22/08/2010

GB, appello animalista:"Adottate i gatti inglesi,ne abbandonano 21 al giorno''

Immaginenn.jpgDopo il Belgio che intende sterilizzare tutti i gatti del Paese troppo numerosi se messi a confronto col numero di abitanti, anche la Gran Bretagna affronta un 'allarme felino'.

Secondo la Royal Society for the Prevention of Cruelty to Animals (Rspca), dall'inizio del 2009 si sarebbero verificati 21 abbandoni di mici al giorno, raccolti dai volontari animalisti britannici e trasportati nei 16 centri specializzati per offrire loro cure e riparo. Ma ora, la Rspca lancia un appello: adottate questi dolci animali, che cercano una nuova casa e una famiglia che li ami.

I 'gattili' d'Oltremanica sono infatti ormai pieni e non possono accogliere altri 'pet' abbandonati. La struttura Central and North East London è attualmente impegnata a badare a 100 mici e micetti, alcuni in stato di gravidanza. Quella di Enfield ospita invece 90 animali, il numero più ampio degli ultimi 35 anni. Infine, il gattile di Exeter si occupa di 42 gatti, nonostante ci sia spazio solo per 30 esemplari.

fonte:adnkronos

Rovereto, cagnolino muore investito,multato il padrone, non l'automobilista

ROVERETO. Un piccolo cane è sfuggito al padrone ed è morto travolto da un'auto in Trentino e il giovane proprietario dell'animale verrà multato per omessa custodia. Niente invece per la donna alla guida dell'auto, ma solo perchè si è fermata a controllare l'accaduto. Il nuovo codice della strada prevede infatti sanzioni per chi non presta soccorso ad animali feriti in incidenti.

L'episodio è accaduto stamani sul corso principale di accesso al centro della cittadina, corso Rosmini. hhhh.jpg

La multa per il giovane sarà di circa 50 euro, mentre la sanzione per l'automobilista che non si fosse fermato a tentare di soccorrere l'animale sarebbe stata da 389 euro a oltre 1.500 euro.

fonte:trentino

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21/08/2010

Cani in vendita, controlli dell'Asl

LIVORNO.  Il Comune e il servizio veterinario dell'Asl 6 non hanno rilevato situazioni particolarmente critiche per animali maltrattati al mercato del venerdì. I controlli proseguiranno durante il mercato di stamani. Questa la risposta di Asl e Comune all'allarme di cani rinchiusi in gabbie in pessime condizioni igieniche. Un allarme legato a una campagna nazionale che si è diffusa principalmente attraverso facebook. «Il Comune - si legge in una nota dell'amministrazione - insieme al servizio veterinario dell'Asl 6, effettua controlli costanti sulle condizioni di detenzione degli animali in vendita al mercato del venerdì. Negli ultimi sono stati effettuati tre sopralluoghi dal servizio veterinario della Asl, in collaborazione con i vigili urbani e il Corpo Forestale. In tutte le occasioni l'Asl non ha rilevato situazioni di criticità tali da giustificare un'azione di sequestro». L'amministrazione fa presente che la recente legge regionale consente la vendita ambulante di animali e che comunque, in attesa del regolamento attuativo, sta valutando la possibilità di introdurre limiti più restrittivi a questo tipo di commercio.

fonte:il tirrenoImmagineff.jpg

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Rubato insieme al camper: ritrova padroni grazie a Facebook

Immaginegg.jpgPisa, 21 agosto 2010 - Quando hanno rubato il camper, un Hymer bianco, hanno fatto piazza pulita. I ladri non si sono certo preoccupati che all’interno c’era un cane, anche questo bianco latte, un West Highland Terrier. Micky, otto anni e un collare rosso, si è spaventato a morte. Il furto, l’8 agosto. In un orario a rischio nel mese di agosto, quando la città è più vuota: tra le 14 e le 16. Il mezzo, come raccontano gli stessi proprietari - una coppia di turisti austriaci di circa 45 anni - in una mail-appello, era parcheggiato in una piazzola del quartiere Porta a mare, che da una ventina di giorni, come abbiamo scritto nell’edizione di ieri, è assediato da vandali, spaccio e degrado. I due turisti si allontanano per circa due ore, ma quando rientrano al parcheggio non trovano più né il camper né Micki.

