TELECAMERE NEI MACELLI DELLA GRAN BRETAGNA

In seguito alle indagini condotte l’anno scorso dal gruppo animalista Animal Aid che, grazie all’installazione di telecamere nascoste, aveva scoperto diversi abusi nei macelli della Gran Bretagna, l’Agenzia britannica per la Sicurezza Alimentare (FSA) ha recentemente proposto di introdurre telecamere a circuito chiuso per arginare il fenomeno. Sebbene la proposta lasci libero ciascun operatore di scegliere volontariamente se introdurre o meno telecamere nel proprio macello, si teme che ci possano essere pressioni da parte dei rivenditori, senza contare che restano ancora da risolvere alcune questioni fondamentali (come e da chi devono essere monitorate le immagini, e per quanto tempo i nastri devono essere conservati). La Food Standard Agency ha avvertito che, se l’industria non sarà in grado di fermare le violazioni al benessere animale e si rifiuterà di installare telecamere, prenderà in considerazione l’ipotesi di potenziare il personale preposto alle ispezioni durante tutte le operazioni, fino a quando “la conformità non sarà adeguatamente dimostrata”. Tra agosto 2009 e maggio 2010, Animal Aid ha raccolto 5 filmati nascosti e un rapporto che mostrano abusi nelle fasi di pre-macellazione, stordimento e immobilizzazione degli animali nei macelli, i cui responsabili sono stati poi immediatamente sospesi. Stando agli ultimi dati diramati dal Servizio Veterinario Nazionale, però, solo il 6% dei macelli inglesi non rispetta le regole di benessere animale e solo l’1% di essi ha rivelato pratiche che possono tradursi in un danno diretto per gli animali. “Ci sono prove evidenti – conclude l’FSA – che alcuni ispettori non rispettano le proprie responsabilità, e dunque l’introduzione di telecamere nei macelli potrebbe rivelarsi uno strumento aggiuntivo per garantire il benessere anima le e, non ultima, la sicurezza dei consumatori”.images.jpg

fonte:anmvi oggi

TELECAMERE NEI MACELLI DELLA GRAN BRETAGNAultima modifica: 2010-10-24T02:16:40+00:00da ramboo84
Reposta per primo quest’articolo

Lascia un commento