Oristano, cani e minacce: rivolta contro il vigile urbano sceriffo

imagesCAEA2DIY.jpgUn quartiere in rivolta e un vigile urbano, forse troppo zelante, che strappa due cagnetti alla padrona e li rinchiude in un canile.

E’ l’incredibile storia accaduta venerdì a Oristano, in via Giovanni XXIII, in pieno centro, e che ora rischia di finire in Tribunale. Un sottufficiale della polizia municipale della città, si è presentato ieri mattina insieme a un addetto comunale e a un veterinario Asl per prendere due cagnetti che la proprietaria di una lavanderia, insieme a tutto il quartiere, avevano adottato già da quest’estate. Il vigile, dopo aver fatto catturare i cani considerati da lui randagi, ha bloccato subito la proprietaria, Elisabetta Crivelli, di 47 anni, dicendole che non poteva opporsi altrimenti l’avrebbe portata in caserma. A quel punto, davanti alla donna in lacrime, numerosi residenti del quartiere che stavano assistendo alla scena, hanno cercato di convincere il vigile urbano, senza risultato. Questa mattina la donna è andata al canile comunale per cercare dio riportarsi a casa i suoi cari cuccioli. Ora, beffa nella beffa, lei proprietaria dovrà ugualmente rispettare la procedura burocratica delle adozioni.

fonte:unione sarda

Oristano, cani e minacce: rivolta contro il vigile urbano sceriffoultima modifica: 2010-10-23T16:06:02+00:00da ramboo84
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2 pensieri su “Oristano, cani e minacce: rivolta contro il vigile urbano sceriffo

  1. La questione non è affatto come viene posta nell’articolo presentato dall’unione sarda.

    I cani in questione erano due randagi che da tempo causavano timori e problematiche nel quartiere. La signora Crivelli ha avuto tutto il tempo e le occasioni di regolarizzare la posizione dei suddetti animali, vaccinadoli, dotandoli di microchip e tenendoli all’interno della proprietà della stessa Crivelli. Come è logico aspettarsi e come tutti noi amanti dagli animali facciamo per la sicurezza e la salute dei nostri amici a quattro zampe.
    Invece questi due cagnetti giravano indisturbati per il quartiere, devastando il verde publico e talvolta inseguendo biciclette e ringhiando ai passanti e agli abitanti. Senza contare il problema sanitario legato alla presenza alle feci di animali non vaccinati in un luogo frequentato e in cui sono presenti esercizi commerciali che si occupano di mescita al pubblico.
    Tanto è che si è resa necessaria una raccolta firme per fare finalmente accorrere un vigile nonostante le precendenti segnalazioni (questo sì, è un fatto scandaloso) che ben lungi dal fare lo sceriffo ha semplice eseguito i suoi compiti.
    Adottare (evitiamo l’orrendo termine “possedere”) un cane non può e non deve limitarsi a quattro coccole e a dargli da mangiare.
    L’animale deve venire vaccinato, pulito frequentamente le sue feci devono venire raccolte e deve essere messo nelle condizioni non potere recare danni all’ambiente che lo circonda.
    La signora Crivelli ha volutamente ignorato tutto questo, e ciò ha portato alla protesta dei residenti del quartiere. Protesta effettiva, non come la fantomatica “rivolta” illustrata dal corriere e mai realmente avvenuta.

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