Durante la fuga i malviventi si accorgono dell’animaletto a bordo, che si era messo ad abbaiare, e, senza pensarci troppo, l’abbandonano dove capita. Vicino, probabilmente, alla scuola media Mazzini in via Gentileschi nel quartiere di Porta a Lucca. Almeno là è stato ritrovato da alcuni cittadini che, vedendolo vagare senza meta, l’hanno trasportato fino al parcheggio di via Pietrasantina, pensando forse che fosse di qualche turista. Qui il cagnolino è stato raccolto dalla polizia municipale che l’ha trasportato al canile comunale. Dove è rimasto per qualche giorno.

 Nel frattempo, la coppia austriaca, che non si dà pace, sporge denuncia ai carabinieri della stazione di Porta a mare. Quindi, rientra in patria da dove, via Facebook, lancia un appello per rintracciare il Terrier. Nella lettera racconta l’accaduto mettendo insieme tutti i particolari sull’animale: dove e quando è stato rubato, il suo nome e la targa del mezzo. Sì, perché numeri e lettere erano stampati proprio sul collare della bestiola. Al canile gli addetti e i volontari dell’Oipa (Organizzazione internazionale protezione animali) si prendono cura di Ricki, rinominato Merengue, «perché assomigliava a una meringa», portandolo a spasso tutti i i giorni e iniziando le ricerche per restituirgli la famiglia. Dal microchip si risale alla provenienza austraica. Quindi, controlli incrociati con i carabinieri e il tam tam su internet. I padroni vengono rintracciati e possono riabbracciare il loro Terrier. «Anche lui contentissimo — assicura il responsabile del canile, Salvatore Ravenna, di tornare a casa». Del camper, invece, nessuna traccia.

fonte:la nazione

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Roma, gatti avvelenati in due colonie: è allarme

Immagineff.jpgROMA (20 agosto) - Avvelenamenti in due colonie feline di Roma. L'Associazione volontari canile di Porta Portese, che gestisce i canili comunali di Roma e il Punto di primo soccorso gatti di Muratella, è intervenuta questa mattina nella colonia felina di via Teodorani, in zona Monte Cucco-Trullo, dove cinque gatti sono morti per avvelenamento. I volontari hanno portato altri cinque cuccioli agonizzanti al canile della Muratella, dove sono stati curati dai veterinari della Asl RmD e sono stati sottoposti a lavanda gastrica e messi sotto flebo. In seguito, un altro cucciolo è stato salvato dall'associazione.

Anche la colonia felina di via dei Martuzzi, composta da sei gatti adulti sterilizzati, è stata decimata. Quattro gatti sono scomparsi da due giorni, mentre due gatti sono stati trovati in condizioni assai critiche. «Quanto sta accadendo è assai grave, e i cittadini presenteranno una denuncia, per il momento contro ignoti, alla Procura della Repubblica - sottolinea Novi - Da anni, i gatti sono tutelati e protetti dal Comune di Roma, che li ha dichiarati "patrimonio della città"».

Da un ultimo censimento, risultano circa 300.000 gatti in città, di cui 180.000 nelle nostre case e 120.000 in strada. Cittadini generosi si occupano dei gatti di strada, sia quelli all'interno delle oasi feline (Porta Portese, Piramide, Torre Argentina, Villa Flora, Verano, Forlanini, la Casetta dei Gatti), sia nelle colonie feline (circa 4.000 sparse in tutta la città).

«Esistono semplici regole - conclude Novi - che vanno attentamente seguite (sterilizzare gli animali, togliere dalla strada i piatti nei quali i gatti mangiano, garantire sempre una ciotola di acqua fresca). I gatti sono per loro natura animali discreti, che trovano rifugio tra gli alberi e i giardini e non importunano mai l'uomo. Perché accanirsi con tanta cattiveria verso esseri indifesi e tanto amati?».

20/08/2010

Abbandonata, investita e dovrà vivere senza una zampina

Aggiornamento 24 agosto:Neve questa mattina è stata portata in un'altra clinica e sottoposta ad ecografia, stiamo attendendo i risultati, nel frattempo rinnoviamo la nostra richiesta di aiuto e richiesta di affido. Purtroppo in un solo giorno abbiamo dovuto accogliere nuovi abbandoni e le nostre case si stanno riempiendo. Grazie da Mara e da tutti i volontari Oipa Treviso

TREVISO (19 agosto) - Neve è una gattina tutta bianca e molto dolce nonostante le ostilità che ha dovuto fino ad oggi affrontare: abbandonata, questa micia è finita sotto una macchina e ha perso una delle due zampe posteriori. Dopo l'operazione, i veterinari si sono accorti che Neve ha anche un'insufficienza renale, per cui dovrà vivere con un'alimentazione specifica.
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Insomma, a questa gattina servono attenzioni e tanto amore, le occorre una famiglia capace di volerle bene. Per adottare Neve chiamare il 349.3467582 (feriali dopo le 19,00 o sms) o scrivere a
gruppocastelfranco@gmail.com.


