19/09/2010
Scambia l'amico per un fagiano e gli spara, ferito
BRESCIA - Un uomo di 64 anni e' stato ferito stamani durante la prima battuta di caccia della stagione venatoria. E' stato raggiunto al volto da dei pallini sparati da un suo amico, 66 anni. La ferita, a quanto si e' appreso, non e' grave e il cacciatore e' stato portato in ospedale per essere medicato. L'uomo, riferendo dell'accaduto, ha detto: ''Sembrava proprio una femmina di fagiano, invece era la testa del mio amico''. Entrambi i cacciatori abitano nel Bresciano.
L'incidente è avvenuto a Pudiano, una frazione di Orzinuovi, comune della bassa Bresciana al confine con le province di Bergamo e Cremona. Della vicenda si sono occupati i carabinieri di Verlanuova.
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Basta coi botti, una tortura
CASTELLAMONTE (TO). Letteralmente impazzito dal rumore assordante ha spaccato con le zampe anteriori la rete ellettrosaldata del box dov’è ospitato. Probabilmente per cercare di fuggire. Solo l’intervento della guardia veterinaria e la somministrazione di un farmaco ha sedato il rottweiler. Sotto ‘accusa’ i botti dei fuochi artificiali. Quanto basta per innescare una polemica. L’ennesima. E’ successo a Spineto, presso il canile “Il Querceto”, martedì sera, al termine delle manifestazioni per la patronale dedicata alla Madonna Liberatrice, in svolgimento a Valperga. In linea d’aria, il canile non è poi così distante ed evidentemente gli animali hanno risentito del frastuono che i fuochi della Fiera hanno prodotto. Da sempre, l’esplosione dei botti crea più di un problema ai proprietari dei cani e la stessa fauna selvatica (la casistica lo conferma), quasi per un istinto naturale cerca di allontanarsi, spesso disordinatamente, per cercare di sfuggire al rumore e trovare rifugio altrove. Impensabile ‘proibire’ i fuochi artificiali che costituiscono un forte richiamo durante le tante feste, patronali e non, ma c’è anche chi sta adottando alcuni accorgimenti senza privare la gente dello spettacolo. Lunedì scorso, per esempio, al termine delle manifestazioni per la Natività di Maria Vergine, ad Ozegna, l’amministrazione comunale, che in collaborazione con la Pro loco ed i sodalizi del paese aveva organizzato l’evento, ai botti ha sostituito il lancio delle “Lanterne dei desideri”, uno spettacolo molto apprezzato dai presenti, in particolare dai bambini (e dagli animali, naturalmente, particolarmente sensibili all’onda incontrollata dei decibel). «Non vogliamo che vengano vietati gli spettacoli pirotecnici, ci mancherebbe - spiegano Loana Savoi e Fulvio Mussatto, titolari del canile di Spineto -, tuttavia crediamo che alcune tipologie di botti, in grado di essere sentiti (e a volte, in certe condizioni, il rumore viene moltiplicato) anche a diversi chilometri di distanza». Martedì sera, la trentina di cani ospiti de “Il Querceto” sono davvero come impazziti. Il rottweiler, come detto, fuori di sè, si è scagliato contro la rete del box semidistruggendola. «Abbiamo anche acceso tutti i fari luminosi attorno alla struttura e fatto sentire la nostra presenza, ma non c’è stato nulla da fare - spiegano i titolari del canile -. Solo con l’arrivo del nostro veterinario di fiducia e del sedativo siamo riusciti a venirne a capo». Ma anche quasi tutti gli altri cani alloggiati nella struttura hanno sofferto tanto che, il giorno dopo, al “Querceto” molti animali erano ancora agitati. «Si multano (e giustamente) i possessori di auto e motorini dalle marmitte troppo rumore e poi si tollerano i botti di certi fuochi artificiali - aggiungono Loana e Fulvio Mussatto -. Qualcuno ha detto che “la civiltà di un popolo si misura anche dal rispetto degli animali”. Per questo, vogliamo ringraziare gli organizzatori della patronale di Ozegna che hanno preferito presentare al pubblico uno spettacolo altrettanto suggestivo senza creare alcun problema».
