamento preoccupa molto l'appassionata di felini. Chi ha ucciso i suopi gatti, è entrato comunque nel giardino di casa sua.

E proprio per questo, la signora si sta informando per installare un sistema di videosorveglianza ed evitare così che i suoi mici possano essere avvelenati di nuovo. Ad oggi infatti, sono stati uccisi dodici gatti. Mici che erano in perfetta salute. Mici che erano ancora molto giovani. Mici che sono morti tutti nella stessa identica maniera.

Presentando gli stessi identici sintomi. In totale la signora Bartoli possiede circa trenta gatti, tutti giovani, che vivono praticamente come gatti domestici. L'ultimo micino è stato trovato morto ieri mattina e aveva appena pochi mesi di vita. Un altro decesso, che va ad aggiungersi a quelli dei giorni scorsi. In totale i mici che sono morti alla signora, ora sono 12. Troppi perché questa situazione non abbia creato un allarme in tutti i possessori di gatti di Porto Ercole.Immagine3.jpg
fonte:il tirreno

Cile:17enne protestava contro un rodeo:presa al lazo e trascinata‎

vv.jpgSANTIAGO DEL CILE (24 settembre) - Scandalo e polemiche in Cile dove una attivista animalista di 17 anni, che ha fatto irruzione nello stadio Nacional di Santiago per protestare contro un rodeo in corso, è stata «allacciata» con il lazo dai concorrenti a cavallo, che l'hanno trascinata fuori dal campo come se fosse un vitello.

Il singolare episodio è avvenuto lo scorso 19 settembre, in occasione delle feste del Bicentenario dell'indipendenza. I compagni della ragazza hanno messo ora su YouTube le immagini dell'accaduto e le loro proteste sono state riprese dai media. «Ho riportato una storta al piede sinistro e una contusione al braccio», ha specificato Costanza, la malcapitata animalista, la quale ha anche raccontato che «quando mi hanno trascinato fuori del campo, i concorrenti hanno picchiato non solo me, ma anche una mia amica».

«Presenteremo una denuncia per lesioni», ha reso noto Patricia Cocas, presidente di ProAnimal Chile. Per contro, Alfonso Rivas, direttore della Federazione del rodeo cileno che ha organizzato l'evento, pur dicendosi dispiaciuto per l'accaduto, ha giustificato i concorrenti, rinfocolando le polemiche: «In qualche modo capisco la loro reazione - ha detto - perchè erano impegnati in una gara per domare i vitelli».

fonte:il mattino

 

Colli di volpe e giacchini di visone saranno di nuovo nel guardaroba delle ladies:vergogna!!

Un accessorio che non ha mai perso il suo appeal: ritorna la pelliccia per il prossimo autunno-inverno. A nulla sono valse le proteste degli animalisti durante gli ultimi anni, volpe, visone, zibellino, cincillà sono tra i must have della prossima stagione. All'inizio fu la direttrice di 'Vogue' America Anna Wintour, conosciuta al cinema come la durissima Miranda, interpretata brillantemente da Meryl Streep nel film 'Il diavolo veste Prada'.

Nostalgico degli anni '70 è Karl Lagerfeld per Fendi, spirito retrò per il marchio Loewe: cappotti di visone, gilet di zibellino nel ricordo delle dive americane, come Ava Gardner. Pellicce per Jean Paul Gautier e Zac Posen con cui ricopre persino i sandali. Anche Simonetta Ravizza, storica designer pavese, aveva già annunciato il grande revival della pelliccia, soprattutto tra le nuove generazioni. Prezzi accessibili, per ogni tasca. Un giacchino di visone o un gilet in mongolia costano quanto un bel cappotto.

E se le autrici di innumerevoli blog consigliano di vestire 'animalier', anche i grandi stilisti e le storiche griffe del panorama internazionale sembrano essere sulla stessa linea. Da Balmain che propone uno stile rock alla Mick Jagger, con pellicce coloratissime da groupie rock, a Carlo Tivioli, che predilige i tagli moderni, le maniche a tre quarti, i colli importanti e linee slim. Gioca con le cromie, dal sabbia al grigio antracite, il giovane Gabriele Colangelo mentre Julien Fournie crea boleri esagerati nei tagli, nei volumi. Fa il tifo per le pellicce, ma sa conquistare anche gli animalisti la maison Chanel e il suo direttore creativo Karl Lagerfeld. Inserti di pelliccia su scarpe, borse e accessori, tutti rigorosamente sintetiche.

Immancabili le polemiche su questo ritorno in auge, non a tutti gradito dopo le numerose battaglie di singoli personaggi e le campagne ambientaliste-animaliste. ''Io non mi vesto di cadaveri'', esclama il ministro del Turismo, Michela Vittoria Brambilla, scesa più volte in campo in difesa degli animali e ''orgogliosa di essere un ministro animalista'' come aveva già detto tempo fa.

Un'altra che non si è risparmita nella lotta a difesa degli animali è Marina Ripa di Meana che a proposito del ritorno alla moda della pelliccia dice: ''Gli ignoranti che non amano le bestie ci sono sempre stati, così come qualche sprovveduto che vive fuori dal mondo. Poi ci sono gli indifferenti -. non si preoccupano che muoiano i bambini, figuriamoci se muoiono le bestie''.

"Per fortuna - conclude - le donne hanno preso coscienzapelliccia71.jpg

fonte:adnkronos

02:56 Scritto da: ramboo84 in Cronaca | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (1) | Segnala | Tag: pellicce, pellicce morte | OKNOtizie | |  del.icio.us | | Digg! Digg |  Facebook

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