Per lasciare un contributo ai volontari Oipa ecco le coordinte del conto corrente postale: 43035203 - IBAN IT28 P076 0101 6000 0004 3035 203 intestato a OIPA Italia Onlus, specificando nella causale “Treviso-gatti” o inviando una e-mail a
treviso@oipaitalia.com o gruppocastelfranco@gmail.com.

Belka e Strelka 50 anni dopo, i primi esseri viventi a tornare vivi dallo spazio

Immaginezzz.jpgImmagineccc.jpgImmagineffaa.jpgBelka e Strelka: pochi ricordano i loro nomi, ma le due cagnette russe fanno parte della storia dell'astronautica. E il 20 agosto si festeggiano i 50 anni della loro impresa. Infatti sono loro due i primi essseri viventi a essere tornati vivi dopo un viaggio nello spazio. Il primo essere vivente a essere messo in orbita fu nel 1957 la famosa Laika, ma la bastardina non tornò mai indietro e, a dire il vero, nemmeno era previsto. Gli scienziati che la lanciarono sapevano benissimo che mettendola sullo Sputnik 2 decretavano la sua morte. Una dei tanti animali sconosciuti che morirono nel nome della scienza.

BELKA E STRELKA - In Russia le due cagnette sono eroi nazionali e vennero impagliate dopo la loro morte. Il primo film 3D del cinema russo, uscito all'inizio dell'anno, è proprio incentrato sulla loro storia. La loro missione era provare che la Vostok poteva portare un essere umano e farlo rientrare sano e salvo. Infatti con una navicella simile, nell'aprile 1961 Yuri Gagarin divenne il primo uomo nello spazio. Belka e Strelka erano due bastardine randagie, scelte in quanto gli scienziati sovietici credevano che avessero maggiori possibilità di sopravvivenza e fossero «psicologicamente più stabili» rispetto ai cani di razza in uno spazio così limitato. I cani non dovevano pesare più di 7 chili ed essere più alti di 35 centimetri. Il mese prima (il 28 luglio) erano stati lanciati altri due cani: Chaika e Lisichka. Ma dopo soli 29 secondi dal lancio il missile esplose in una palla di fuoco. Subito dopo toccava a Belka (che in russo significa Scoiattolo) e Strelka (Piccola Freccia). Il lancio avvenne il 19 luglio 1960. I randagi erano accompagnati nello spazio da 40 topi, 28 dei quali non sopravvissero alle 25 ore e alle 17 orbite della missione, insieme a mosche, piante e funghi. Il giorno dopo la capsula atterrò senza grandi problemi tra Orsk e Kustanai, a soli 10 chilometri del luogo previsto. I cani stavano bene e durante la missione vennero alimentati con una sorta di gelatina ad alto contenuto calorico. Dopo il ritorno Strelka rimase incinta e diede alla luce sei cuccioli, uno dei quali (Pushinka) venne donato da Nikita Kruscev a Caroline Kennedy, figlia del presidente degli Stati Uniti. In realtà gli americani il 28 maggio 1959 avevano lanciato le scimmiette Able e Baker, ma non riuscirono a inserirle in orbita pur se atterrarono sane e salve.

LAIKA - Il primo essere vivente a essere inviato nello spazio fu Laika. Il 3 novembre 1957, a un mese dal lancio del primo Sputnik, la cagna di due anni venne spedita in orbita. La capsula non aveva possibilità di rientrare tenendola in vita in quanto non aveva un sistema di raffreddamento valido. Laika morì anche prima, nel corso nella quarta orbita, quando la temperatura all'interno della capsula divenne troppo alta e incompatibile con la sopravvivenza. Per giorni i sovietici continuarono a dire che Laika «stava bene», ma dopo una settimana dovettero ammettere che Laika «era stata messa a dormire». Una bugia. Laika era morta e la capsula rimase a orbitare per mesi, infine bruciò nel rientro dell'atmosfera nell'aprile 1958, ma i dettagli della sua tragica sorte vennero resi noti dai russi solo nel 2002. Due anni fa all'Istituto di medicina militare russo venne posta una statua in onore di Laika: «Il primo essere vivente nello spazio». Laika non fu la prima «martire dello spazio»: già alla fine degli anni Quaranta, infatti, gli americani compirono esperimenti spaziali con «equipaggio scimmiesco»: tutti morirono in voli suborbitali.