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Le impallinano il gatto, denuncia il vicino di casa
MUGGIA (TS) - È accusato di sparare ai gatti dei vicini utilizzando un fucile ad aria compressa. Una volta ha anche “sequestrato” un micio dopo averlo impallinato mettendolo in una gabbia. D.G., queste le iniziali dell’uomo, che è accusato di maltrattamenti agli animali. I carabinieri di Muggia hanno inviato una segnalazione alla procura della Repubblica e nel corso di una perquisizione hanno trovato e sequestrato un fucile ad aria compressa e anche una pistola regolarmente denunciata. La sconcertante vicenda inizia nel 2008 quando Giuliana Drioli, 44 anni, residente a Chiampore, si accorge che il proprio gatto “Nichi” non sta bene. Così sottopone il felino a una radiografia dalla quale emerge che la bestiola aveva conficcati tra le costole alcuni pallini esplosi probabilente da un fucile ad aria compressa. La donna non denuncia l’episodio ritenendo che non avrebbe avuto seguito. Ma si era sbagliata. Perché tre giorni fa ha trovato un altro suo animale di nome “Tony” ferito e rinchiuso nella gabbia del vicino. Questo il suo racconto: «Mi sono accorta che il gatto non era in casa. Mi sono insospettita in quanto il felino non è abituato ad andare in giro allontanandosi molto da casa. Sono così subito uscita e ho udito inconfondibilmente il miagolio del mio gatto che si stava lamentando». La donna servendosi di una torcia è andata a vedere nel cortile dell’abitazione del dirimpettaio. «Ho visto - ha detto la donna ai carabinieri - che all’interno del recinto dove è tenuta una bombola di gas metano vi era il mio gatto intrappolato in una gabbia. Il muso era tutto insaguinato e si vedevano chiaramente alcune ferite alla testa e al torace». Poi la descrizione fornita dalla donna continua: «La trappola era una gabbia metallica con all’interno del cibo messo in funzione di esca». A questo punto Giuliana Drioli ha chiamato i carabinieri della compagnia di Muggia. I militari sono entrati nel recinto e hanno liberato il gatto per poi affidarglielo. La bestiola era in condizioni drammatiche. Ieri la donna è andata alla clinica veterinaria Tergeste dove sono state accertate numerose lesioni da proiettili sparati da un fucile ad aria compressa al suo gatto. Poi è tornata dai carabinieri. Intanto, come detto, i militari hanno perquisuito la casa del vicino trovando il fucile e la pistola. E quindi hanno inviato alla procura la denuncia nei confronti dell’uomo ritenuto l’autore dei maltrattamenti ai gatti.
16:08 Scritto da: ramboo84 in Maltrattamenti | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
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Sei cuccioli di cane e la mamma in un cassonetto, salvati dai Carabinieri ad Avellino
15:45 Scritto da: ramboo84 in Maltrattamenti | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
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18/09/2010
Quattordici cani trovati morti, avvelenati
Ponticelli (NA) - Quattordici cani trovati morti, avvelenati, nel giro di una settimana. È giallo a Ponticelli. Un giallo sul quale «indagano», per adesso, solo le associazioni animaliste perché la vicenda non è ancora sfociata in una denuncia ufficiale. Gli animali vengono metodicamente avvelenati con polpette imbottite di anticrittogamico. Muoiono tra grandi sofferenze sui marciapiedi e ai bordi delle strade, intorno ai palazzi. Ma forse le sofferenze finali non sono le più atroci, secondo il racconto delle persone che hanno raccolto gli animali sperando che fossero ancora vivi, sul corpo di alcuni dei cani c’erano segni di morsi, di graffi, tipici della lotta fra animali. E la vicenda, se venissero confermate le testimonianze di chi ha materialmente visto i cani morti, assumerebbe contorni decisamente più chiari. E preoccupanti. Perché sarebbe il segnale di una poderosa rinascita dei combattimenti illegali; e quelle povere bestie trovate morte potrebbero essere state usate come «allenatori». I combattimenti abitualmente avvengono utilizzando i pitbull. Ma per abituare il cane alla lotta e renderlo più aggressivo, bisogna trovare molti «avversari» in fase di allenamento. Solo dopo aver combattuto a lungo un cane è pronto ad essere lanciato nell’ignobile arena dalla quale esce vivo solo il vincitore. Chi si dedica all’orrendo mercato delle battaglie tra cani, naturalmente non «sacrifica» i preziosi pitbull per semplici scontri da allenamento. E qui entrano in scena i poveri randagi. Vengono accalappiati, portati nelle aree isolate dove avviene l’«allenamento» fatale, e lanciati in duelli sicuramente perdenti contro i feroci avversari. Quando hanno subito ferite troppo profonde e sono «inutili» per i combattimenti, vengono uccisi e abbandonati. L’unico particolare che sembra strano a chi si occupa abitualmente della vicenda dei combattimenti, è la maniera in cui sono stati ammazzati gli animali. Chi usa i randagi per mandarli al massacro contro i pitbull, è difficile che si prenda la briga di dar loro la morte con una polpetta avvelenata. Esistono, purtroppo, altri allucinanti modi per liberarsi di quei cani considerati come «oggetti» e giudicati inservibili. L’unica soluzione che sembra leggermente plausibile è la presenza di una persona, anche all’interno dei «lager» dove sono tenuti i cani da combattimento, che si occupa materialmente di dare acqua e cibo alle povere bestie e, dopo averle in qualche modo «curate», non ha il coraggio per ammazzarle in maniera cruenta. Il fenomeno dei combattimenti nella zona di Ponticelli non è nuovo. Di recente i carabinieri del Vomero al comando del capitano Barecchia, hanno effettuato tre arresti al centro della villa comunale «Vittoria» di Piscinola. Furono allertati e scoprirono un combattimento in corso tra pitbull. Incredibilmente il duello si stava svolgendo in pieno pomeriggio (erano passate da poco le sedici quando intervennero i carabinieri) in un giorno lavorativo, di giovedì. In quella occasione i militari dell’Arma prestarono soccorso ai due pitbull che stavano combattevano e presentavano profonde ferite, e sequestrarono altri quattro cani della stessa razza, tra cui un cucciolo, che furono affidati al personale veterinario della Asl.
23:29 Scritto da: ramboo84 in Cronaca | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
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Bagnolo, carcassa di un cane abbandonata in un canale
BAGNOLO (RE). E’ stato ritrovato nei giorni scorsi, in un canale al confine con Reggio, un involucro di plastica contenente la carcassa di un animale. Ad accorgersene, due volontari del Comitato interassociativo di pesca di Reggio, che stavano compiendo un’ispezione per verificare lo stato della fauna ittica in seguito allo svasamento dei canali, avvenuto in questi giorni. A prima vista, i due uomini non sono stati in grado di capire se si trattasse di un vitello o di un cane, e in seguito hanno avvisato sia l’ufficio veterinario competente dell’Ausl e il Consorzio di bonifica dell’Emilia Centrale, che ha provveduto al recupero dell’animale, accertando che si trattatva di un grosso esemplare di pastore tedesco, che non era provvisto di nessuna targhetta o impianto di riconoscimento e provvedendo allo smaltimento de lla carcassa stessa. Non è la prima volta che avvengono episodi di questo tipo: l’abbandono di cani morti è infatti spesso praticato da chi non vuole accollarsi le spese di smaltimento del canile. In passato avveniva con frequenza anche per vitelli e maiali, con conseguenze poco felici sulla qualità dell’acqua dei canali.
21:11 Scritto da: ramboo84 in Cronaca | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
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17/09/2010
CACCIA: DOMANI GRANDE MANIFESTAZIONE A VENEZIA PER DIRE 'BASTA'
(ASCA) - Roma, 17 set - ''Conserva la biodiversita', aboliamo la caccia'' e' lo slogan della manifestazione nazionale anticaccia organizzata da LAV e altre associazioni alla vigilia dell'apertura generale della stagione venatoria fissata per la terza domenica di settembre: sabato 18 settembre, il corteo manifestera' a Venezia, capoluogo del Veneto, regione simbolica perche' ad altissima densita' di cacciatori. Per tutti i partecipanti l'appuntamento e' alle ore 15:30 a Campo San Geremia.
''La caccia e' la principale minaccia alla biodiversita' - dichiara Massimo Vitturi, responsabile nazionale LAV settore caccia e fauna selvatica - benche' il numero dei praticanti di questo contestato massacro legalizzato sia costantemente in diminuzione, il loro impatto e' ancora fortissimo e gravissimo, mentre i piu' recenti sondaggi confermato che 7 italiani su 10 si sono dichiarati contrari alla caccia: un'esigua minoranza di persone armate ha il fucile puntato contro i nostri animali, gli animali di tutti gli italiani.
Eppure la fauna selvatica e' patrimonio indisponibile dello Stato''.
''Invitiamo tutti i cittadini a partecipare alla manifestazione anticaccia di sabato 18 settembre a Venezia - prosegue Massimo Vitturi - Coloro che non potranno partecipare, possono comunque dimostrare la loro solidarieta' ai circa 100 milioni di animali sterminati ogni anno in Italia e chiedere l'abolizione della caccia, inviandoci un breve messaggio a info@lav.it anche attraverso il nostro portale www.lav.it''.
La caccia,- ricorda la Lav - oltre alla strage di milioni di animali, provoca: l'estinzione generale o locale di alcune specie e la rarefazione di altre; l'alterazione degli equilibri ecologici naturali; la diffusione di malattie come il saturnismo (avvelenamento da piombo degli uccelli che ingeriscono i pallini) e gravi sofferenze agli animali feriti. Sempre piu' frequenti gli incidenti con perdite anche di vite umane.
Nel corso degli ultimi 20 anni il numero di cacciatori si e' dimezzato passando da 1.500.986 (1988) a 751.876 del 2007 (Istat). La Toscana conta il maggior numero di doppiette (112.571) e, in generale, e' il centro-nord del Paese ad ospitare circa il 70% dei cacciatori italiani.
22:52 Scritto da: ramboo84 in Proteste animaliste | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
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DOMENICA SI CORRE IL PALIO DI ASTI, PRESIDIO PROTESTA LAV
ASCA - Roma, 17 set - Domenica 19 settembre si correra' il Palio di Asti, il secondo per importanza dopo quello di Siena, e la LAV , che da sempre si batte per i diritti degli animali, organizzera' un presidio di protesta in piazza Alfieri. La LAV sara' anche presente con un punto informativo presso il quale sara' possibile ritirare materiale informativo dell'associazione.
Spiega l'associazione animalista: ''In piazza Alfieri, tra sfilate, sbandieratori e nell'euforia della folla, hanno perso la vita numerosi cavalli. Tra il 2000 e il 2003 sono morti 10 cavalli, e anche nell'edizione dello scorso anno si e' verificato un incidente mortale: la cavalla che correva per il rione Castell'Alfero e' caduta durante l'ultima batteria, riportando una frattura la cui gravita' era tale - secondo quanto riportato dai veterinari della clinica convenzionata - da determinarne la soppressione''.
''La nostra ferma opposizione ai palii e a qualsiasi evento che utilizzi animali non e' collegata esclusivamente al rischio di incidenti, che pure sono molto numerosi, ma al concetto di sopraffazione e sfruttamento che l'essere umano esercita su delle creature indifese, con l'aggravante del divertimento - dichiara Nadia Zurlo, responsabile nazionale del settore Equidi della LAV -. E' davvero inconcepibile che ancora al giorno d'oggi ci siano persone pronte a pagare per assistere a degli 'spettacoli' che piu' che richiamare la storia e la cultura di una citta', sono l'espressione dell'istinto molto somigliante a quello degli spettatori nelle arene, dove, nei tempi passati, a dare spettacolo e a morire non erano solo gli animali ma anche gli esseri umani.
A parole, certo, mai nessuno dichiarerebbe di volere la morte dei cavalli nei palii, ma nei fatti dobbiamo constatare che nemmeno la visione di un cavallo azzoppato, trascinato fuori dalla pista e poi ammazzato, riesce a tenere fuori dalle piazze gli spettatori. Questo e' un aspetto del palio che non si ama raccontare, cosi' come non si racconta come vivono questi cavalli, come vengono addestrati e allenati, e, in ultimo, che fine fanno quando le loro prestazioni fisiche calano e non sono piu' competitivi''.