GAGARIN - Kruscev però aveva deciso: dopo due missioni riuscite con animali, sarebbe toccato al primo uomo nello spazio. Quindi dopo Belka e Stelka il 1° dicembre 1960 venne il turno di Pchyolka e Mushka ma fu un disastro. Nello stesso mese vennero lanciate Shutka e Kometa, ma uno dei motori del razzo entrò in avaria e la capsula non entrò in orbita. E anche il sistema di autodistruzione azionato da terra non funzionò. Le due cagnette atterrarono in una remota zona della taiga del fiume Tunguska Inferiore. Nel pieno inverno siberiano venne inviata una missione per vedere cose ne era stato di loro. La capsula venne individuata quattro giorni dopo: i topi e gli insetti che erano a bordo erano congelati, ma le due cagnette erano vive e vegete. Il 9 marzo 1961 la cagna Chernushka sopravvisse e così anche Zvezdochka il 25 dello stesso mese. Ora toccava a un uomo: il 12 aprile 1961 il primo della lista era Gagarin. «Non so se sono il primo uomo nello spazio o l'ultimo dei cani», disse scherzando, ma non tanto. Le sue possibilità di sopravvivenza, come ammisero dopo decenni gli stessi scienziati sovietici, erano scarse. Ma andò bene e tornò indietro, e il suo nome ora splende nel firmamento dell'astronautica.
fonte:corriere.it

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Frosinone:Quindici cani abbandonati in A1

xzz.jpgFrosinone - «Abbandonare la città non è reato, abbandonare gli animali sì». Lo slogan adottato dalla città capitolina affisso su tutti i bus di Roma, dovrebbe essere scritto a caratteri cubitali nel tratto di autostrada vicino al capoluogo ciociaro dove da alcuni giorni, ben 15 cani abbandonati stazionano nei pressi dell'area di servizio. Gli agenti della polizia stradale agli ordini dell'ispettore Di Giovanni hanno segnalato la questione agli organi preposti. Ma quegli animali continuano a percorrere in lungo e largo l'arteria autostradale creando problemi agli automobilisti in transisto. Sono cani di razza, abituati al tepore casalingo, al padrone che quotidinamante riempiva loro la ciotola, alle coccole sopra il divano. Niente più di tutto questo. È bastata una vacanza di pochi giorni per dire addio per sempre al caro amico Fido e lasciarlo nella disperazione più totale. Adesso che si sono ritrovati a fare i conti con la sopravvivenza i cani hanno affillato le unghie e cercano di difendersi come possono da chi li ha pugnalati alle spalle, da chi ha tradito il loro affetto e la loro amcizia. Quegli animali lungo l'autostrada sono diventitati cattivi. Non si lasciano avvicinare dall'uomo. Ormai non si fidano più. Temono di essere ancora abbandonati temono che l'uomo possa fargli ancora del male. Nella giornata di ieri un privato cittadino che aveva saputo di quelle povere bestiole che stavano vivendo nel più totale abbandono, è riuscito ad avvicinarne due ed a strapparle alla morte sicura. Ma lì in quell'area di servizio, ce ne sono ancora tanti di cani che attendono di essere rifocillati. Da sottolineare poi che per legge abbandonare un animale è un reato, punito con l'arresto fino a un anno o con l'ammenda da 1.000 a 10.000 euro. È anche vero che si tratta di un problema sociale e culturale che deve essere contrastato tanto dalle istituzioni quanto dai singoli cittadini. «Per arginare il fenomeno del randagismo è indispensabile l'impegno di tutti i membri della società» - ha dichiarato in una nota stampa dichiara Ilaria Innocenti, responsabile nazionale LAV. Le bestie sono quelli che abbandonano gli animali e non i nostri amici a quattro zampe.