21:58 Scritto da: ramboo84 in Cronaca | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
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Gromo,investe cane:vigile in ferie,cucciolo rimane 3 ore agonizzante sulla strada
Da una parte la legge (nuova) e dall'altra la difficoltà di rispettarla (vecchia). Dal 29 luglio il Codice della strada prevede l'obbligo di soccorrere gli animali rimasti feriti in un incidente e pure la possibilità per i mezzi di soccorso di usare sirene e segnalatori luminosi, come si trattasse di un essere umano. Ma dal dire al fare, come al solito...
Giovedì 16 settembre un povero cagnolino è stato travolto da un auto a Gromo, non lontano dalla sede della Croce Blu. Erano più o meno le 13,30 quando il bastardino ha attraversato la strada e un ragazzo in macchina gli è finito addosso. Il meticcio è rimasto lì, sulla strada, ad agonizzare per più di tre ore. Guaiva penosamente e c'è voluto un sacco di tempo prima che arrivasse un veterinario a fargli una puntura almeno per far passare il dolore.
A sorvegliare impotenti l'agonia del piccolo bastardino, un gruppetto di persone, tra cui il giovane investitore. «È stato lui - racconta Roberto Bonanomi, 44 anni di Bergamo, rappresentante di surgelati in giro per lavoro in alta Val Seriana - a correre per primo in Comune per capire che cosa si doveva fare. Ma il vigile era in ferie, quindi nessuno sapeva darci indicazioni su come intervenire. Alla fine abbiamo chiamato i carabinieri, che si sono prontamente attivati per chiamare il veterinario».
«Ma chi doveva arrivare? Il veterinario dell'Asl di Urgnano, competente per la zona, lontano una settantina di chilometri da Gromo? Intanto era una pena vedere quel povero cane sulla strada. Alla fine è sceso il veterinario da Clusone, che ha messo il bastardino in una scatola di cartone e l'ha portato al canile dell'Asl di Urgnano. Ha visto che il cucciolotto stava molto male, ma ha detto che non è da abbattere. Ci andrò io tra qualche giorno a vedere che fine ha fatto».
Però il concetto è questo e Bonanomi lo spiega sintetico ed efficace: «Ma come si fa a fare un sacco di leggi per la tutela degli animali e poi se succede un incidente come quello di oggi (ieri, ndr), nessuno sa di preciso cosa deve fare?». La solita cosa all'italiana, insomma. Intanto ieri i bambini che guardavano addolorati il cagnolino, che era senza microcip e forse era un maschio, hanno già avviato la gara per trovargli un nome.
21:15 Scritto da: ramboo84 in Cronaca | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
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CIRCO MALTRATTA CAMMELLO, MULTA DA COMUNE CIAMPINO
«Dopo aver imbrattato abusivamente nei giorni scorsi tutta Ciampino, ieri il circo si è reso protagonista di un episodio assolutamente intollerabile di maltrattamento sugli animali: un povero cammello, in probabile stato di malnutrizione e di spavento, è stato portato in giro per le strade cittadine, sostando ripetutamente su Piazza della Pace, all'interno di un carrello da trasporto di ridotte dimensioni trainato da un furgoncino». Lo ha detto il vice sindaco e assessore all'ambiente di Ciampino, Enzo Lavagnini, contestando alcune infrazioni al regolamento per la tutela degli animali, alle norme sull'affissione e sulla pubblicità e al codice della strada da parte del «Circo Montecarlo», che in questi giorni staziona nel confinante comune di Marino. «Tutto ciò - prosegue Lavagnini - oltre ad essere incompatibile con il nostro regolamento per la tutela degli animali (che vieta sia lo svolgimento di circhi con animali che l'utilizzo di animali fuori dal loro habitat naturale per qualsiasi attività) è il segno di come troppo spesso, specie da quando è entrato in vigore il regolamento, molte attività circensi si attestino su territori a noi confinanti per poi pubblicizzare abusivamente la loro attività». Gli agenti della Polizia locale di Ciampino hanno scortato il furgone con il cammello fuori dal territorio comunale e hanno elevato al Circo una multa da 3.500 euro per le affissioni abusive oltre a una da 500 euro per infrazioni al regolamento a tutela degli animali. Gli agenti hanno inoltre segnalato la situazione alla Asl veterinaria, affinchè verifichi lo stato di salute di tutti gli animali.
16:09 Scritto da: ramboo84 in Maltrattamenti | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
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