fonte:IL TEMPO FROSINONE

foto archivio

Civitavecchia:Trovati 15mila capi con pelli di procione importati illegalmente

Immaginexx.jpgQuindicimila giubbotti con colli e altre parti guarnite con pelli di procione, importati illegalmente dalla Cina. I capi sono stati sequestrati nel porto di Civitavecchia dall'Ufficio delle Dogane e dal Corpo forestale dello Stato: gli indumenti, una volta immessi sul mercato, avrebbero fruttato fino a 800mila euro. L'operazione, denominata "Rascal", è stata condotta dalla Sezione investigativa Cites di Roma e dal Nucleo Operativo Cites di Fiumicino del Corpo forestale, in collaborazione con l'Area Verifiche e Controlli Antifrode della Direzione Regionale per il Lazio e l'Umbria e l'Ufficio delle Dogane di Civitavecchia. "E' l'ennesima conferma che il porto laziale ormai è il canale privilegiato per l'import delle merci dai Paesi asiatici e in particolare dalla Cina", spiega il soprintendente Marco Fiori del Corpo Forestale dello Stato e responsabile delle investigazioni del servizio Cites (ovvero la Convention on international trade in endangered species of wild fauna and flora, cioè la Convenzione di Washington sul commercio internazionale delle specie di fauna e flora minacciate di estinzione).  I giubbotti viaggiavano all'interno di un container sulla nave "Malaga" proveniente dal porto di Shanghai. L'imbarcazione in precedenza aveva fatto scalo nel porto di Gioia Tauro: la destinazione finale dei giubbotti erano Prato e, per la commercializzazione, Roma: "Sarebbero stati immaganizzati in qualche capannone sulla Tiburtina - spiega Fiori - poi sarebbero stati commercializzati nei negozi gesrtiti dai cinesi, in particolare all'Esquilino". "E' sicuramente da sottolineare - aggiunge Fiori - che il porto di Civitavecchia ormai ha anche superato Napoli per l'import di merci cinesi. Inoltre, non essendo un porto controllato dalla Cites, è più frequente la possibilità che venga utilizzato per l'introduzione illegale di flora e fauna, oltre che per altre merci illegaliEd è da Civitavecchia che passano le merci non in regola. Altrimenti, i prodotti con certificazione a norma, transitano per Fiumicino, Ciampino e Napoli".
Sui capi sequestrati saranno effettuate analisi mirate ad accertare se siano stati trattati con sostanze nocive per la salute o comunque non autorizzate dalle norme sanitarie comunitarie. "I procioni non sono animali protetti come leoni, tigri o alcune specie di coccodrilli - chiarisce il soprintendente - ma il decreto legislativo 275 del del 2001, all'articolo 5, fa riferimento ad una legge comunitaria che vieta espressamente l'importazione delle pelli di alcuni animali pelli dalla Cina, tra queste ci sono proprio i procioni".  
Come accaduto già in passato in analoghe operazioni, i giubbotti non erano accompagnati dalla documentazione di origine necessaria a comprovarne la provenienza legale e, soprattutto, a garantire che gli animali vengano allevati in condizioni ottimali, quindi senza maltrattatamenti o sevizie, e non provengano da uccisioni illegali. Punti, questi, sui quali la Cina non offre garanzie, da qui il divieto di importazione. Le sanzioni di legge per il commercio del "Procyon lotor" sono l'arresto fino ad un anno e l'ammenda da 10 a 100mila euro.
Il procione è originario del Nord America: reintrodotto nei secoli in Europa, vive nei boschi della Germania e della Francia e viene massicciamente utilizzato in Oriente per la sua pregiata pelliccia. Il traffico di esemplari di specie protette destinati all'industria mondiale della moda fa registrare, ormai da qualche tempo, una netta crescita.

fonte:la repubblica

12:17 Scritto da: ramboo84 in Cronaca | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: cina, cronaca, pelli procione | OKNOtizie | |  del.icio.us | | Digg! Digg |  Facebook

19/08/2010

Contro l'avvelenamento dei cani a Palo del Colle (Bari)

Altri cani stanno sparendo oppure vengono rrraaa.jpgavvelenati!!!!!!!!Vogliamo un intervento concreto dal comune contro questo orrore!! 

PER FIRMARE LA PETIZIONE CLICCA QUI SOTTO:

http://www.firmiamo.it/contro-l-avvelenamento-dei-cani-a-palo-del-colle/firma


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